Riflessioni del viandante … 27 giugno 2015, di Paolo Luparello
27 Giugno 2015 in Contributo, Prima Pagina

Le riflessioni di un viandante
L’estate è oramai esplosa e le abitudini si adeguano alla stagione. Se ne parlerà nella seconda metà di settembre a riprendere le camminate su per Montepellegrino … chiacchierando del più e del meno con chi gradirà la mia compagnia. Io continuerò le mie riflessioni e di tanto in tanto le posterò sul blog e anche su Facebook … a beneficio di chi non vuole staccare la spina e che anche durante questi mesi si vorrà gravare di questa pena.
Oggi primo bagno di sole e di mare stagionale. Il mare di Mondello era stupendo questa mattina. Una località che non ho mai frequentato per il mare e che invece merita veramente, per di più a pochi chilometri da casa. Dopo il bagno mi sono voluto concedere anche una corsetta ristoratrice e contro tutte le regole del buon senso ho corso dalle 13,15 alle 14,30 … ce l’ho fatta ma non emulate! Come ho più volte scritto la corsa è il momento durante il quale riesco a riflettere e ad approfondire questioni che in altri momenti non riesco a mettere a fuoco. Due sono le cose sulle quali oggi si sono concentrate le mie riflessioni. Una più filosofica e una più politica.
Partiamo da quella filosofica. Spesso mi trovo a riflettere sulle sensazioni che mi provocano incrociare delle persone che possono essere uomini o donne, adulti o bambini … persone che non appartengono a una categoria specifica. Naturalmente sono soltanto mie sensazioni ma incrociare queste persone mi fa provare una grande tristezza e riesco a scrollarmi di dosso questa tristezza soltanto razionalizzando il fatto che il mio “incrocio” è come una istantanea scattata in un frangente ma che nulla mi può dire sul prima e sul dopo di quel momento. La tristezza deriva dalla sensazione che queste persone che incontro mi sembrano vivere un disagio tra ciò che sono e ciò che vorrebbero essere, tra l’essere lì, soli, che camminano quando dovrebbero avere al loro fianco qualcuno al quale tengono o che li faccia sentire importanti. Spesso certi sguardi sono determinati dalla stanchezza, dalla contrarietà del momento, chissà! Oggi poi riflettevo sul fatto se queste persone, noi tutti, viviamo una vita che merita di essere vissuta. Una vita nella quale ci sono persone che tengono a noi e che ci apprezzano per quello che siamo e non per ciò che possiamo rappresentare. Persone nella vita delle quali riusciamo a portare un briciolo di poesia, di buon umore, di attenzione. Spesso provo tristezza perchè in certi incontri fugaci non riesco a cogliere qualcosa del genere. Chissà se succede anche a voi.

Passiamo alle riflessioni di politica. Riflessioni che naturalmente sono dettate dalle recenti vicende del governatorato Crocetta. Oramai si è perso il numero degli assessori e delle versioni dei governi Crocetta. Staccarsi da una poltrona sappiamo che è cosa difficilissima e pochi sono coloro che sono passati alla storia per tale atto eroico. Crocetta sembra essere fortunato anche in questo e nel suo governo oramai si spreca il numero degli eroi … anche per una notte … assessori dei quali non si è avuto il tempo di vedere asciugarsi l’inchiostro sul decreto di nomina. Nelle ultime 48 ore poi addirittura due assessori di peso (Funzione pubblica e Agricoltura) hanno gettato la spugna, uno fiaccato dalle estenuanti trasferte da Siracusa a Palermo ai tempi del crollo del viadotto dell’autostrada Palermo Catania, l’altro da patente di indesiderato affibbiata a una new entry nel governo Crocetta. In queste 48 ore Crocetta ha mostrato un decisionismo apprezzabile … dimenticando forse che è a capo di una coalizione un po’ malmessa che non si sa fino a che punto gradisce certe fughe. Ma non è dei nomi e dei cognomi e dei padrini e della massoneria che riflettevo mentre correvo. Riflettevo sul senso di assumere un incarico come quello di assessore sapendo di far parte di una compagine governativa che non è propriamente una orchestra diretta da un maestro quanto piuttosto un gruppo di musicanti, di alcuni dei quali non si comprende bene quale strumento suonino, diretti da un posteggiatore … un po’ abusivo per giunta! Quale è il progetto che un assessore può portare avanti in questo contesto? Potrà fare la voce grossa in Giunta? Sulla base di che … di quale consenso personale … di quale partito politico? Un assessore in una tale situazione può limitarsi a un profilo basso … bassissimo … limitarsi a percepire un discreto appannaggio, a realizzare qualche iniziativa che non richieda eccessivo concerto con altri assessori e men che meno con il presidente, a vivere alla giornata insomma. E’ di questo che ha bisogno la Sicilia … e i siciliani? … e mentre riflettevo su questo la app del mio smartphone che segue i miei allenamenti mi segnalava che ero arrivato … anche alla fine delle mie riflessioni!
Alle prossime riflessioni!
Tags: Riflessioni
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