Resoconto sul tema “Quale Regione per quale Sicilia”, del 28.10.2013, lunedì

29 Ottobre 2013 in Noi la pensiamo così

 

Oggi pomeriggio, dalle 16,00 alle 19,15, si è tenuto il secondo incontro a tema dell’Associazione “Perchè no…qualcosa si muove”. Sul tema “Quale Regione per quale Sicilia” ci siamo confrontati in 8. Partendo dal contributo da me prodotto (Quale Regione per quale Sicilia, di Paolo Luparello, del 27.10.2013, domenica) ognuno ha sviluppato il tema secondo la propria sensibilità ed esperienza e ne è venuto fuori un confronto che personalmente mi ha arricchito e che spero abbia arricchito anche gli altri.

Riguardo alla Sicilia che vorremmo, che vorremmo per i nostri figli e per le generazioni future, si è condiviso che l’attuale modello di sviluppo (inesistente) basato sulla spesa di ingenti risorse per opere faraoniche dovrebbe essere accantonato a favore di tutta una serie di interventi che dovrebbero mirare a dare un minimo di servizi viari alle aree peggio servite e che principalmente dovrebbero mettere in sicurezza il territorio e rinaturalizzare quelle aree nelle quali la politica siciliana, e non solo, ha compiuto autentici scempi.

Accanto alle suggestioni del mio contributo, per buona parte apprezzate dai partecipanti all’incontro, è stato indicato che in un progetto di Sicilia che vorremmo un posto di rilievo dovrebbe essere affidato al mare e a tutta la fascia costiera.

Più colleghi hanno anche evidenziato che una Sicilia che vuole creare ricchezza non può prescindere da una significativa componente industriale. Non si sono azzardate ipotesi e credo che farebbe bene anche la politica a non azzardarne dopo decenni di cattedrali nel deserto e di Regione-imprenditrice per la gioia di politicanti e partner privati.

Personalmente credo che come si fa in altre regioni del mondo, si dovrebbe rendere appetibile venirsi a impiantare in Sicilia attraverso la messa a disposizione di aree di insediamento dotate di tutte le moderne infrastrutture e servizi di zero-burocrazia in grado di svolgere celermente e in tempi certi tutti quegli adempimenti che distraggono l’imprenditore dal suo lavoro.

Un’altra proposta che provo a rielaborare è stata quella che bisogna dare trasparenza ai bilanci delle Pubbliche amministrazioni e, in tempi di carenza di risorse, concentrarsi soltanto su alcune priorità, in particolare quelle in grado di attivare flussi finanziari di ritorno attraverso il turismo per poi utilizzarli nell’ampliamento delle aree di intervento.

Si è anche parlato di quale Regione potrebbe essere servente rispetto a questo progetto. Una Regione certamente più snella in capo alla quale intestare le classiche funzioni di pianificazione, programmazione e controllo, senza trascurare la possibilità di realizzare strutture di supporto alla progettualità sub regionale.

Si è convenuto che i siciliani hanno bisogno di sapere se qualcuno ha in mente una idea di futuro e quali sono i tasselli di questo futuro. Soltanto attraverso una visione sistemica si può far comprendere il perchè di certi investimenti e il perchè di certi sacrifici che si potrebbero chiedere a chi vorrebbe continuare a rimanere attaccato alla mammella di una puerpera oramai esausta.

Ho sicuramente tralasciato e “infiocchettato” qualche passaggio dell’incontro ma piuttosto che prendere appunti ho preferito godermi l’ascolto di ciò che alcune amiche e amici hanno voluto socializzare.

Chi lo vorrà potrà far pervenire un proprio contributo … anche chi non ha potuto prendere parte all’incontro.

Ancora un grazie alle amiche e agli amici che hanno partecipato.

Il tema per l’incontro dell’11 novembre non lo abbiamo ancora definito ma avrà a che fare con la necessità che la Regione si doti delle professionalità che le servono e che rinverdisca i propri organici in particolare nei settori in cui c’è bisogno di gioventù!