Indennità dirigenziali … ma come li fanno questi conti?, del 3.08.2013, sabato

3 Agosto 2013 in Post ad hoc, Prima Pagina

 

Scrivere questo post non è stato facile. Come ho già avuto modo di scrivere, per affrontare alcuni temi con un giusto grado di approfondimento ci vuole tempo. Tempo per recuperare i documenti. Tempo per leggerli e studiarli. Tempo per eventuali elaborazioni e ricerche. Tempo per scrivere.

Considerate questa una prima bozza sulla quale sono pronto a ritornare appena riceverò i vostri commenti e le vostre eventuali richieste di correzione o di integrazione.

Credo che sarebbe opportuno che si scrivesse un post “parallelo”  relativo al FAMP … se qualcuno si ci vuole cimentare saremo lieti di poterlo pubblicare.

Buona lettura e attendiamo i vostri commenti

Una premessa.

Siamo ad agosto e stiamo commentando un decreto del 22 luglio che scaturisce da una norma dei primi di maggio relativamente alla gestione di un trattamento economico del personale con qualifica dirigenziale che quanto meno si sarebbe dovuto definire all’inizio dell’anno … cioè prima che tale personale avesse contezza delle strutture e degli obiettivi che gli verranno assegnati e per la cui “performance” saranno valutati.

Situazione analoga, se non peggiore, è quella relativa al personale con qualifica non dirigenziale il cui salario accessorio è legata alla ripartizione del cosiddetto FAMP (Fondo di amministrazione per il miglioramento delle prestazioni) e la cui corresponsione è legata alla realizzazione del “piano di lavoro” che va adottato nel dicembre dell’anno precedente a quello al quale si riferisce. A oggi il FAMP non è stato ancora ripartito e i piani di lavoro degli uffici, verosimilmente, non sono stati ancora contrattati con i sindacati.

Perché questa premessa?

Per chiarire ancora una volta la scarsa attenzione che viene prestata dal Governo di turno alla gestione della performance degli uffici. Performance alla quale è legata la erogazione, tra dirigenza e comparto non dirigenziale, di 70-80 milioni di € complessivamente.

E non è soltanto un problema di soldi.

E’ soprattutto un problema di organizzazione e di leve motivazionali.

Ai Governi fino a oggi non è interessato intervenire strutturalmente sul funzionamento degli uffici e su una puntuale programmazione del lavoro … troppa fatica e troppa “rigidità” … meglio la tecnica degli “spicciafacende” e degli “spot” … lavorare a giornata sembra che paghi di più alla politica … a questa politica.

Ma andiamo al Fondo per la contrattualizzazione della dirigenza che stancamente sembra essersi incanalato verso la definizione del suo iter.

Con decreto dirigenziale del Ragioniere generale della Regione, n.1754 del 22 luglio 2013, si è provveduto alla ripartizione del Fondo per la contrattualizzazione della dirigenza della Regione di cui all’articolo 66 del Contratto collettivo regionale di lavoro dell’area della dirigenza per il quadriennio 2002-2005.

Così come era stato preannunciato, il Fondo è stato “tagliato” del 20 % e dai redditi dei dirigenti della Regione, fermi al 31 dicembre 2005, sono stati sottratti circa 8 milioni e 300 mila €, in media circa 4 mila euro a dirigente … non male. In un Paese nel quale non si riesce a “chiedere” un “contributo” di solidarietà (norma cassata dalla Suprema Corte) ai percettori di redditi di gran lunga superiori a quelli dei dirigenti della Regione, il Presidente della Regione e il Parlamento regionale hanno dimostrato si saper colpire l’unica “casta” contro la quale tutti sembrano essere d’accordo e che continua a “incassare” colpi senza il minimo accenno di reazione (parlo dei dipendenti della Regione Siciliana).

Il Fondo è quindi passato da 41,6 milioni di € del 2012 a 33,3 milioni di € del 2013, in barba alla privatizzazione del rapporto di lavoro e ai contratti collettivi di lavoro.

Al Decreto di ripartizione del Fondo sono allegate diverse tabelle con le quali vengono ricostruite le dotazioni dei diversi uffici di gabinetto e speciali e dei dipartimenti regionali oltre che dell’ARAN Sicilia e del Fondo pensioni Sicilia.

Alcune tabelle sono di facile comprensione, altre un po’ meno, ma l’importante è che le abbiano comprese i sindacati ai quali i criteri di riparto sembra siano stati illustrati dalla viva voce del commissario dell’Aran Sicilia e dai dirigenti generali della Funzione pubblica e della Ragioneria generale della Regione.

Per poter svolgere una serie di riflessioni che riporto al termine di questo documento adesso proverò a spiegare come ho proceduto nella elaborazione dei dati contenuti nelle tabelle allegate al decreto e per le quali non disponevo del relativo “file digitale”.

Ho provveduto a riportare in un Dirigenza 2013 ripartizione fondo tutti i dati riportati nei diversi allegati al fine di poter effettuare una serie elaborazioni percentuali e verificare l’andamento della spesa storica oltre che pro capite.

I dati riportati nel foglio di calcolo sono stati:

  • le variazioni agli articoli del capitolo di bilancio per i contratti della dirigenza: nel complesso sono stati ripartiti 24.416.681,90 € che verosimilmente si sono andati ad aggiungere alle somme che erano già state iscritte in base ai contratti in essere e ai dodicesimi dell’esercizio provvisorio fino ad aprile 2013.

