Perchè no… una giornata particolare!, del 05.07.2013

5 Luglio 2013 in Post ad hoc

 
Per noi dell’Associazione “Perchè no…qualcosa si muove” oggi è stata una giornata particolare.
Abbiamo partecipato alla commemorazione della figura del collega Filippo Basile, assassinato, 14 anni fa, perchè amava fare il proprio lavoro nel rispetto delle regole. Alla commemorazione hanno partecipato una ventina di colleghi ed ex colleghi, e non solo. Commemorazione che si è conclusa con il volo di un piccolo stormo di colombi segno della speranza che ancora nutriamo in una società più giusta.
Dopo la commemorazione una parte dei presenti ci ha seguito all’Hotel Idea dove si è tenuta la presentazione della nostra Associazione alla presenza di poco meno di quaranta colleghi, ex colleghi, e non solo.
Un sentito ringraziamento a chi, nonostante tutto (venerdì pomeriggio di luglio) ha voluto essere presente e a chi non potendo intervenire ha inviato un proprio messaggio di vicinanza all’Associazione.
E’ stata una giornata intensa e densa di emozioni, e la stanchezza mi impedisce di avere quella lucidità necessaria per fare il resoconto dell’incontro nel corso del quale oltre al mio intervento (Paolo Luparello) ci sono stati quelli di Totò Aiello, di Michele Lonzi, di Bruno Lo Bianco e di Franco Schillaci.
Spero entro domani di elaborare il resoconto e di pubblicarlo in questo stesso post (aggiornamento pubblicato a seguire il 6 luglio 2013 alle ore 20,40)!
Ancora grazie a tutti … la foresta che cresce non fa rumore!
 
Intervento di Paolo Luparello
 
“L’incontro di oggi è stato preceduto da altri incontri ai quali hanno partecipato tutti coloro che hanno creduto in questa idea e che ritengono che sia tempo che i dipendenti non si limitino alla mera rivendicazione salariale ma che si occupino del funzionamento della propria organizzazione e della qualità dei servizi da essa erogata. Soltanto una organizzazione “utile” può avere la considerazione dei propri utenti e può dare soddisfazione a chi vi lavora.
La nostra associazione nasce dall’idea, che è stata poi condivisa tramite mail e il mio blog personale, che la Regione Siciliana che viene criticata da più parti non è la Regione che molti dipendenti vorrebbero, ma il risultato di una precisa volontà politica che non può accettare che esista una burocrazia attrezzata professionalmente che va lasciata lavorare e che va valutata per i risultati che raggiunge. La politica invece vuole entrare pesantemente nella gestione e fare quello che faceva fino a poco più di un decennio fa quando anche le missioni di servizio venivano autorizzate dal vertice politico. La politica, tranne in una prima fase, non si è mai adattata al nuovo ruolo che le attribuisce la Legge regionale 10 del 2000 e continua a esercitare la sua ingerenza in campi dai quali si dovrebbe tenere lontana lasciando lavorare chi è pagato per fare ciò.
L’idea di dare voce ai dipendenti ed ex dipendenti della Regione, e non solo, si è tradotta quindi in una associazione alla quale sono pervenute oltre 400 manifestazioni di interesse ad aderire e che è adesso pronta a operare.
Ho dato lettura del “manifesto” e degli “scopi e finalità” dell’Associazione e ho provato a tracciare le ragioni che ci hanno portato a oggi e a essere presenti in un venerdì pomeriggio di luglio a un incontro in cui si parla del nostro futuro e del futuro del nostro ente.
