La mietitrice di anime, di Fedro

9 Febbraio 2019 in Prima Pagina, Racconti

Da “La mietitrice di anime”, di Fedro
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“… perchè se ne è andata? Non è giusto! La vita le stava finalmente restituendo ciò di cui l’aveva privata nei suoi primi vent’anni durante i quali aveva sofferto prove strazianti, la morte della madre, la malattia devastante del padre, l’incidente terribile in cui furono coinvolte le due sorelline più piccole.
Nonostante la vita la ributtasse in mare ogni qualvolta sembrava che ne stesse venendo fuori, lei ricominciava e passo dopo passo ricostruiva quanto aveva perduto, ma fino all’ennesima disgrazia che inevitabilmente l’attendeva. Anche la nascita di Angel era stata funestata dalla scomparsa del padre, ma quel figlio era stato per lei un dono destinato a lenire il dolore per la perdita di quello che sarebbe stato suo marito. Non si è mai arresa e così sembrava anche in queste ultime settimane in cui l’abbiamo vista affrontare le continue avversità con lo stesso spirito battagliero, ma qualcosa dentro di lei stava succedendo. A me non sono sfuggite quelle smorfie che incomprensibilmente le comparivano sul volto ma che subito riusciva a trasformare in accenni di sorriso appena notava che qualcuno aveva colto la sua espressione di dolore. La malattia, dicono i dottori, è stata brevissima e nel volgere di 3 settimane l’ha devastata. Deve avere sofferto pene inimmaginabili ma fino a quando non le è stato impossibile alzarsi dal letto, ieri mattina, nessuno avrebbe mai sospettato che se ne sarebbe andata, e non così presto. Non riesco ad associare a lei l’opera della mietitrice di anime. Era una combattente e anche se aveva perso tante battaglie ne usciva sempre a testa alta e fortificata. Raccogliere le sue ultime parole è stato per me una emozione che non riuscirò mai più a dimenticare. Come facesse a mantenere la lucidità mentre mille coltelli le dilaniavano le viscere nessuno potrà mai comprenderlo, ma sentiva che non poteva andarsene senza avere dato le indicazioni per mettere a posto quello che a lei non sarebbe stato concesso di fare. Non c’è riuscita. Si capiva che erano tante le raccomandazioni che avrebbe voluto lasciare ma la mietitrice di anime l’ha strappata da noi senza concederle il tempo che le sarebbe stato necessario. Ha capito che il suo momento era arrivato e per la prima volta nella mia vita ho visto una lacrima, una unica lacrima, rigarle una guancia. Mi ha guardato come se si vergognasse di quel momento di debolezza, ma si è trattato di un attimo e i suoi occhi si sono spenti. …”
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