Domanda: questo che impatto avrà sulle indennità di chi le ha percepite fino ad aprile 2013 sulla base dei contratti stipulati nel 2012? Verranno richiesti dei rimborsi? Verranno azzerate le indennità degli ultimi mesi dell’anno? I contratti sottoscritti nel 2012 sono carta straccia?

  • I dati dell’allegato A del decreto nel quale sono riportati i budget degli uffici di gabinetto e il numero delle postazioni dirigenziali. Negli uffici di gabinetto potranno prestare servizio fino a 66 dirigenti per i quali è stato previsto un budget complessivo di 1.884.434,42 €. Al 3,63 % dei dirigenti viene assegnato il 5,66 % delle risorse, con una disponibilità media di 28,5 mila € per dirigente (parte variabile e risultato).

Riflessione: non è chiaro se per i dirigenti “esterni” si attinga dal fondo solo per la parte variabile e per il risultato o se anche per il restante trattamento fondamentale. Personalmente ritengo che gli “esterni” non dovrebbero attingere alle risorse del Fondo!

  • Dai dati dell’allegato A emerge una curiosità riguardo alla consistenza delle indennità di risultato rispetto a quella della parte variabile che oscilla da una incidenza del 30% del neo Dipartimento regionale tecnico al 457 % dell’Aran Sicilia. Il dato medio è del 69% circa!

Domanda: Come mai questa estrema oscillazione?

Il numero dei dirigenti

  • Dall’allegato B risulta che il numero di dirigenti utilizzato come parametro di riparto è pari a 1817, che sarebbe il numero di dirigenti in servizio presso i dipartimenti a novembre 2012 e che dovrebbe essere anche il numero dei dirigenti del ruolo unico dirigenziale. Ma per 66 di questi si apriranno le porte degli uffici di Gabinetto.

Riflessione: che fine faranno le somme assegnate agli uffici per dirigenti che verosimilmente andranno a operare negli uffici d Gabinetto (1817 + 66 a fronte di 1817 dirigenti del ruolo unico … o si ha intenzione di ricorrere a 66 esterni?)?

  • Nel 2012 i contratti individuali dei dirigenti hanno comportato una spesa di 34,8 milioni di € dei quali 22,6 milioni di € (nella tabella c’è un errore di 16 mila €) per la parte variabile, 10,9 milioni di € per l’indennità di risultato e 1,3 milioni di € per la posizione di 31 dirigenti generali.
  • Per il 2013 le assegnazioni saranno di 27,8 milioni di € dei quali 18,1 milioni di € per la parte variabile e 9,7 milioni di € per il risultato e che sembrerebbero omnicomprensive delle posizioni dei dirigenti generali che stranamente non sono state evidenziate come per il 2012 e che non fanno comprendere se anch’esse subiranno una decurtazione come quelle del resto dei dirigenti.

L’esame delle assegnazioni per il 2013 dà adito ad alcune perplessità.

  • Nonostante il budget a disposizione sia di 33,4 milinioni di € si provvede alla ripartizione di 27,8 milioni di € … perchè?
  • Perchè solo 7 dipartimenti hanno avuto assegnato un budget inferiore a quello che gli spettava secondo i criteri di riparto? Forse perchè hanno avuto l’idea malsana di rispondere alla richiesta della Funzione pubblica e di chiedere meno di quanto spettava loro?
  • Gli oltre 5,5 milioni di € che Funzione pubblica e Ragioneria generale non hanno ripartito a cosa saranno destinati?

Molte perplessità poi emergono dall’analisi della disponibilità media di risorse nei diversi dipartimenti e sulla decurtazione media rispetto al 2012.

Si va da una disponibilità media per dirigente:

  • di poco più di 6 mila € del dipartimento infrastrutture (che nel 2012 era invece di oltre 16 mila €)
  • e di poco più di 8 mila € al dipartimento interventi infrastrutturali per l’agricoltura
  • agli oltre 44 mila € dell’Ufficio speciale Autorità di Certificazione
  • o ai quasi 40 mila € del Fondo pensioni Sicilia

come mai queste oscillazioni? Non sarebbe forse tempo di una “perequazione”?

Altrettante perplessità sorgono sulla decurtazione media procapite della disponibilità rispetto al 2012.

  • I dipartimenti Pesca e Infrastrutture subiscono una decurtazione di oltre 10 mila € procapite,

  • di circa 6 mila € il dipartimento attività produttive e l’osservatorio dei lavori pubblici,

  • di circa 4 mila € e oltre la Segreteria generale, la Programmazione, gli Affari extraregionali e l’Istruzione,

  • mentre c’è il dipartimento pianificazione strategica il cui budget procapite invece aumenta di circa 4 mila €.

Naturalmente sono tutte domande e perplessità che i nostri sindacati ci spiegheranno.

Così come per il Famp del personale del comparto sarebbe ora che tutti i soldi del fondo venissero utilizzati e che venissero utilizzati per i dirigenti di ruolo dell’Amministrazione e non per soddisfare la voglia di “esterni” che ha caratterizzato i governi Lombardo e nel cui solco sembra muoversi anche il governo Crocetta.

E visto che la trasparenza è la stessa polare di questo Governo, quando potremo conoscere come sono state utilizzate le risorse del fondo negli ultimi anni?

E come verranno utilizzate quelle del 2013 quando lo sapremo?

Vediamo se l’Associazione “Perchè no…qualcosa si muove” riuscirà ad aiutare l’azione di trasparenza del governo!