Cosa è la Regione è sotto gli occhi di tutti. Chi la vede dall’interno lamenta disorganizzazione, disinteresse, pratica diffusa dello scarica barile, preferenza per il lavoro individuale piuttosto che quello di squadra, frustrazione, assoluta assenza di considerazione per il merito, silenzio sulle poche o tante eccellenze che nonostante tutto riescono ancora a fare attività gratificanti, continui attacchi da più parti (politica, mass media, opinionisti) che mortificano tutti coloro che ci tengono alla propria dignità. Chi la vede dall’esterno ci vede invece come una casta (cos’è una casta?), come un luogo di privilegi (di quali privilegi godremmo?), come un luogo di sprechi (parliamone!), come una massa indistinta di dipendenti incapaci e che fanno perdere occasioni di sviluppo per l’economia siciliana e per i siciliani.
Ma quali sono le ragioni di tutto ciò? Come si è riusciti a concentrare su un’unica categoria di lavoratori tutti i mali della Sicilia … seconda, forse, dietro a quella dei mafiosi?
Noi pensiamo che la politica non abbia fatto il proprio dovere. L’attenzione è stata sempre rivolta alla conquista e al mantenimento del potere piuttosto che ai bisogni dei siciliani e della Sicilia.
Da un po’ di anni sono gli stessi governanti a sparare ad alzo zero sul personale della Regione.
Ognuno dirà che le colpe sono degli altri. Noi non siamo in grado di dire quanto delle colpe è della politica e quanto è della burocrazia.
Ma oggi, cercare i colpevoli ha un senso? Fermo restando che i colpevoli di delitti contro la P.A. vanno perseguiti, a che cosa può servire stabilire di chi è la colpa dello sfascio e in che misura?
Se si cerca di chi è la colpa per principio sarebbe meglio lasciar perdere, se si cerca per una analisi finalizzata alla messa in campo di soluzioni ben venga.
Oggi, ma non solo da oggi, abbiamo bisogno di cominciare un nuovo capitolo, forse un nuovo libro.
Ogni inizio di legislatura è sempre una speranza … speranza che cambi qualcosa e invece anche questa volta la speranza sembra andare delusa. Proviamo a sospendere ancora per un po’ il giudizio.
Come non essere d’accordo sui principi della legalità, della trasparenza e della lotta alla mafia … ma la Regione non è una organizzazione privata che può stabilire i propri valori … noi siamo una Pubblica Amministrazione e i valori sopra ricordati fanno parte del nostro essere Pubblica Amministrazione al servizio dei cittadini … ma qualcuno pensa che non sia così … e per quanto ci riguarda si sbaglia!
Nessuna attenzione per l’organizzazione e nessuna attenzione per il personale … anzi! Fino a ieri eravamo soltanto fannulloni … ora anche mafiosi!
Quello che noi dell’associazione ci domandiamo è come si può costruire senza alcun progetto? Senza rendere chiaro cosa si vuol costruire?
E’ troppo facile dire che siamo troppi e che costiamo troppo … ma è vero? A quando una risposta da parte dei soggetti istituzionali
– l’assessore alla funzione pubblica,
– il dirigente generale del personale,
– la segreteria generale
che detengono la conoscenza e che potrebbero dire come stanno le cose … perché tacciono? Perché non forniscono le giuste chiavi di lettura? Hanno altro da fare probabilmente!
Ma la cosa strana è che da un lato opinione pubblica e organi di informazione sposano le istanze di tutte le diverse categorie del precariato .. più o meno storico … mentre per noi regionali si ipotizzano iniziative di dimagrimento.
Noi riteniamo che sul siamo troppi il problema è malposto … siamo troppi per fare che cosa?
Sul siamo pagati troppo ci sarebbe da sfatare qualche mito ma preferirei che a farlo fossero gli organi istituzionali ai quali come associazione cominceremo a chiedere conto e ragione del loro silenzio.
Così come abbiamo scritto nel nostro manifesto noi non abbiamo intenzione di difendere tutti. Se la nostra associazione comincia a muovere i primi passi la ragione sta nel fatto che ci sono ancora persone che credono nel proprio ruolo e non per difendere una posizione o un privilegio ma per rendere un servizio.
Nonostante tutto, la voglia di impegnarci non c’è passata nonostante le continue destabilizzazioni, la precarizzazione degli incarichi, i continui attacchi e insulti.
