Il faro di capo Maluventu, di Fedro

6 Febbraio 2019 in Prima Pagina, Racconti

Il faro di capo Maluventu, di Fedro
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Bifari si destava dal suo isolamento per tre mesi all’anno, da giugno ad agosto, per riempirsi di turisti e villeggianti che trasformavano quel piccolo borgo marinaro in un assordante villaggio vacanze. Le case si distribuivano lungo la stretta lingua di terra delimitata dalla spiaggia di sabbia bianca e da monte Piddirinu che si ergeva per oltre 200 metri e si inoltrava nel golfo di Bifari con la sua forma che richiamava il dorso di un elefante in vena di abluzioni. All’estremo ovest del golfo insisteva una ripida scogliera in cima alla quale faceva bella mostra il faro di capo Maluventu. Rari erano i frequentatori estivi di Bifari che si avventuravano per quei due km di stradella che si inerpicava dalla periferia del paese fino al faro, i più erano più che soddisfatti delle acque del golfo e di quella spiaggia che sembrava talco. Il faro era oramai disabitato da un ventennio e soltanto Paolo aveva l’abitudine di salire tutti i giorni fino in cima a quella scogliera per godersi lo spettacolo di quella vista sul golfo in basso e sul mare aperto oltre il golfo.
Paolo non avrebbe rinunciato per nulla al mondo a quella escursione quotidiana che effettuava in qualsiasi stagione e con qualsiasi condizioni meteoriche. Portava sempre con se una piccola colazione e poteva rimanere ore e ore ad osservare lo spettacolo della natura che da li si poteva osservare.
Fu un giorno di primavera con un sole timido e un vento teso che spazzava le nuvole che sembravano rincorrersi che al faro Paolo trovò una sorpresa destinata a cambiare il corso di quella consuetudine. Seduta sulla roccia sulla quale era solito accoccolarsi trovò una giovane donna che al suo arrivo non si scompose più di tanto e non lo degnò neanche di un saluto. Paolo si sentì a disagio
e per la prima volta dopo tanti anni la visita al faro non gli fece provare quel senso di benessere al quale si era abituato e si vide costretto a riprendere la via del ritorno prima del solito.
La scena si ripetè nei successivi giorni e Paolo cominciò a perdere quella pace interiore che lo aveva accompagnato in quegli anni.
Nonostante la presenza oramai fissa della donna al faro, Paolo continuava a inerpicarsi fino al faro con la segreta speranza che la sconosciuta si stancasse. Ma così non fu e dovette attendere lunghi mesi, fino alla prima domenica di maggio, perchè la situazione mutasse e gli eventi prendessero una piega alla quale non è facile credere.

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