E’ possibile una Regione che funzioni? La mia proposta, di Paolo Luparello
25 Ottobre 2020 in Post ad hoc, Prima Pagina
E’ possibile una Regione che funzioni? La mia proposta, di Paolo Luparello
Il processo di riorganizzazione che per l’ennesima volta interesserà gli uffici della Regione Siciliana potrebbe essere l’occasione per capire come si vuole che funzioni il nostro ente regione.
Se l’unico obiettivo sarà quello di ridurre del 30 % gli uffici dirigenziali si tratta di un obiettivo minimale che da solo significherebbe soltanto che la Regione funziona già bene e che si devono soltanto accorpare un po’ di uffici.
Se invece si volesse fare un lavoro che mira realmente all’efficientamento della macchina amministrativa, attraverso la realizzazione di economie di scala ove possibile, sarebbe opportuno che l’obiettivo della riduzione degli uffici fosse accompagnato da altri obiettivi quali:
- la creazione di aree interdipartimentali serventi tutti i dipartimenti e gli uffici speciali di ciascun rampo di amministrazione per
- la gestione dei flussi documentali,
- la gestione dell’innovazione – dematerializzazione, digitalizzazione
- la gestione servizi comuni per il funzionamento degli uffici
- la tutela dati personali,
- la sicurezza nei luoghi di lavoro,
- amministrazione trasparente e anticorruzione,
- monitoraggio e controllo fondi strutturali
- aggiornamento normativo
- …
- creazione di servizi di coordinamento di tutte le materie a carattere trasversale all’interno del dipartimento
- relazioni sindacali e ciclo della performance
- analisi dei procedimenti/processi interni e omogenizzazione e standardizzazione
- creazione di servizi di linea caratterizzati esclusivamente dalla trattazione di materie afferenti le competenze istituzionali del dipartimento o struttura equiparata
Una simile organizzazione permetterebbe di avere strutture simili in ogni assessorato e in ogni dipartimento in modo che si potrebbe utilizzare la specializzazione di determinate figure mettendole al servizio di strutture più ampie ed evitando di costringere tutti gli uffici dell’Amministrazione regionale a dover dedicare del tempo allo studio e alla attuazione di materie che esulano dalle competenze principali per le quali quegli uffici esistono.
In sede di elaborazione della proposta di riorganizzazione andrebbe declinata per ciascuna struttura la dotazione organica distinta per categoria di personale e l’elenco dei procedimenti/processi facenti capo alle stesse e la loro produzione quantomeno nell’ultimo anno.
Per i procedimenti/processi andrebbe indicato se si tratta di attività che vanno rese in presenza o se sono realizzabili attraverso il ricorso al lavoro agile.
Non sarà un lavoro che si potrà realizzare entro il 16 novembre 2020, forse, ma almeno potremmo finalmente avere una Regione che non sembra una armata Brancaleone ma una organizzazione che guarda al futuro e non soltanto agli interessi soggettivi del momento.
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