Chi ha un progetto per la Regione Siciliana?, di Paolo Luparello, del 02.01.2019, mercoledì

Gennaio 2, 2019 in Post ad hoc, Prima Pagina

Spesso uso una metafora per cercare di far comprendere come in diverse situazioni non ci si comporta con razionalità ma ci si lascia prendere dall’emergenza e dalla contingenza, trascurando la visione del futuro e di ciò che realmente serve.

La metafora è quella del cacciatore e del boscaiolo.

Un cacciatore durante una escursione in bosco incontra un boscaiolo intento a segare un tronco. Il boscaiolo è talmente impegnato nel segare il tronco che neanche si accorge della presenza del cacciatore ne tantomeno risponde al suo saluto. Il cacciatore osserva per qualche minuto il boscaiolo e poi cerca di attirarne l’attenzione, non senza difficoltà. Quando finalmente il boscaiolo si ferma per riprendere fiato, il cacciatore gli fa presente che se rifacesse il filo alla sua sega poi potrebbe lavorare con più efficacia. Il boscaiolo per tutta risposta riprende a segare il suo tronco e bofonchia, quasi tra se e se, che lui ha un tronco da tagliare.

Ecco, questa è la situazione difronte alla quale spesso mi sembra di trovarmi.

In questi mesi, alla Regione Siciliana, si stanno affrontando delle importanti questioni che se ben attenzionate potrebbero far fare un salto di qualità all’Ente regione. Queste questioni sono la riorganizzazione della struttura organizzativa dei dipartimenti, i nuovi contratti collettivi di lavoro, il nuovo sistema di misurazione e valutazione della performance. Questioni tra di loro profondamente interconnesse che meriterebbero tutta l’attenzione di un governo regionale che volesse incidere profondamente nel funzionamento della macchina amministrativa chiamata a realizzare il suo programma di legislatura.

E invece non sembra così.

Si ha la sensazione che le diverse questioni vengano affrontate in maniera disgiunta senza che una unica regia operi affinchè tutti gli strumenti vengano utilizzati per suonare una sinfonia.

Questa sensazione viene percepita dai più e getta tutti gli operatori interessati (i famosi stakeholder), specialmente quelli interni (lavoratori dei comparti dirigenziali e non dirigenziali), in uno stato di apatia e demotivazione che fa vivere il proprio ruolo con insofferenza e con l’unico desiderio del raggiungimento della agognata pensione, anche se mancano fino a 10 anni a quel traguardo.

Manca un progetto di Regione Siciliana, un progetto che in tanti aspettano a ogni nuovo governo ma che continua a non appalesarsi. Si continua a vivere nella cultura dell’adempimento senza che questo venga coniugato con ciò che realmente serve alla Sicilia, dimenticando i margini che lo Statuto regionale assegna alla Regione e limitandosi a interpretare ciò che il legislatore nazionale continua a proporre mortificando il dialogo con le parti sociali e riducendo gli istituti della contrattazione e della concertazione a meri riti di facciata.

Che peccato! Che spreco!

Siamo già nella black list della Regione!, del 25.06.2013, martedì

Giugno 25, 2013 in Post ad hoc, Prima Pagina

Un risultato, noi di “Perchè no…qualcosa si muove”, lo abbiamo già raggiunto … siamo nella “blacklist” della Regione Siciliana! Leggi il resto di questa voce →

 

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