Agosto 6, 2014 in Rassegna stampa
Dirigenti, licenziamento ko ma non cambia niente
di Luigi Oliveri
Non chiamateli licenziamenti anche se l’effetto è sempre la risoluzione del rapporto di lavoro dei dirigenti pubblici privi di incarico.
La versione assestata del ddl leggedelega di riforma della pubblica amministrazione elimina la parola espressa «licenziamento», ma tratta la sorte dei dirigenti che restano senza incarichi esattamente allo stesso modo. Si stabilisce, infatti, che i dirigenti privi di incarico riceveranno il trattamento economico fondamentale e la parte fissa della retribuzione maturata prima dell’entrata in vigore dei decreti legislativi di attuazione della leggedelega, e verranno posti in disponibilità.
Lo schema di ddl aggiunge che detti dirigenti, a seguito di un determinato periodo di collocamento in disponibilità, decadranno dai ruoli unici. Il che equivale a dire, dunque, che verrà risolto il rapporto di lavoro. E, poiché il collocamento in disponibilità dura 24 mesi, a meno di modifiche speciali da parte dei decreti legislativi attuativi, basteranno due anni senza incarico perché i dirigenti di ruolo perdano il lavoro. (…)
(…) sono soltanto i dirigenti che accedono ai ruoli unici per concorso a rischiare il licenziamento e la perdita secca del lavoro. I dirigenti a contratto, cooptati senza concorso dalla politica nella stragrande maggioranza dei casi assumono l’incarico dirigenziale avendo alle spalle un altro rapporto di lavoro. (…)
L’assenza di un rapporto di simmetria tra il numero dei dirigenti di ruolo e il numero degli incarichi dirigenziali potrebbe agevolare non di poco l’opera degli organi politici intenzionati a disfarsi dei dirigenti «scomodo». Intasando, infatti, gli incarichi dirigenziali assumendo quanti più possibile dirigenti a tempo determinato, potrebbero mettere facilmente fuori gioco i dirigenti vincitori di concorsi «scomodi», eccependo l’assenza di incarichi disponibili e destinandoli alla disponibilità. (…)

Tags: Dirigenti, Licenziamento
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