Deluso da Crocetta? No … rassegnato!, di Paolo Luparello, del 08.01.2014, mercoledì

9 gennaio 2014 in Post ad hoc, Prima Pagina

 

Assistere alle gesta del Presidente Crocetta mette una tristezza indicibile … dopo la rabbia subentra la rassegnazione.
Certamente diventare Presidente della Regione in questo periodo non è una passeggiata, ma proprio perchè la crisi sta scardinando l’economia dell’isola, e dell’Italia tutta, ci si sarebbe aspettato un comportamento diverso sul piano dell’offerta politica. Gli sprechi e le politiche clientelari del passato avrebbero potuto subire una profonda ristrutturazione e per una volta si sarebbe potuto cominciare a pensare al disagio sociale ed economico di tutti i cittadini siciliani e non soltanto a quelli che hanno preferito attaccarsi da decenni alla mammella del bilancio regionale di anno in anno sempre più asfittico.
E invece anche la presunta rivoluzione crocettiana non esce dal solco e si continua a pensare alla vecchia maniera … i diritti acquisiti non si toccano e teniamoci quindi le decine di migliaia di lavoratori più o meno precari della formazione professionale, degli enti locali, della forestazione e dell’antincendio, delle società partecipate e di chissà quanti altri soggetti pubblici o pseudo pubblici o pseudo privati nei quali arrivano rivoli, più o meno consistenti, di denaro pubblico.
Stare a criticare questo “modello di sviluppo” è diventato oramai stucchevole. Già decenni fa la politica siciliana aveva avvistato i rischi della rivoluzione digitale e della globalizzazione e fin da allora si è preferito rinunciare a ogni velleità imprenditoriale passando direttamente a un nostro modello di welfare. Le regioni più avanzate del Paese stanno subendo pesantissimi colpi a causa della crisi e con esse i lavoratori delle imprese, l’essere stati efficienti non li ha salvati dall’alluvione.
Ma allora perchè non dire le cose come stanno? Perchè ammantarsi di proclami rivoluzionari (quali?) e di prese di distanza dal passato più o meno recente? Cosa sta facendo concretamente di innovativo il Presidente Crocetta rispetto al passato?
Da un Presidente espressione di un’area riformista e progressista (hanno ancora un senso queste parole?) mi attendevo una proposta chiara … franca … le risorse che abbiamo sono queste e ce le dobbiamo fare bastare … oggi non ci possiamo permettere di lasciare indietro tanta gente che perde il lavoro e che, con le tasse che ha pagato finchè ha lavorato, ha permesso di mantenere tutti coloro che di bilancio pubblico hanno vissuto. Mi attendevo una proposta di fronte alla quale anche i più riottosi non avrebbero potuto opporre alcun diniego … e invece no.
Il Presidente Crocetta ha dato l’impressione che il barile è ancora pieno e che sapendo raschiare bene potrebbero saltare fuori le risorse che servono non solo per garantire quanto è stato fin qui garantito ma anche di più … scriveva Bobbio “Tra le promesse non mantenute dalla democrazia la piú grave, e piú rovinosa, è quella della trasparenza del potere.” … a partire dal reddito del Presidente … aggiungerei io … e quindi non ci resta che assistere al mercato delle vacche che anche in queste ore si registra a Palazzo dei Normanni.

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