Paolo Luparello ti dice che … Insieme possiamo fare tanto. Crediamoci!, del 12.10.2013, sabato

12 Ottobre 2013 in Post ad hoc, Prima Pagina

 

Care amiche e cari amici,

come avete potuto verificare ieri vi ho inviato un messaggio (pubblicato anche sul blog … Paolo Luparello ti chiede … Ma ci sei?, del 11.10.2013, venerdì) con il quale vi ho invitato a farvi sentire.

Rispetto agli oltre 900 destinatari, moltissimi dei quali conoscenze personali e di lunga data, alcuni di voi hanno accettato la mia sollecitazione e si sono presi la briga di rispondermi e di questo vi sono grato perchè vuol dire che leggete quello che vi scrivo e il blog non è visitato soltanto da “cinesi”!

Nelle vostre mail di risposta trovo conferma della situazione di grande sofferenza che avverto e che vivono molti dipendenti della nostra Regione Siciliana.

Sofferenza determinata dalla grave situazione di disagio per le tante incertezze e illegittimità che subiamo giornalmente e che sembrano essersi acuite proprio sotto quella che vorrebbe passare come la stagione della lotta alla mafia e alla illegalità diffusa all’interno della Regione che si è intestata il sedicente governatore rivoluzionario e sognatore. Mafia e illegalità che personalmente non avverto nel mio ambiente di lavoro e sulle quali continuo a interrogarmi se sono io completamente fuori dalla realtà o qualcun altro, o se si tratta “semplicemente” di un disfunzione cognitiva di un soggetto iperbolico con inclinazioni al protagonismo mediatico finalizzato al culto di sè.

Ma andiamo alle vostre risposte che ritengo siano uno spaccato abbastanza rappresentativo della situazione che vivono tanti colleghi. Non pubblicherò le risposte integralmente perchè diversi amici hanno tenuto a evidenziare il carattere di confidenzialità delle stesse (qualcuno si è pure preoccupato di scrivermi alla mail istituzionale per avere certezza che fossi io a leggere la loro mail … approfitto dell’occasione per informare tutti che la posta indirizzata all’Associazione viene letta da me!) ma mi limiterò a riportare alcuni stralci che ritengo significativi e che non ledono la riservatezza che mi è stata chiesta.

  • Scrive TL

Carissimo Paolo,

… mi hanno spinto ad appartenere (ahimè e spero non definitivamente) alla categoria che descrivi: “rassegnati all’andazzo delle cose”.

Ma ti elenco di seguito solo alcune motivazioni per le quali oggi mi sento giustificata a definirmi “abbattuta”:

a) credi che io abbia voglia di credere ad “alte” tematiche (ad es. la meritocrazia: che negli anni abbiamo imparato a conoscere come parola vuota e, semmai, usata male), visto che mi sono trovata (come altri) nella situazione di essere rimossa – immotivatamente (o forse solo per isteria) – dall’ incarico che avevo (senza avere offerte le opportunità/diritti previsti dal contratto) e lasciata a “zonzo” a cercare incarichi nei vari Dipartimenti (ho partecipato a circa 15 “atti di interpello”)? Su questo punto sono solo contenta e lusingata che non si siano inventate motivazioni false che ledono la mia dignità ed onestà e quella di miei antenati o affini di 4° grado!…. Perchè, favorevolissima alla rotazione della dirigenza e di tutti gli incarichi, quando però questa abbia una regia dettata da regole razionali che tenda a valorizzare le esperienze acquisite e non a disconoscerle e, a volte, mortificarle..

b) credi inoltre che abbia voglia di parlare di meritocrazia quando ho dovuto inventarmi una nuova complicata professionalità … per la quale non sono stata assunta dall’Amministrazione e per la quale non ho neanche uno specifico back ground culturale …

c) credi infine che io – come molti altri a cui ti rivolgi – possa avere serenità nell’affrontare altri problemi se non sappiamo, se alla fine (e dopo tutte queste cifre che sentiamo dire in giro, senza che nessuno ci informi di come sta veramente la situazione, e mettendoci nelle condizioni di elemosinare notizie che hanno risvolti concreti sulla nostra vita di ogni giorno) ci sarà il modo di sanare la posizione dell’incarico dirigenziale ( che, ad esempio, io ho da aprile) con la contrattualizzazione ( e la relativa retribuzione economica)?

Come vedi ci sono tanti motivi (te ne ho elencati pochissimi) per evitare incontri e sedi che probabilmente si trasformerebbero in sedute di tono psicoanalitico, dove il “riconoscimento del problema” , ti porterebbe solo a piangerti addosso visto che, dal silenzio assoluto di colleghi, sindacati, ecc. e, voglio aggiungere, anche dei nostri vertici politici e non, sembra essere considerato l’ultimo dei problemi esistenti.