Di fronte a un bilancio di circa 25 miliardi di euro le attenzioni si concentrano, giustamente, sulla spesa del personale … ma la stessa attenzione perché non viene prestata a quella parte del bilancio che viene destinata ad altri settori che purtroppo non brillano certo per efficienza e per efficacia … vogliamo parlare di sanità (circa metà se non di più del bilancio regionale); vogliamo parlare delle partecipate? Vogliamo parlare della formazione professionale?
No … vogliamo parlare soltanto dei dipendenti regionali … e parliamone allora!
Così come c’è gente che ha ancora voglia di fare c’è gente che ha oramai perso ogni interesse.
La Pubblica amministrazione ha tutti gli strumenti necessari per chiedere a ognuno di fare il proprio dovere. Perché non li utilizza?
Nella PA si dovrebbero programmare le attività lavorative, si dovrebbero fissare gli obiettivi, si dovrebbero valutare gli apporti dei singoli … lo si fa? No!
E il primo a non farlo è proprio la politica … già dal settembre scorso, che ci piaccia o no, avremmo dovuto avere l’OIV (organismo indipendente di valutazione) e invece, nonostante una legge, un regolamento, il nuovo governo ha rimandato tutto al 1° gennaio 2014 … forse.
La verità è che nessuno vuole valutare l’operato di chicchessia secondo delle regole chiare, condivise e oggettive. E’ meglio affidare tutto al sentimento del momento … in questi giorni si parla di obiettivi a 2 mesi … chi sgarra a casa … sembra che si parli sia di assessori sia di dg … valutate voi se è questo il modo di gestire un ente con un bilancio di circa 25 miliardi di €, con centinaia di uffici e con circa ventimila dipendenti e che eroga servizi a centinaia di migliaia di cittadini e operatori economici.
Per gestire una simile macchina ci vogliono idee e ci vuole metodo … al di là di tanti titoli sui giornali e sulla adozione di provvedimenti molto discutibili (rotazioni di personale, sollevamento dagli incarichi) non si intravede ancora alcun progetto.
Le stesse organizzazioni sindacali lamentano la assoluta latitanza del governo che non si è ancora seduto a nessun tavolo per discutere delle questioni che i contratti collettivi prevedono.
Fino a qualche tempo fa mi occupavo di sindacato.
Ho smesso all’inizio del 2012.
Già il precedente governo ci aveva praticamente ridotto all’impotenza … adesso le cose sembrano andare ancora peggio.
L’Associazione non è un sindacato ne un movimento politico ma vuole essere un luogo di confronto per dare voce a quei dipendenti ed ex dipendenti
  • che non si vogliono sottrarre al confronto,
  • che hanno ancora la forza e la voglia di indignarsi per gli attacchi subiti spesso gratuitamente
  • e che rivendicano, nonostante tutto e tutti, il proprio ruolo di servitori della Regione e della Pubblica Amministrazione in generale.
C’è una Regione che è quella che viene dipinta a tinte fosche e che indigna la parte sana del personale regionale e l’opinione pubblica e c’è una Regione fatta di tanti professionisti il cui lavoro rimane relegato nell’ombra.
L’Associazione vuole mettere in luce il lavoro di questi ultimi e dimostrare, attraverso le proprie proposte, che i dipendenti potranno avere delle colpe ma hanno anche delle idee e sono in grado di proporre soluzioni nell’interesse dei siciliani.
Noi non abbiamo alcun potere … eccetto quello della parola.
Proveremo a farci sentire dicendo la nostra su tutte le tematiche che riterremo meritevoli della nostra attenzione.
Ma in concreto cosa faremo.
Abbiamo attivato un canale di comunicazione che è rappresentato dal blog dell’associazione (www.perchenosicilia.org) attraverso il quale diffonderemo i nostri documenti e i commenti alle notizie del giorno.
