Riflessioni del viandante … 6 giugno 2015, di Paolo Luparello
6 Giugno 2015 in Contributo, Prima Pagina
Una città tra mare e natura e storia che non riesce a conquistare una sua dimensione che ne faccia una meta ambita e che invece si dibatte in un degrado generalizzato nel quale emergono poche eccezioni frutto dell’iniziativa di singoli … un territorio in attesa di un conquistatore, l’ennesimo che la faccia grande come fu nel passato.
Ore 7,30. Si parte. Meta l’erta di Montepellegrino e il santuario di Santa Rosalia. Previsione di tre ore di camminata, ma dipenderà dai compagni di viaggio che incontreremo per strada. L’obiettivo è comunque di tornare a casa per le 11,00 … la famiglia ha i suoi diritti!
Il cielo oggi è un po’ velato e il tasso di umidità è un po’ più alto di quello di questi ultimi giorni.
Ancora ho nella mente la presentazione del libro dell’amico Aldo Penna alla quale ho partecipato ieri sera alla Galleria di Arte Moderna nel complesso di Sant’Anna a Palermo nell’ambito della manifestazione “Una marina di libri” … ce ne vorrebbero di più di simili eventi. Ma nella mente non ho soltanto la piacevolezza di alcuni momenti trascorsi con persone votate al piacere della lettura e dell’ascolto quanto l’immagine della capacità di certi luoghi e di certe iniziative di attrarre tanta gente … e dire che ieri sera a Palermo c’era anche l’evento della Partita di beneficenza organizzata dal duo palermitano Ficarra e Picone … un successo anche quello. Ma torno alle immagini di ieri sera. Piazza Croce dei Vespri è una piazza che mi è entrata nel cuore e ieri sera è stata forse la prima volta che la vedevo in versione serale illuminata dalle luci artificiali. In quella piazza mi potrei perdere in quanto a dimensione temporale.
Cosa potrebbe essere Palermo! Solo se tutti si remasse dalla stessa parte. Nonostante il suo degrado attrae tanti visitatori … chissà cosa potrebbe diventare se fosse più accogliente e più attenta ai fruitori piuttosto che agli erogatori dei servizi.
Mentre rifletto sugli eventi della sera prima siamo già arrivati a Piazza Don Bosco, il momento giusto per un caffè.
Da lì muoviamo per il luogo dal quale inizia “l’acchianata”. Arriviamo con 10 minuti di anticipo. La regola è quella del “chi c’è c’è” … se uno vuole camminare insieme si fa trovare lì! Da Facebook apprendo che l’amico Gianpaolo marcherà visita causa influenza. Alle 8,30 partiamo.
Anche oggi il passo è buono, non veloce come la settimana scorsa. In breve raggiungiamo una coppia che abbiamo visto partire mentre attendevamo. Finite le prima 13 rampe procediamo con il tratto che interseca per più tornate la strada carrozzabile. Qui “l’acchianata” dà dimostrazione dell’uso al quale alcuni adibiscono questi luoghi. Mucchi di salviette detergenti, fazzoletti di carta e qualche profilattico e relative bustine e scatole … basterebbe poco per non costringere il viandante a pensare in maniera lusinghiera a cotanti eroi di tali gesta, ma non voglio farmi condizionare questo tempo da umani che non meritano tempo e rispetto.
Sono bastati pochi minuti per essere usciti dal clamore di una città come Palermo per immergersi nella quiete di Montepellegrino, una riserva naturale attorno alla quale la città e le sue borgate si sono sviluppate. Da alcuni punti riesci ad ammirare una Palermo che vista in lontananza non puoi che amare, con il suo porto, le sue banchine e i suoi palazzi e monumenti che riesci ancora a distinguere. Siamo su un monte che riuscì a inebriare anche Goethe che per il suo “Viaggio in Italia” non mancò di farvi visita. Ma da questo monte e dal mare i palermitani non sembrano trarre particolare ispirazione, i palermitani si ricordano di Montepellegrino il 3 settembre alla vigilia del giorno dedicato a Santa Rosalia e in occasione degli “schiticchi” comandati (Pasquetta e Primo maggio) … giorni che sarebbe meglio cancellare per lo stato in cui lasciano quei luoghi. Del mare i palermitani si ricordano quando il caldo comincia a far desiderare il rinfrescante effetto di un bagno tonificante e ristoratore. Per tutto il resto dell’anno la stragrande maggioranza dei palermitani dimenticano queste preziose risorse che altrove, probabilmente, godrebbero di ben altre attenzioni.
Ma pensando a Goethe non si può non pensare a un più nobile e antico “tedesco” … lo Stupor Mundi … Federico II di Svevia, del quale le spoglie sono conservate nella Cattedrale di Palermo. Una figura che da sola dovrebbe attirare verso Palermo gli interessi di tantissimi studiosi, curiosi, estimatori e semplici turisti. Ma cosa fa Palermo per onorare e valorizzare colui che fece di Palermo una capitale mondiale … a parte utilizzare i luoghi che lui costruì e nei quali visse?
Forse già si fa tanto, ma un giorno mi piacerebbe approfondire se quello che si fa è effettivamente tanto o se rispetto alle potenzialità non riusciamo a fare che pochi punti percentuali.
Di riflessione in riflessione siamo giunti al cippo dopo il quale si scollina verso la piazza del santuario.
Nella grotta si celebra messa … il rito è quello nostro ma l’officiante parla una lingua diversa … di qualche paese dell’est, il tempo di un Pater noster e lasciamo la grotta.
Il solito bar è chiuso e per un rinfresco andiamo dalla “concorrenza”, da Costantino. La spremuta è egualmente buona e costa pure di meno.
E’ tempo di tornare, sono quasi le 9,30. Avrei voglia di correre, ma ho promesso che avrei camminato … e camminata è fino all’arrivo qualche minuto prima delle 11,00 … chissà se la mia compagna di viaggio di oggi avvertirà gli stessi dolori che ho accusato io la settimana scorsa. Correre e camminare non sono la stessa cosa, lavorano muscoli diversi e te ne accorgi solo dopo lunghe camminate. Oggi mi ha accompagnato mia figlia. Abbiamo camminato fianco a fianco ma ognuno immerso nella sua personale colonna sonora. Io ho ascoltato Enya, Gilles Servat e Francesco Guccini … lei non so, ma durante la camminata abbiamo scambiato alcune battute a commento di alcuni scorci panoramici o sulle regole da seguire quando ci si astrae dal contesto e ci si cala in un proprio mondo di riflessioni … la vita è sempre lì e la poesia di Guccini “Canzone per una amica” ce lo ricorda con parole che non hanno eguali.
Mi reputo fortunato ad avere i figli che ho … mi hanno regalato stupende emozioni (anche il solo camminare per più di tre ore al mio fianco) e mi piacerebbe che la vita potesse riservare loro ciò cui aspirano … e ciò cui aspirano mi piace … ma questa è un’altra storia!
Tags: Riflessioni
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