Grazie per la pazienza che ti ha portato a leggere tutto il mio sfogo. Mi piace anche dirti che il sentimento che mi porta a dire che la categoria alla quale mi sento in questo momento di appartenere, di “rassegnata all’andazzo”,  non è riuscito ancora a rendermi qualunquista, come a volte penso sia il disegno generale del sistema. …

Un caro saluto

  • Scrive DG

Ci sono, ti leggo, e ho anche detto a mio marito di fare il versamento sul cc dell’associazione la prossima volta che va in banca.
E’ vero, non commento, un po’ per mancanza di argomenti, un po’ per pigrizia. Alle riunioni mi viene difficile partecipare per l’orario di inizio pomeriggio, ma in tutta sincerità non sono sicura che parteciperei in altro orario.
Comunque ti stimo per l’attività che porti avanti, e spero che possa servire a qualcosa, prima o poi.
Un abbraccio,

  • Scrive VG

Certo che ci siamo,
vi seguo con interesse e spero di esserci x la riunione di lunedì anche se con un po’ di ritardo.

  • Scrive AC

CARO PAOLO
IO CI SONO.
TUTTAVIA NEL BLOG SPESSO RITROVO NOTIZIE DELLA QUALE SONO GIA’ AL CORRENTE POICHE’  SISTEMATICAMENTE LEGGO LINKSICILIA LIVESICILIA SICILIAINFORMAZIONI IL BLOG DI B MINEO ETC NONCHE GAZZETTE E COSI VIA E PERTANTO LA CONSULTAZIONE DIVIENE UN PO APPESANTITA.
DEVO DIRE CHE TROVAVO PIU CONGENIALE IL TUO PRECEDENTE IMPEGNO FEDRO.
LA GRAFICA E’ MIGLIORATA MA NON PER LE MIE POSSIBILITA’ VISIVE DOPO AVER
UTILIZZATO PER LAVORO IL COMPUTER DELL’UFFICIO E IL COMPUTER DI CASA PER SVAGO E AGGIORNAMENTO.
CIAO

  • Scrive BG

Intanto il nome non è granchè: troppo lungo e da bar, poi avrei visto meglio la creazione di un sindacato, anche se ci sono pro e contro.
Sono iscritta al Dirsi e non ne sono affatto soddisfatta. Cordiali saluti

  • Scrive RM

Caro Paolo,
sono fra quelli che non hanno più dato notizie di sé e me ne dolgo.
Sinceramente, attraverso un periodo di rigetto nei confronti di un’amministrazione che sento ‘matrigna’, come avrebbe detto il poeta…
Cerco di fare il mio lavoro – che, peraltro, non andrebbe neanche male – ma sono molto stanco della mia condizione di sottopagato senza speranza, dei balletti per la definizione di pseudo profili professionali di cui non importa un fico a nessuno, dei dirigenti in fibrillazione in vista di rotazioni che chissà se si faranno ma che, tanto, non cambieranno la situazione economica di nessuno di loro, di progetti europei che non partiranno mai e di una serie di altre amenità a cui sto cercando di fare – con sforzo notevole – il callo.
Quando esco di qui, specie il venerdì, mi cullo nell’illusione che la regione cessi di esistere – almeno per due giorni e mezzo.
E mi dispiace molto, perché identificarmi con il lavoro è sempre stato importante per me.
Insomma: non voglio tirarla per le lunghe, ma ti prego di mostrare un po’ di indulgenza nei confronti della mia scarsa propensione ad occuparmi dell’amministrazione regionale oltre l’orario di ufficio.
Spero di riprendermi presto. Intanto ti invio un abbraccio affettuoso.

Con immutata stima,

  • Scrive NM

Caro Paolo,

per quanto mi riguarda ci sono e ti seguo sempre con interesse. Ti stimo ed ammiro il grande lavoro di “ricerca” che svolgi per dare un senso al nostro lavoro ed una speranza alla categoria dei regionali. Personalmente ho già avuto modo di dirti che ragioni personali … non mi consentono d’impegnarmi in alcunchè che non sia …! Detto questo, ritengo e non da oggi che fino a quando vigerà questo sistema di tipo falsamente aziendale in una istituzione che di aziendale non ha nulla, l’unica consolazione (si fa per dire) per noi paria della ragione sarà la pensione! Si, non ci credo più e tuttavia continuo a fare il mio lavoro secondo “scienza e coscienza” ricavandone scarsissime soddisfazioni morali e materiali! Questo sistema ha tolto dignità ai dirigenti asservendoli al potente di turno e per di più esponendoli al pubblico ludibrio in cambio di un piatto di lenticchie! Ma ai più sta bene così che altrimenti ci sarebbe la mobilitazione delle coscienze prima ancora che quella degli individui. Certo, nulla e per sempre e tutto cambia ma io a quasi sessant’anni e con la situazione congiunturale italiana, ritengo che il cambiamento non lo vedrò! Vorrai scusarmi per lo sfogo e considerare la presente strettamente confidenziale! Grazie, continuerò a seguirti.

