Io la penso così, di Paolo Luparello, del 27.01.2017, venerdì

Gennaio 27, 2017 in Prima Pagina, Rassegna stampa

Io la penso così, di Paolo Luparello, del 27.01.2017, venerdì

Siamo ufficialmente in campagna elettorale
Leggendo del bando per la copertura di quattro importanti incarichi nelle partecipate del Comune di Palermo ho provato un istintivo senso di invidia verso una Amministrazione che ricorre allo strumento del bando per cercare i professionisti più preparati. Poi leggo il commento di Fabrizio Ferrandelli e capisco che anche Orlando non è indifferente all’uso di certi “tasti” in grado di solleticare appetiti. Il 2017 sarà un anno di elezioni, forse anche politiche, ma sicuramente di comunali a Palermo e di regionali in Sicilia e assisteremo a uno spettacolo che va in scena soprattutto quando giunge il tempo di dare la parola, o meglio la matita, ai cittadini. Sarebbe opportuno che il conferimento di certi incarichi non avvenisse a ridosso della scadenza dei mandati degli amministratori, in quanto il rischio di selezionare non i più preparati ma quelli in grado di intercettare maggiormente il consenso elettorale è certamente maggiore. Un buon amministratore si dovrebbe presentare alla scadenza del suo mandato con in scadenza anche tutti gli uomini che ha messo nelle posizioni chiave, in modo da permettere al nuovo amministratore di poter selezionare altri professionisti senza per questo dover costringere l’Ente a farsi carico di eventuali risarcimenti et similia. Un amministratore che al termine del suo mandato effettua nomine con scadenze largamente eccedenti la durata del suo residuo mandato è semplicemente un “furbetto” e di questi furbetti il paese non ne ha di bisogno!
Bandi per i dg delle partecipate Ferrandelli: manovra elettoralehttp://livesicilia.it/2017/01/27/bandi-per-i-dg-delle-partecipate-ferrandelli-manovra-elettorale_821274/

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Io la penso così, di Paolo Luparello, del 26.01.2017, giovedì

Gennaio 26, 2017 in Prima Pagina, Rassegna stampa

Io la penso così, di Paolo Luparello, del 26.01.2017, giovedì

I nuovi poveri.
Mentre i politicanti nostrani si baloccano con leggi elettorali e sentenze della Corte Costituzionale, i problemi di milioni di persone continuano a rimanere non affrontati. Il problema dei problemi degli italiani, ma anche degli abitanti di altre nazioni cosiddette “sviluppate”, resta la mancanza di lavoro e quindi di una prospettiva dignitosa per il futuro. In questo articolo, che vi propongo, una breve riflessione sulla quale sarebbe utile che tutti gli attori politici si confrontassero per capire se abbiamo difronte soggetti che hanno a cuore il bene comune o se mirano esclusivamente alla conquista di una poltrona per esercitare il potere nell’interesse delle solite cricche. Sono stufo di sentire ripetere formule trite e ritrite senza che invece si metta mano a una serie di politiche che mirino alla massimizzazione dell’occupazione. Non si può essere orgogliosi di una opera effimera come l’Expo 2015 quando nel Paese milioni di persone vivono in povertà. La povertà non sembra un tema che piaccia molto a chi se ne ritiene fuori in quanto titolare di un impiego pubblico o di una pensione. La povertà invece dovrebbe interessare tutti noi, sia per una questione di solidarietà verso chi è meno fortunato, ma anche perchè in un Paese in cui la corruzione dilaga, al pari della disoccupazione, si rischia che venga minato alle fondamenta il nostro sistema sociale. Di fronte a un Paese in dissesto chi potrà ritenersi al sicuro? Riflettiamoci e cerchiamo di fare la scelta giusta.
La redistribuzione della ricchezza è la via per una globalizzazione buona e equahttp://www.huffingtonpost.it/vannino-chiti/la-redistribuzione-della-ricchezza-e-la-via-per-una-globalizzazione-buona-e-equa_b_14360638.html

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Io la penso così, di Paolo Luparello, del 25.01.2017, mercoledì

