Bagheria e le sue lauree, del 13.07.2013, sabato

13 Luglio 2013 in Lo hanno detto a noi, Post ad hoc, Prima Pagina

Riceviamo e pubblichiamo
 
 
… si parla di Bagheria e dei bagheresi (o baarioti?) ma la riflessione vale solo per Bagheria e i …?
 
L’Amministrazione Comunale di Bagheria organizza un evento in occasione del conferimento della laurea honoris causa al regista bagherese Giuseppe Tornatore presso Palazzo Butera. Evento che scatena umori e reazioni varie nella comunità cittadina.
Tornatore e il potere, un’equazione irrisolvibile. Potere come denaro o potere inteso come capacità di fare attingendo spesso e volentieri a piene mani dal serbatoio della sua origine che incidentalmente corrisponde a quel paesello che di nome fa Bagheria? Cosa da più fastidio? E a chi?
Bagheria ormai martoriata come spesso è definita e che in realtà non è più quell’entità astratta di bellezza e ville attorniata da un giardino incantato di limoni, dove la bellezza ha ceduto il posto alle brutture, le ville sono quasi tutte chiuse e al profumo della zagara della pianta (inaridita) è stato sostituito quello della monnezza. Ma non vi sto raccontando niente di nuovo questo spettacolo è offerto giornalmente, un panorama desolante sotto gli occhi di tutti. Chissà cosa ne avrà pensato Tornatore, si può trarre ispirazione per un nuovo soggetto dalla spazzatura, dall’incuria e dall’indifferenza. Lui è bravo ce la potrebbe fare. Lui ce l’ha fatta? E qual è il male? Il male è sempre lo stesso: l’incapacità di gioire e godere della bravura altrui, il male che ammorba l’aria di chi vive respirando invidia. Ricordo una discussione di qualche tempo fa attorno ad alcuni cittadini di Bagheria divenuti famosi per le loro opere e che da Bagheria sono andati via: Guttuso, Scianna per citarne un paio, qualcuno diceva appunto: “Diventano ricchi e non fanno nulla per il loro paese.”
Quelli che dovrebbero fare qualcosa per il proprio paese a mio avviso sono altri: quelli che lo vivono, gli amministratori che non possono pensare di imbellettare se stessi, una strada e un palazzo soltanto per una sera in un tributo che io reputo in ogni caso giusto e sacrosanto e inoltre noi cittadini che faremmo bene a riflettere sui nostri comportamenti civici non accettando passivamente l’ambiente in cui viviamo, lamentandoci senza mai dare un contributo anche minimo. “A noi la manna ce la devono calare dal cielo.”
Lo dico da sempre che siamo i campioni della facile indignazione, che è divenuta uno sport popolare quasi più del calcio, ma a questa indignazione non segue alcuna azione, pertanto candido Bagheria alla laurea honoris causa in ignavia, certa che gliela conferiranno.
Adele Musso