Anche i dipendenti della Regione Siciliana potrebbero raggiungere dei risultati se ci fosse più organizzazione e meno caos!, di Paolo Luparello, del 29.08.2013, giovedì

29 Agosto 2013 in Post ad hoc

 

Usando una metafora militare, la vittoria di una guerra in corso può essere affidata alla buona volontà della truppa quando alla guida dell’esercito vengono ripetutamente cambiati i vertici?

Se parlassimo di una guerra tra bande composte da modeste compagini probabilmente la componente individuale potrebbe avere un suo peso, ma se parliamo di una guerra che comporta l’impiego di migliaia e migliaia di soldati delle diverse forze disponibili l’assenza di una strategia e l’adozione di tattiche non coordinate delle diverse componenti in campo porterebbe inevitabilmente a una sonora sconfitta, in particolar modo se sul fronte opposto c’è un avversario organizzato e in grado di leggere cosa succede nel campo avverso.

Fuor di metafora, la guerra che la Regione Siciliana combatte da sempre non è contro un avversario tangibile ma contro se stessa e contro la propria incapacità di operare come una organizzazione la cui definizione, secondo Wikipedia (dalla lingua greca antica: ὅργανον -organon- strumento), è quella di un gruppo di persone formalmente unite per raggiungere uno o più obiettivi comuni che individualmente riuscirebbero difficilmente a raggiungere.

Che la Regione Siciliana sia un Ente all’interno del quale 17-18 mila persone sono formalmente unite da rapporti giuridici ed economici non ci sono dubbi. Che queste 17-18 mila persone lavorino per raggiungere uno o più obiettivi comuni è un dubbio che non frulla soltanto nella testa dei diretti interessati ma anche in quella dei siciliani per limitarci alla sfera regionale.

Ma i siciliani non sanno che la Regione Siciliana non è una organizzazione, o quanto meno lo è sul piano formale ma non lo è sul piano sostanziale.

Proveremo a motivare il perché siamo giunti a questa conclusione.

Una premessa è d’obbligo.

Vanno distinti due orizzonti temporali. Ante legge regionale 10 del 2000 e post legge regionale del 2010.

La legge regionale 10 del 2000 è la legge in base alla quale è stata recepita in Sicilia la norma nazionale sulla separazione tra politica e amministrazione (decreto legislativo 29 del 1993, adesso decreto legislativo 165 del 2001).

Prima della legge regionale 10 del 2000, l’Amministrazione, come oggi, non brillava certo per efficienza. I direttori regionali erano praticamente inamovibili ma tutto era prerogativa della politica e tutti gli atti di un assessorato portavano la firma dell’assessore di turno. Non c’era foglia che si muovesse senza che l’assessore lo volesse … finanche gli incarichi di missione del personale. Tutto si fermava negli uffici di gabinetto dell’assessore.

Dopo la legge regionale 10 del 2000 i dirigenti generali non sono più inamovibili e su di loro ricadrebbe l’intera responsabilità della gestione tecnico-amministrativa-contabile degli assessorati ma … c’è un ma! I dirigenti generali sono espressione della volontà politica e vengono nominati su proposta degli assessori (sul piano formale!) con una delibera della Giunta di governo. In teoria, i dirigenti dovrebbero poter contare su un incarico della durata di due o tre anni durante i quali dovrebbero organizzare i dipartimenti e guidarli verso il raggiungimento degli obiettivi che il Presidente della Regione e la sua Giunta hanno fissato nel proprio programma di Governo in base al quale sono stati eletti dal popolo.

Arrivo al ma di cui sopra … ma quanto dura realmente l’incarico di un dirigente generale?

La risposta è poco, molto poco rispetto al lavoro che sarebbe chiamato a svolgere.

L’opinione pubblica, ma anche gli ultimi arrivati a Palazzo dei Normanni, il parlamento regionale della Sicilia, non si rendono conto di quale sia il grado di “mobilità” al quale sono sottoposti tutti gli organi di vertice dell’Amministrazione regionale e senza tenere conto di ciò si lanciano in una serie di invettive contro “i soldati dell’esercito” della Regione Siciliana ritenuti colpevoli di “fannullonismo” e di incapacità e unici responsabili dello sfascio della Regione e del mancato sviluppo dell’economia siciliana.

