Politici parolai … finitela! Fatti … vogliamo fatti!, del 18.07.2013, giovedì

18 Luglio 2013 in Post ad hoc

 
Nonostante siamo nel terzo millennio continuiamo a farci incantare dagli affabulatori. Dai cantastorie. Da chi ti prospetta grandi idee, grandi progetti e scenari fantastici. Salvo poi trascurare il perché, il chi, il come , il quando e a quale prezzo quelle affabulazioni verranno realizzate.
Se un affabulatore ti promette qualcosa crea in te un attesa e questa attesa non può essere basata esclusivamente sulla parola dell’affabulatore che vive creando attese. Se si decide che l’affabulatore ha una funzione sociale e che crea benessere negli altri soltanto attraverso le emozioni … le emozioni delle attese … prendiamolo per quello che è … un placebo. Ma se all’affabulatore è stato affidato un alto incarico nella gestione del paese allora l’effetto placebo non va più bene.
Chi occupa le alte cariche dell’Amministrazione della cosa pubblica non può essere soltanto un affabulatore e deve dare prova di concretezza, e la concretezza la si dimostra dicendo il perché farà una cosa, chi se ne occuperà, come verrà fatta, secondo quale cronoprogramma e con quali soldi.
Un esempio?
Se il nostro affabulatore di turno decide di dare un contributo per fornire un sollievo ad alcune sacche di indigenza presenti nel territorio non si può limitare a dire che prenderà 50 milioni di euro e che li distribuirà a 20 mila disoccupati non abbienti attraverso il loro coinvolgimento in progetti che li vedranno impegnati per tre mesi di lavoro.
A leggerla così sembra una cosa apprezzabile e lodevole ma se scendiamo nel concreto che tipo di informazione è stata data a quei soggetti non abbienti che già si vedono destinatari di quel contributo? Nessuna.
Un affabulatore concreto avrebbe dovuto dire:
Perché ho intenzione di fare questa iniziativa?
Una risposta potrebbe essere … Per dare sollievo a 20 mila disperati che attraverso questa iniziativa potranno sperare in un futuro migliore. (Per tre mesi e per 2 mila euro circa procapite? … ma questa è un’altra storia!)
Chi curerà la realizzazione di questa iniziativa?
Una risposta potrebbe essere … Questa iniziativa sarà curata dal Dipartimento X, sito a Futuro (provincia di Fidarsi) in via Speranza 23, presso il quale il 25 luglio xxxx verrà attivato lo sportello “Vi vogliamo felici!” che avrà cura di raccogliere le domande dei bisognosi entro il 15 settembre xxxx e il responsabile sarà il dott. Quisiride che alla fine di ogni mese comunicherà attraverso il sito web dello sportello lo stato di attuazione dell’iniziativa (domande pervenute, domande accolte, contributi erogati).
Come verrà realizzata l’iniziativa?
Una risposta potrebbe essere … I diseredati dovranno presentare una apposita domanda nella quale dovranno dichiarare di possedere i requisiti previsti nel bando dell’iniziativa che è stato predisposto dal Dipartimento X e che è già disponibile … oggi … sul sito web dello stesso Dipartimento. Le domande dovranno essere presentate allo sportello “Vi vogliamo felici!” attraverso il canale che il poco abbiente desidera e cioè previo modulo cartaceo da presentare personalmente allo sportello, oppre via fax, oppure via posta elettronica certificata, oppure previa compilazione online del form disponibile sul sito web dello sportello “Vi vogliamo felici!”, oppure, infine, richiedendo il servizio a domicilio nel caso di disperati affetti da limitazioni nella mobilità (anche per temporanea destinazione ai domiciliari o perché ospitati presso edifici pubblici a uscita regolamentata!). Saranno istruite in tempo reale tutte le domande che perverranno entro la data di scadenza dell’iniziativa e fino all’esaurimento dei 50 milioni di euro disponibili salvo ulteriori risorse che riusciremo a destinare all’iniziativa. Per riuscire a rispettare i tempi di realizzazione dell’iniziativa, lo sportello “Vi vogliamo felici!” è stato potenziato con l’innesto di una task force di personale interno che raggiungerà la sua consistenza massima il 15 settembre xxxx per poter rispettare le scadenze che sono state previste per l’iniziativa.
Quando i disperati saranno avviati al lavoro e quindi percepiranno quanto previsto dall’iniziativa?
Una risposta potrebbe essere … Entro 60 giorni dalla scadenza della data di presentazione della domanda i primi non abbienti riceveranno una comunicazione con la quale verrà loro indicato presso quale ufficio si dovranno mettere a disposizione per fornire la prestazione lavorativa a fronte della quale verrà loro erogato il compenso previsto dall’iniziativa. I primi miracolati cominceranno a lavorare entro il 15 novembre xxxx ed entro il 15 febbraio xxxx+1 verrà completato l’avvio al lavoro di tutti i 20 mila disperati la cui domanda ha superato l’esame istruttorio.
Quanto costerà l’iniziativa?
Una risposta potrebbe essere … Costerà 50 milioni di euro che sono già disponibili e pronti per essere impegnati e pagati. La realizzazione dell’iniziativa in termini di impegno lavorativo del personale non comporterà oneri aggiuntivi in quanto il personale impegnato sarà quello già in servizio che verrà utilizzato secondo un piano di razionalizzazione delle risorse umane dell’intero dipartimento x. Oneri aggiuntivi saranno determinati esclusivamente per la raccolta a domicilio delle istanze che si ritiene non incideranno per più di 10 mila euro (si stima 50 euro per 200 istanze).
Ecco, questo è quello che ci dovremmo attendere da un affabulatore che non è soltanto un affabulatore ma anche un amministratore capace che dialoga con i responsabili dei propri uffici e che riesce a coinvolgere tutti i dipendenti della propria organizzazione per dare delle risposte alla comunità che amministra … tutto il resto sono chiacchiere … e di chiacchiere l’opinione pubblica ne ha abbastanza … ma questo l’affabulatore puro non lo ha ancora capito!