78, Adotta un libro, Organizzazione aziendale, di Richard L.Daft , 17 gennaio 2026

Gennaio 17, 2026 in Post ad hoc, Prima Pagina

Organizzazione aziendale, di Richard L.Daft

Pag. 690

Il volume Organizzazione aziendale di Richard L. Daft presenta in modo sistematico le principali teorie e pratiche di progettazione organizzativa, collocandole nel contesto delle trasformazioni economiche e tecnologiche contemporanee. Il libro illustra come le organizzazioni possano strutturarsi per coniugare efficienza e capacità di apprendimento, integrando schemi teorici, risultati della ricerca e casi aziendali reali. Vengono analizzate le dimensioni strutturali e contestuali dell’organizzazione, i modelli di configurazione (funzionale, divisionale, matriciale, a rete), i meccanismi di coordinamento verticale e orizzontale e il ruolo della strategia nella definizione dell’assetto organizzativo. Ampio spazio è dedicato ai temi del cambiamento organizzativo, dell’innovazione, della responsabilità sociale e, nelle edizioni più recenti, dell’impatto della trasformazione digitale, dell’etica e della sostenibilità sui processi decisionali e sulle forme di lavoro. L’esposizione, supportata da casi e tabelle di sintesi, rende il testo uno strumento indispensabile sia per la formazione universitaria sia per i professionisti interessati a comprendere e riprogettare le proprie organizzazioni.

Richard L. Daft (Nebraska, 1941) è un teorico dell’organizzazione statunitense e Brownlee O. Currey Jr. Professor of Management alla Owen Graduate School of Management della Vanderbilt University. È tra gli studiosi più citati nel campo del comportamento organizzativo e del design organizzativo e ha contribuito, tra l’altro, allo sviluppo della media richness theory.

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Per l’Adozione sarà data priorità alle modalità di consegna meno onerose

Per avere il libro scrivi a fedro.luparello@gmail.com … è gratuito! 

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Libro n.78


Abbiamo bisogno di armi e di truppe!, di Paolo Luparello

Febbraio 11, 2023 in Post ad hoc, Prima Pagina

Abbiamo bisogno di armi e di truppe!, di Paolo Luparello

11 febbraio 2023

Siamo all’inizio di una nuova legislatura.

Abbiamo un nuovo Governo.

Abbiamo dei “nuovi” dirigenti generali.

Potrebbero essere le condizioni per iniziare un nuovo percorso per cogliere le tante sfide legate alle parole chiave di questi anni e in particolare a una di questi ultimi anni che sembra avere doti taumaturgiche … PNRR!

Quindi possiamo guardare con speranza al futuro?

Purtroppo sono un pessimista e so che le condizioni appena citate non possono indurre alla speranza, tranne che non fossi un irresponsabile!

Per realizzare gli obiettivi di cui la Sicilia ha bisogno e che sicuramente il Governo regionale ha appena declinato nel documento di programmazione strategica per il triennio 2023-2025 (che dovrà aggiornare il PIAO 2023-2025), il Governo regionale ha bisogno di truppe e di armi!

Nonostante i numeri ancora importanti della dotazione organica, mancano i profili professionali necessari che servono, sia nella qualità sia nella quantità.

Nonostante i tanti soldi spesi in oramai quasi un ventennio di transizione digitale, la Regione sembra ancora una amministrazione borbonica.

Nonostante  le diverse riorganizzazioni degli uffici regionali intervenute nel corso degli ultimi 15 anni ancora oggi non è stato adottato un modello organizzativo efficiente in grado di dare la stessa organizzazione a tutti i dipartimenti regionali, che abbia introdotto le necessarie economie di scala nei settori comuni del funzionamento, che abbia dato un sistema procedurale unico e omogeneo in tutte le materie omogenee.

Finché non appronteremo un progetto di modello organizzativo di funzionamento degli uffici, un sistema di rilevazione dei profili professionali necessari, una politica di digitalizzazione e dematerializzazione coordinata in tutti i settori dell’Amministrazione, non potremo mai raggiungere degli obiettivi di sistema a livello di Regione ma, forse, potremo raggiungere piccoli risultati in settori di nicchia.

A chi il compito di lanciare la sfida? 

E a chi quello di raccoglierla?

Anche il garagista lo sa!, del 06.12.2013, venerdì

Dicembre 6, 2013 in Contributo

Anche il garagista lo sa!, del 06.12.2013, venerdì

di Paolo Luparello “Fedro”

La mia famiglia consuma alcuni alimenti biologici. Li andiamo a comprare in un negozio che offre ai clienti che usano l’auto la possibilità di posteggiare in un garage a ore lì vicino. Come tutti i venerdì sono andato a fare la solita spesa e ho posteggiato nel garage a ore. Mentre attendevo che il garagista mi desse il ticket da far siglare al negozio di alimenti biologici convenzionato la mia attenzione è stata attratta da un cartello appeso a uno dei tanti pilastri del garage. Il cartello recita “Il successo di una organizzazione è frutto della collaborazione di tutti i suoi lavoratori”. Ho pensato … se il presidente della Regione frequentasse questo garage forse sarebbe un presidente migliore!