Ciao

  • Scrive GM

Caro Paolo,

credo che, come me,  i colleghi sono basiti, depressi, demotivati e rassegnati e soprattutto impauriti. Io ne ho passato di tutti i colori dopo la deportazione, mi fa male pure a raccontarlo, brevemente ti dico che dopo un paio di mesi in un corridoio, mi viene affidata un … con lettera di proposta e accettazione, una lettera contratto senza parte economica, dopo un mese cambia il direttore e quello nuovo mi dice di andare al diavolo perchè deve arrivare una sua dirigente fedele.  Questa collega deve essere preposta ad un servizio che non è il mio ma poichè quel collega che dovrebbe saltare è amico dell’assessore (dice lui) lo mette al mio posto e quindi io sono fuori. Ti risparmio tutta la via crucis per tutti gli uffici regionali ad elemosinare un incarico, tutti gli interpelli andati a vuoto … e ti dico solo che per tre mesi non ho dormito e ho somatizzato con grandi malanni fisici. Dopo mille false promesse, sono ancora lì con … propostami dopo tre mesi di assenza, senza contratto, senza personale e senza lavoro in una situazione umiliante. Sono fiaccata nel morale, troppe prese in giro, mi sono iscritta pure alla cisl invano, oltre alla dirsi, sono stata da un legale ma mi ha detto senza infingimenti di non aver fiducia nel giudice del lavoro!non è aria favorevole.

Ho deciso di voltar pagina, di non voltarmi indietro e con ciò che si vede in giro di gente disperata a volte mi sento un verme ad essere giù di morale.

Inghiotto tutti i rospi.

Ti ho sempre letto, voi dell’associazione siete stati il mio unico contatto con quella regione che prima era la mia casa, nel silenzio di tanti colleghi “amici”di decenni letteralmente spariti, e ti sono grata perchè hai mantenuto in me quel poco senso d’appartenenza che ancora conservo tra tanta delusione. Non ti scoraggiare nemmeno tu.

Quando ritroverò la mia vis combattiva  sono certa che ci troveremo, intanto grazie e a presto.

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Queste sono le risposte pervenute al momento in cui scrivo questo post.

Un grazie per le attestazioni di stima e anche per gli “appunti” estetici e di merito … anche a questo serve il vostro “feedback”!

C’è bisogno di aggiungere altro?

Io credo che di una Associazione come la nostra ci sia di bisogno. Una Associazione nella quale si possa parlare anche delle situazioni di disagio che si vivono all’interno dell’Amministrazione e alle quali nemmeno il sindacato, anche se potesse (o volesse), è in grado di dare una risposta. Quello che l’Associazione vi propone non sono delle sedute tipo “alcolisti anonimi” ma un luogo di confronto tra chi al proprio lavoro ancora ci tiene e vorrebbe che in Regione si parlasse anche del come ci dobbiamo organizzare per dare quelle risposte che i siciliani ci chiedono.

Se ci rassegniamo, anche sul piano della critica e della proposta, saremo perduti e la daremo vinta a questa classe politica che scarica la propria demagogia e inconsistenza culturale sul “muro vascio” della Regione Siciliana.

Noi abbiamo la presunzione di confrontarci su temi importanti, di svolgere delle analisi e di avanzare delle proposte … senza bisogno di consulenti o di professionisti dell’incarico pubblico rigorosamente “intuitu personae”!

Noi vogliamo dimostrare che alla Regione Siciliana ci sono delle teste pensanti e costringere i siciliani a riflettere ponendo a confronto la qualità delle nostre proposte e gli annunci e i risultati della politica “parolaia” che tutti conosciamo.

Una Regione che funziona dà fastidio!

Dà fastidio a questa politica che al di là di pochi temi, sempre i soliti (precariato, formazione professionale, incarichi), non sa andare perchè l’unica cosa che le interessa è il consenso, consenso che si consolida se il popolo lo si tiene sotto scacco (l’ennesima proroga, l’ennesimo disegno di legge).

La nostra Associazione ha la presunzione di far girare le idee, di elaborare delle proposte, di dimostrare che se le cose non vanno la colpa non è soltanto dei lavoratori della Regione.

La nostra Associazione non vuol far sentire soli i colleghi (anche nel rapporto con il sindacato si è soli … tu e il dirigente sindacale al quale ti rivolgi!) e vuole creare occasioni di confronto e di scambio di esperienze.

La nostra Associazione vuole dare l’opportunità di far conoscere il lavoro dei colleghi che può servire da esempio per altri e al quale “questa” Regione di “questi” politici e loro vassalli non riconosce alcun valore pubblico.

La nostra Associazione è fatta di uomini e donne che sono stanchi di assistere alle performance di una classe politica “inoccupabile” alla quale però è stato affidato il governo della Sicilia e che invade il ruolo che è della burocrazia.

Se saremo in tanti avremo sicuramente più idee e più idee circoleranno.

La nostra Associazione non vuole rendite. Non ci servono. Proponiamo dei progetti e se li si condivide si raccolgono i soldi che eventualmente serviranno per realizzarli.

A chi aderisce all’Associazione comunichiamo che quando potrà e come vorrà (anche in più soluzioni) potrà versare la quota associativa (60 € una tantum), ma finchè non avremo progetti da realizzare i soldi non ci serviranno … siamo una associazione “low cost”!

Più saremo e più le nostre idee faranno riflettere … ma non noi ma quelli che pongono attenzione in base al numero di teste dalle quali provengono!

Insieme possiamo fare tanto. Crediamoci!

Paolo Luparello