Gennaio 25, 2017 in Prima Pagina, Rassegna stampa

Io la penso così, di Paolo Luparello, del 25.01.2017, mercoledì

Il cancro della corruzione
Non passa giorno che la cronaca non ci riservi notizie di concussione, corruzione e di truffa di cui si rendono protagonisti pubblici dipendenti e amministratori. Sembrano episodi che ognuno tende a considerare isolati senza invece guardarli in un’ottica di sistema. Sistema che viene fuori da queste pagelle nelle quali la situazione del Paese viene rappresentata in tutta la sua drammaticità, l’Italia è un Paese corrotto e se lo è l’Italia lo sono pure gli italiani, quantomeno gran parte di essi. Il decadimento morale ed etico è sotto i nostri occhi. Ognuno tende a minimizzare le proprie piccole violazioni delle regole (che spesso sono dei veri e propri reati di cui non si percepisce la valenza penale) ritenendo che ben altra cosa è la corruzione. E invece la corruzione alligna li dove c’è il diffondersi di un lassismo dei comportamenti che giorno dopo giorno abbassa l’asticella della legalità, andando a costituire l’ambiente nel quale il cancro della corruzione determina lo sperpero del denaro pubblico tradotto in opere pubbliche inutili (solo come occasione di corrutela), in opere pubbliche utili ma con fine lavori mai (una volta partito un grande appalto non lo si vorrebbe terminare mai e le perizie di variante e le revisioni dei prezzi vanno a go go) limitandoci alle opere pubbliche.
Qui non è un problema di voler essere precisini ma è una questione di sopravvivenza, la corruzione continua a sottrarre risorse a tutta la collettività ed è l’anticamera del fallimento del Paese. Si è sempre in tempo per tirare il freno, tiriamolo tutti insieme!

Corruzione nel pubblico, l’Italia migliora ma la pagella resta insufficiente

http://www.repubblica.it/economia/2017/01/25/news/corruzione_nel_pubblico_l_italia_migliora_ma_la_pagella_resta_insufficiente-156779657/?rss

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Io la penso così, di Paolo Luparello, del 24.01.2017, martedì

Gennaio 24, 2017 in Prima Pagina, Rassegna stampa

Io la penso così, di Paolo Luparello, del 24.01.2017, martedì

Più ferro, meno gomma.
Il treno è certamente un mezzo ideale per muoversi. Di norma raggiunge il centro delle città, consente di dedicarsi ad altro mentre si viaggia, costa meno rispetto all’auto, è più sostenibile dal punto di vista ambientale rispetto ad altri mezzi. Perchè la Regione Siciliana ha permesso che non si investisse il dovuto su questo tipo di trasporto?
Rapporto Legambiente: in Sicilia meno treni e più lenti di 15 anni fa … http://palermo.repubblica.it/cronaca/2017/01/24/news/rapporto_legambiente_in_sicilia_meno_treni_e_piu_lenti_di_15_anni_fa-156750582/?rss

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Io la penso così, di Paolo Luparello, del 23.01.2017, lunedì

Gennaio 23, 2017 in Prima Pagina, Rassegna stampa

Io la penso così, di Paolo Luparello, del 23.01.2017, lunedì

Tragedie evitabili?
Si stanno ancora cercando i dispersi di questa ennesima tragedia che ha colpito l’Italia ed è giusto dedicare a ciò tutta l’attenzione. Resta però il fatto che immediatamente dopo si deve capire se questa tragedia poteva essere evitata. Se la Pubblica Amministrazione non è in grado di assicurare che le opere realizzate sono a norma e nel rispetto della prevenzione di qualsiasi ragionevole rischio sarebbe opportuno che ci si dotasse di uno strumento indipendente che informi sui rischi e sui motivi per cui non si dovrebbe usufruire di determinate strutture, siano esse opere pubbliche o private. Cosi come il Ministero degli Esteri fornisce l’elenco dei Paesi in cui si sconsiglia di andare, ci dovrebbe essere la lista dei luoghi a rischio del nostro Paese.
Due geologi ricostruiscono perché l’Hotel Rigopiano non sarebbe dovuto essere lì: “La natura si riprende sempre ciò che è suo” … http://www.huffingtonpost.it/2017/01/23/hotel-rigopiano-geologi_n_14336172.html

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Io la penso così, di Paolo Luparello, del 22.01.2017, domenica