 

Non sembra ma siamo osservati!, del 08.09.2013, domenica

Settembre 8, 2013 in Post ad hoc

Noi dell’Associazione “Perchè no…qualcosa si muove” ci ostiniamo a pensare e a credere che esiste un’altra Regione, diversa da quella di cui parlano, straparlano e criticano in tanti.

Questo però non ci porta a non vedere quello che sta sotto i nostri occhi nelle nostre realtà lavorative.

Se vogliamo essere portatori di una iniziativa che faccia nascere un senso di appartenenza all’Ente per il quale lavoriamo dobbiamo riuscire a analizzare le cose che non vanno e provare a evidenziare le cose che funzionano.

Per far questo non si può non partire dall’analisi del comportamento nostro e dei nostri colleghi.

Siamo sicuri di fare ciò che andrebbe fatto?

Ognuno di noi ha un ruolo all’interno dell’Amministrazione e questo ruolo lo esercitiamo soggettivamente, nel senso che non ci adeguiamo, nella generalità dei casi, a un comportamento dettato da un codice formale ma dalla nostra personale disposizione caratteriale. Ciò porta gli altri a valutarci positivamente o negativamente e insieme a noi tutta la struttura cui apparteniamo.

E’ ammissibile che in una organizzazione i lavoratori non si adeguino a delle linee di comportamento in modo da rispondere secondo modalità standard alle esigenze dell’utenza e da assicurare il corretto succedersi dei passaggi procedurali tra i diversi uffici coinvolti in un determinato procedimento?

No. Non è ammissibile. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

Non so quanti si rendono conto che ognuno di noi non è un perfetto sconosciuto all’interno del proprio ufficio. Chi ci sta attorno, colleghi, consulenti, personale dell’assistenza tecnica, utenti, soggetti vari che passano per i nostri uffici (personale delle pulizie, personale addetto alle manutenzioni, garzoni di bar, fornitori di beni e servizi), ci osserva e valuta il nostro comportamento.

Se chiedessimo a tutti questi soggetti di esprimere una opinione su ognuno di noi, su ognuno con i quali essi vengono in contatto nei nostri uffici, siamo sicuri che la loro opinione non ci provocherebbe qualche fastidio? Ma non fastidio sul piano formale, disciplinare intendiamo, fastidio sul piano personale. Sapere che gli altri avvertono esattamente la nostra apatia, incapacità di assumerci una qualche responsabilità, ignoranza delle norme che regolano i procedimenti che trattiamo, incapacità di intrattenere relazioni interpersonali degne di questo nome, mancanza di professionalità, indisponibilità all’ascolto e all’aiuto di chi cerca in noi una indicazione, ci farebbe cambiare atteggiamento?

Naturalmente ci sono soggetti irrecuperabili ma la stragrande maggioranza dei colleghi non ha alibi per non tenere un comportamento improntato alla collaborazione e all’attenzione all’utenza.

Ci sono tanti colleghi che per formazione personale introiettano queste caratteristiche di naturale predisposizione alla collaborazione e all’attenzione all’utenza, ma nessuno all’interno della Regione ha mai detto loro come comportarsi … e non parliamo delle regole del galateo.

Quale dirigente generale della funzione pubblica si è mai preso la briga di dare attuazione concretamente a un codice di comportamento del dipendente che non sia consistito in un mero atto formale (l’adempimento che prevale sulla sostanza … come gran parte delle circolari applicative di tante norme)?

Quale ufficio ha mai predisposto un piano di lavoro formale dal quale si evinca quali sono i procedimenti di competenza, i diversi passaggi procedurali e i soggetti coinvolti sia in termini anagrafici che di profilo professionale (quali competenze si devono possedere per poter svolgere un determinato compito)?

Quale dirigente si è mai preso la briga di parlare con i propri collaboratori e spiegare loro il perchè di certe scelte e le motivazioni per cui si deve lavorare in squadra?

Sembrerebbe quindi che ognuno abbia le sue colpe anche se probabilmente quelle dell’Amministrazione sono maggiori in quanto sta ai vertici politici e amministrativi l’onere dell’iniziativa.

Nell’attesa che qualcuno si accorga di ciò, e che finalmente si investa nella organizzazione per far lavorare tutta la Regione come una squadra, ognuno di noi deve provare a continuare a fare il proprio lavoro consapevole che con un bicchiere non si può svuotare un lago e sperando di non imbattersi in chi mortifica la voglia di fare delle tante persone di buona volontà che lavorano anche alla Regione Siciliana.

 

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