La città nascosta, di Fedro

7 Febbraio 2019 in Prima Pagina, Racconti

La città nascosta, di Fedro
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Almeno una volta al mese Luca si concedeva un breve viaggio, non più di 2 o 3 giorni, in una città in cui non era mai stato. Spesso durava più il viaggio per raggiungerla che la visita della città stessa. La scelta della città era affidata al caso, una citazione in una trasmissione radiofonica o televisiva, una pubblicità, una battuta colta da un conversazione tra estranei. Non andava mai in città che gli venivano suggerite deliberatamente.
Quel mese fu la volta di Urbino. Vi giunse in una giornata nebbiosa. Non si vedeva a distanza di pochi metri. Aveva scelto una sistemazione per la notte in un piccolo albergo del centro. Alla reception lo accolse una giovane impiegata che nell’elargirgli un ampio sorriso chiese in cosa potesse aiutarlo. Luca per tutta risposta disse il proprio cognome e aggiunse che doveva esserci una prenotazione a suo nome. Mentre la receptionist consultava il computer Luca la osservava e si interrogava come di lì a poco si sarebbe compiuto un altro cerimoniale di questi suoi viaggi, i consigli della reception.

Luca non si documentava sulla città da visitare e si limitava soltanto a organizzare orari e mezzi di trasporto per andare e tornare dalla città selezionata. Per la visita della città si affidava a un particolare processo il cui ruolo principale era affidato alla persona che stava alla reception al suo arrivo. Chiedeva una cartina, si faceva indicare le principali attrazioni, e poi, in camera, individuava scientificamente un percorso che lo avrebbe tenuto alla larga dai suggerimenti della reception, Luca voleva visitare soltanto luoghi fuori dagli itinerari turistici e i receptionist, secondo Luca, erano le persone più indicate per fornirgli una sintesi dei luoghi da non visitare.
A Urbino, nell’albergo di Urbino, le cose non andarono come al solito e difronte alla domanda posta da Luca la receptionist si comportò in modo assolutamente fuori da ogni attesa e quando Luca si trovò nella sua stanza a guardare i ghirigori che la receptionist aveva tracciato sulla mappa di Urbino, guardandosi nello specchio, vide sul suo volto una espressione che non conosceva. Sarebbe stata una bella impresa visitare Urbino secondo il suo metodo.
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