I nuovi poveri sono più vicini di quel che si può immaginare!, del 09.12.2014, martedì

10 Dicembre 2014 in Noi la pensiamo così

Sono mesi, forse anni, che leggiamo di lavoratori a libro paga della Regione che non percepiscono salari e stipendi per mesi … in alcuni casi per anni. E’ una situazione drammatica per chi la subisce ma che non riesce a essere percepita nella sua esatta dimensione da chi quella situazione non la vive sulla propria pelle o su quella di persone vicine alle quali si è legati da rapporti di parentela e di amicizia.crisi 16032014

Non poter contare su quello che dovrebbe essere una certezza, il pagamento delle spettanze per il lavoro prestato (specialmente se il datore di lavoro è una Pubblica Amministrazione), getta nella disperazione coloro che si trovano nella condizione di non poter onorare quelli che sono gli impegni di una quotidianità fatta di spese per bisogni primari. Non solo. Quale può essere l’attenzione al lavoro che si realizza di chi sa che finito il lavoro lo attendono i problemi delle bollette da pagare, della spesa per mettere a tavola un pasto, le rate da pagare per prestiti contratti con finanziarie ufficiali e meno ufficiali. Lavoratori per i quali qualsiasi contrattempo o evento sfavorevole che comporta una spesa imprevista … anche di poche decine di euro significa non sapere come poi arrivare alla fine del mese. Come si può chiedere a questi lavoratori un impegno per raggiungere obiettivi lavorativi che diventano astrusi e dai quali ci si allontana sempre più non avendo la serenità per potervisi dedicare.

Fino a qualche tempo fa questo stato di cose riguardava in prevalenza le varie categorie di quella immensa galassia del precariato che la politica siciliana ha alimentato e ingrossato in oltre vent’anni di intervento socio-assistenziale … una sorta di reddito di cittadinanza per pochi, si fa per dire, all’interno del quale in tanti percepiscono meno di mille euro al mese, ma non mancano figure che raggiungono redditi importanti non certo da stato sociale quanto piuttosto da top management.

Oggi la realtà della Regione vede rientrare in questo stato di incertezza anche quelle che sono le società partecipate e gli enti vigilati che da sempre sono assimilati in tutto e per tutto all’ente Regione Siciliana. Enti e società che passano da un commissariamento all’altro, che continuano a costituire terreno di conquista per qualche unto della politica ma per i quali non si comprende quale possa essere il futuro produttivo, il disegno strategico che dovrebbe sollevarli dalla stato di latenza nel quale sembrano essere stati precipitati. Non solo. Nonostante i bilanci siano costituiti prevalentemente da spesa per il personale, la Regione continua a ridurre i trasferimenti come se si potesse contrarre la spesa per il personale.

Che Governo è quello che non affronta i problemi? Che sembra nasconderli sotto il tappeto? Che Governo è quello che non si fa carico dei propri lavoratori, ma anche delle decine di migliaia poveri e nuovi poveri che oramai ingrossano le file del disagio?

Ancora per quanto dovremo assistere al Governo del non governo, fatto di annunci roboanti, di primati, di futuri successi per i quali ci sghignazzano dietro?

Di fronte al non governo cosa resta da fare a chi ne subisce gli effetti e non vede la luce in fondo al tunnel?

In queste situazioni si scopre l’utilità e l’importanza del sindacato, … forse.

Essere iscritto al sindacato vuol dire essere parte di una famiglia più grande, di essere protagonisti delle grandi decisioni per il proprio futuro … è questa la sensazione che prova chi vede arrivare la fine del mese e non riceve notizie sull’accredito del proprio stipendio?

Esprimo la mia personale solidarietà agli amici e alle amiche dell’IRVOS che già da alcuni mesi devono fare i conti con una situazione inimmaginabile fino a qualche anno fa ma che potrebbe estendersi ad altri ambiti e toccarci in prima persona … a leggere i comunicati di alcune sigle sindacali regionali.

Oggi questa sensazione la prova una schiera sempre più ampia di lavoratori … domani potrebbe riguardare anche noi!

Ne vogliamo parlare?