Regione, Non ci servono i parassiti della politica … e non solo a noi!, del 31.05.2014, sabato

31 Maggio 2014 in Post ad hoc, Prima Pagina

Tra la sentenza del TAR a cui si fa riferimento in questo articolo … L’alta dirigenza regionale fasulla: perché la sentenza del Tar Sicilia fa finalmente chiarezza! … e la recente norma approvata dall’Assemblea Regionale Siciliana sul tetto a stipendi e pensioni con la quale si mette una pietra sopra il concetto di diritti “acquisiti o quesiti”, sembra che di fronte ai dirigenti della Regione Siciliana, e non solo, si aprano scenari catastrofici, e la conferma, qualora ce ne fosse stata la necessità, arriva anche da una nota di un sindacato che forse avrebbe fatto meglio a fare altro (leggi …  RIORDINO DELLE FASCE DIRIGENZIALI).

Io propongo di ammettere la nostra colpevolezza e di rimetterci alla clemenza della Corte … in fondo cosa ci possono fare?

Ci possono demansionare? E allora andremo a fare i funzionari e chiederemo ai colleghi che occupano quel ruolo di farci un po’ di posto.

Ma a parte le provocazioni, sembra che in questa Regione abbiano diritto di cittadinanza soltanto i parassiti della politica che amano alimentare il parassitismo clientelare che consente loro di perpetuare la loro politica fatta di precariato, di consulenze e di incarichi ad amici e parenti … senza parlare delle loro idee fantasiose sull’uso dei soldi pubblici per finanziare investimenti pubblici di dubbia redditività ma soprattutto di dubbia realizzabilità … quante sono le incompiute e le opere senza fine?

Ma di questo si preferisce non parlare, la madre di tutte le battaglie è quella alla dirigenza regionale. Alla dirigenza regionale si contesta la numerosità, il costo, l’impreparazione e naturalmente anche la legittimità a ricoprire il ruolo. Contestazioni tutte legittime che però dovrebbero essere supportate da evidenze oggettive, così come sarebbe opportuno che queste contestazioni venissero accompagnate da analisi sul ruolo della Regione, sulla sua strutturazione nel territorio, sul livello di servizi da erogare e sulle modalità di erogazione (Agenda digitale).

E invece no. Si vuole far passare tutta una categoria di soggetti, l’attuale dirigenza regionale, come una accozzaglia di abusivi e lestofanti. Io non conosco tutti gli attuali 1750 dirigenti, non escludo che tra essi ci possa essere una parte che non merita non solo la qualifica ma di essere all’interno della Pubblica Amministrazione, ma so per certo che tra di essi ci sono ottime, se non eccellenti, professionalità che contribuiscono a far funzionare quel poco di Regione che funziona e che questa politica non ha ancora distrutto.

E’ ora di dire basta a questa crociata indegna che, stiamo attenti, non è rivolta esclusivamente alla dirigenza ma a tutti i dipendenti della Regione nel loro complesso (non dimentichiamo gli articoli di un quotidiano locale che criticava il fatto che anche alcune migliaia di dipendenti regionali abbiano potuto beneficare del bonus di 80 €). Una crociata condotta da una politica parassita che vuole addossare ad altri le proprie responsabilità e vuole allontanare da sé l’attenzione dell’opinione pubblica.

I funzionari della Pubblica Amministrazione sono dei lavoratori che sono ben altra cosa da certi personaggi che si dedicano alla politica non certo perchè mossi dal sacro furore del bene comune!

Presto ci saremo anche noi e vedremo di cambiare qualcosa!

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