Chi come noi che si considerano degli “addetti ai lavori” ha piena contezza di come vanno le cose alla Regione perché viviamo tutti i giorni le continue modifiche agli assetti organizzativi degli assessorati, l’ultima modifica di rilievo è quella voluta dal presidente Lombardo con la legge regionale 19 del 2008, e il continuo avvicendamento degli assessori alla guida degli assessorati, dei dirigenti generali alla guida dei dipartimenti e in cascata di tutto il resto della dirigenza.

Ma di queste ragioni né l’opinione pubblica né una certa politica vogliono sentir parlare perché forse ritengono che gli uffici della Regione devono essere organizzati “a prescindere” o perché credono che la storia della mobilità dei vertici dell’Amministrazione regionale sia una storiella per creare un alibi alla propria inefficienza.

Riguardo a questo secondo aspetto, noi dell’Associazione “Perché no…qualcosa si muove” ci siamo presi la briga di andare a verificare oggettivamente quale sia stata la successione alla guida degli assessorati e dei dipartimenti regionali a partire dal primo Governo Lombardo del 2008.

Bisogna premettere che non è stata una impresa semplice. Abbiamo provato a chiedere in giro ma non sembra che alla Regione ci sia un ufficio che tenga traccia degli avvicendamenti alla guida degli assessorati e dei dipartimenti regionali.

Per poter ricostruire il quadro abbiamo fatto ricorso al sito dell’Assemblea Regionale Siciliana per quanto riguarda gli incarichi di assessore nei governi regionali e alla banca dati delle delibere di Giunta per quanto riguarda gli incarichi di dirigente generale (dati e informazioni opportunamente integrati dalle conoscenze personali di colleghi dell’Amministrazione regionale).

A conferma della nostra tesi è venuto fuori il quadro disarmante di cui già sapevamo.

Prima però di passare alla “patologia” proviamo a descrivere quella che dovrebbe essere la “fisiologia”.

Il Governo regionale è composto da un presidente e da dodici assessori che, sulla base del vigente sistema elettorale, dovrebbe durare tutta una legislatura.

Dal 2008 i dipartimenti regionali sono 28 e ci si aspetterebbe che nella peggiore delle ipotesi il numero degli incarichi dirigenziali generali dovrebbe essere, nel corso della legislatura, al massimo il doppio cioè 56 (nella ipotesi in cui alla scadenza dei contratti triennali stipulati dal Governo insediato dopo il voto tutti i dirigenti generali non vengano confermati e al loro posto ne vengano nominati altri 28), segno di una scelta quanto meno “incauta” (perché non si dovrebbe confermare un dirigente generale che ha ben operato?).

Un’Amministrazione che vuole raggiungere obiettivi importanti dovrebbe essere innanzitutto caratterizzata dalla “stabilità” e stabilità significa che nel corso di una legislatura si dovrebbero avere un presidente, 12 assessori e 28 dirigenti generali.

Questa stabilità significherebbe effettuare una corretta programmazione, fissare degli obiettivi di medio e lungo periodo, avere una Amministrazione più efficiente.

Non sfuggirà, ma va sottolineato, che ogni interruzione della catena di comando è destinata a rallentare il funzionamento della macchina amministrativa e, quindi, se cambia un assessore si deve attendere che questi impari a conoscere l’assessorato prima di entrare in sintonia con la dirigenza generale e se cambia tutto il Governo il blocco interesserà tutti gli assessorati e finanche tutta la dirigenza generale atteso che scattano i meccanismi dello spoil system (il nuovo Governo ha 90 giorni di tempo per revocare gli incarichi dei dirigenti generali).

Cosa è successo durante la presidenza Lombardo?