Con l’aiuto di associati e simpatizzanti proveremo a socializzare ciò che di positivo viene fatto all’interno della Regione e non solo, e proporremo delle idee e delle soluzioni
Valuteremo con il supporto di uno studio legale i profili di legittimità degli atti adottati da Governo e dirigenti generali che impattano sul personale della regione e sulla organizzazione del lavoro e comunque diremo cosa ne pensiamo.
Noi crediamo nella valorizzazione della persona e noi abbiamo un’idea del lavoratore del terzo millennio … un knowledge worker (lavoratore della conoscenza) in grado di essere il motore e il valore aggiunto di una organizzazione.
Nel nostro piccolo proveremo a suggerire come costruire nel tempo le professionalità che servono all’amministrazione regionale e in concreto proveremo a organizzare incontri e seminari che serviranno per confrontarsi e per trasferire competenze … a partire :
– dalla introduzione e dalla diffusione di metodologie per la programmazione e la rendicontazione dell’attività lavorativa,
– dalla utilizzazione di piattaforme telematiche per il lavoro condiviso,
– dalla diffusione di buone pratiche per la comunicazione con i cittadini e gli utenti e tanto altro.
Proveremo a creare occasioni di informazione formazione dei dipendenti, e non solo, attraverso la newsletter e la costituzione di una biblioteca dell’associazione che sarà costituita da un nucleo “analogico” (libri in carta e copertina), che al momento potrà contare sulla mia biblioteca professionale che metto a disposizione dell’associazione, e da un nucleo “digitale” che sarà costituita da e-book
In questo proveremo a entrare in contatto con il mondo universitario … ma non soltanto quello dei docenti, piuttosto quello degli studenti ai quali trasferire le nostre conoscenze ed esperienze e dai quali trarre la freschezza di chi si affaccia alla vita professionale scevro dalla sclerotizzazione che oramai blocca chi da troppo tempo opera.
Vorremmo provare a costruire lo spirito di appartenenza attraverso l’istituzione di un premio per l’ufficio regionale dell’anno. Di anno in anno sarà individuato il tema e per il primo anno mi piacerebbe assegnarlo a quello che si è distinto per la programmazione del lavoro e per la formalizzazione dei compiti … nell’ottica della implementazione della trasparenza sia interna che esterna
Le idee non ci mancano e considerato che siamo e saremo una associazione low cost dovremo provare a far girare quelle piuttosto che i soldi!
Noi crediamo nel rispetto delle regole e nella meritocrazia … senza rispetto delle regole e senza meritocrazia le organizzazioni naufragano … ne siamo convinti noi ma ne sono convinti tanti studiosi a partire da Roger Abravanel consulente di McKinsey che ne parla diffusamente in “Meritocrazia” e in “Regole”
Iniziamo un percorso.
Non sappiamo dove ci porterà ma speriamo che lungo questo percorso in tanti si uniscano a noi e si possa dimostrare che il cambiamento è possibile … soltanto se lo vorremo!
Doverosi i ringraziamenti:
  • alle autorità che hanno raccolto l’invito all’incontro di oggi … nessuna!
  • Ai circa 40 amiche e amici che hanno voluto e potuto essere presenti oggi
  • ai circa 400 colleghi che hanno manifestato l’interesse all’iniziativa anche se non hanno ancora deciso di aderire all’associazione ma che ci hanno dato la spinta a iniziare questa avventura
  • ai 45 associati che ci stanno consentendo di cominciare a lavorare
  • allo staff redazionale che concretamente sta alimentando il blog, Giovanna e Fabrizio
e naturalmente a Totò Aiello e Giovanna Maria Abruscato che insieme a me hanno costituito l’associazione.”
 
Per sommi capi questo è stato il contenuto del mio intervento che si è protratto per circa un’ora, che chi vorrà potrà rivedere e ascoltare, unitamente agli interventi che si sono succeduti di Totò Aiello, Michele Lonzi, Bruno Lo Bianco e Franco Schillaci, appena pubblicheremo in rete la registrazione dell’incontro.