Il presidente Lombardo nei 4 anni e mezzo di durata del suo mandato ha guidato, pressappoco, 4 governi durante i quali hanno assunto l’incarico di assessore 51 soggetti. Solo l’assessorato alla Sanità, adesso Salute, ha avuto un unico assessore, tutti gli altri hanno avuto mediamente 4 diversi assessori con le punte massime di 6 assessori per il Territorio e Ambiente e per le Infrastrutture, Mobilità e Trasporti.

Sul fronte della dirigenza generale non è andata certamente meglio. Sono stati 111 gli incarichi di dirigente generale attribuiti dai diversi governi Lombardo, dei quali 77 con titolarità piena e 34 “ad interim” (sistema al quale si è fatto ampio ricorso per consentire modifiche in corso d’opera in assenza di “spoil system” … un mega gioco del 15!). Tra i dipartimenti con maggiore “discontinuità” nella guida, si hanno quello delle Attività produttive con 6 diversi dirigenti generali, quello delle Finanze e Credito, delle Attività sanitarie e Osservatorio epidemiologico, della Segreteria generale, degli Interventi infrastrutturali in agricoltura, del Personale/Funzione pubblica e della Pesca con 5. A seguire tutti gli altri dipartimenti tra i quali spiccano per continuità, soltanto due dirigenti generali in tutta la legislatura, quelli dell’Ufficio legislativo e legale, del Corpo forestale della Regione e degli Interventi strutturali in agricoltura.

Soltanto chi non capisce nulla di organizzazione e di Pubblica Amministrazione può quindi stupirsi del disastro in cui è stata condotta la Regione. Quando un assessore o un dirigente generale ha un orizzonte temporale di pochi mesi di “governo” su cosa pensate che concentrerà i propri sforzi? Su interventi spot del tipo “cotta e mangiata” o su progetti di medio e lungo periodo i cui risultati, forse, saranno raccolti da altri? E la Sicilia ha bisogno di spot o di interventi organici e strutturali? A voi la risposta secondo la vostra sensibilità!

Che cosa sta facendo il governo Crocetta?

Al momento non si sa se l’attuale governo Crocetta sarà un governo di legislatura o di parte di essa.

Il governo Crocetta ha già però alcuni record. Oltre quello di genere per la componente femminile, ha il record dell’assessore all’Economia di più breve durata con i soli 5 giorni della Basilico D’Amelio. Dopo pochi mesi sono stati anche sostituiti gli assessori Battiato e Zichichi. Al momento sono stati quindi 15 i soggetti ad aver ricoperto l’incarico di assessore con il presidente Crocetta.

Sul fronte della dirigenza generale sono stati già 39 gli incarichi conferiti. Sei nomine del presidente Lombardo sono state confermate nei loro incarichi (Lupo, Barresi, Sammartano, Corsello, Monterosso e Palma) e 33 sono nuovi incarichi dei quali 11 ad interim. Si continua, quindi, ad avere difficoltà a coprire “stabilmente” alcuni ruoli. A oggi sono ancora 3 gli incarichi di dirigente generale ricoperti ad interim.

Da segnalare che in soli 9 mesi circa, il governo ha avuto 3 diversi dirigenti generali al dipartimento Ambiente e a quello della Azienda foreste demaniali.

E’ ancora presto per dire se il governo Crocetta riuscirà a fare meglio del governo Lombardo … ma se il buongiorno si vede dal mattino!

Continueremo a monitorare l’evolversi della guida dei diversi assessorati e dipartimenti regionali.

La speranza è che la Regione possa conoscere, finalmente, un lungo periodo di stabilità che di per sé, comunque, non è sinonimo che le cose vadano bene.

Le cose potranno andare bene se i vertici istituzionali dedicheranno del tempo all’organizzazione, se adotteranno gli atti di programmazione di propria competenza, se attribuiranno agli uffici degli obiettivi chiari e misurabili, oltre che raggiungibili, se dimostreranno attenzione nei confronti del personale tutto al quale dovrebbero essere date le stesse certezze sulle quali possono contare i colleghi inquadrati negli uffici di diretta collaborazione degli organi politici.

Se tutto ciò sarà fatto i risultati verranno … anche da quei “buoni a nulla” dei dipendenti della Regione Siciliana!