Gennaio 22, 2017 in Prima Pagina, Rassegna stampa

Io la penso così, di Paolo Luparello, del 22.01.2017, domenica

A proposito del voto di scambio.
Il voto di scambio è quando un candidato di una qualsiasi tornata elettorale dà soldi o fa o promette favori in cambio del voto. Non chiedetemi in base a quale articolo del codice penale, ma si tratta sicuramente di un reato per il quale si è perseguiti per legge. Non ne ho testimonianza diretta ma si racconta che un tempo i voti si raccoglievano andando in giro con pacchi di pasta e confezioni di pelati, pagando bollette di utenze domestiche, distribuendo buoni di benzina, anticipando scarpe spaiate, insomma non era importante se sapevi parlare, se avevi un programma, se avevi dei valori e se volevi una società migliore, i voti si compravano. E’ ancora così? Non so nemmeno questo, ma probabilmente no. Ritengo che tantissimi cittadini votino per convinzione o per protesta, ma non certo perché si aspettano una regalia o un ritorno immediato personale. Resta probabilmente una parte dell’elettorato che per formazione, cultura e condizioni di disagio sociale, vive il voto come una occasione per raggranellare qualcosa e alcuni politici non disdegnano di poter attingere a questo facile consenso, anche se un po’ oneroso. Ma ci sono politici che pur di poter esercitare il mandato per il quale si candidano, mossi dal sacro fuoco della politica, farebbero carte false, figuriamoci venire incontro alle richieste di chi versa nel bisogno, naturalmente soltanto in campagna elettorale. Poi c’è quella che io considero un’altra forma di voto di scambio. La mia è sicuramente una iperbole, ma vediamo fino a che punto. Esistono in Sicilia, non so se anche in altre regioni, dei gruppi di persone che vivono in situazioni di precarietà in quanto svolgono un lavoro al servizio della Pubblica Amministrazione per il quale non c’è certezza che alla fine di ogni anno si trovino i soldi per poter rinnovare i loro contratti o per prorogare le leggi in forza delle quali lavorano. Si fa sempre un gran parlare di stabilizzare questi lavoratori per sottrarli all’incertezza e portare serenità nelle loro famiglie ma sta di fatto che sono decenni che queste persone si prestano a una sceneggiata fatta di mobilitazioni, di audizioni in commissioni parlamentari, di azioni di sensibilizzazione e alla fine di norme che rinviano il problema ad altre date, dopo uno, due o tre anni, ma certamente prima della prossima campagna elettorale. Naturalmente ci sono politici che si intestano la paternità di queste soluzioni temporanee e su questo hanno anche costruito elezioni su elezioni. Voto di scambio? No, certamente. Qui a pagare non sono i candidati ma le casse della Pubblica Amministrazione.

La fissa per gli uomini forti!
E in Italia a chi pensa? A lui se medesimo? A Casaleggio jr? Alla “rete”? Trump non mi piace ma oramai è il Presidente degli USA. Proviamo a credere in quei pochi aspetti positivi che potrebbero esserci in quello che ha detto di voler fare e speriamo altresì che su quelli negativi ci ripensi o lo facciano ripensare!
Grillo, nel mondo servono uomini forti come Trump-Putin … http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/01/21/donald-trump-un-discorso-coerente-da-cui-prendere-esempio/3331220/

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Io la penso così, di Paolo Luparello, del 21.01.2017, sabato

Gennaio 21, 2017 in Prima Pagina, Rassegna stampa

Io la penso così, di Paolo Luparello, del 21.01.2017, sabato

Il nostro popolo prima di tutto!
Donald Trump è il presidente degli Stati Uniti d’America. Può piacere o no ma questo è un fatto con il quale nei prossimi 4 anni il mondo si dovrà confrontare. Trump incarnerà i peggiori istinti dell’uomo ma non si nasconde, non sembra essere un’ipocrita. Ma a parte il suo tratto umano, Trump potrebbe sparigliare i giochi delle solite lobbies e potrebbe porre un freno alla globalizzazione selvaggia che ha distrutto l’industria di tanti paesi. Bisognerà vedere fino a che punto Trump sarà anti-sistema, e fino a che punto i paesi come l’Italia coglieranno una opportunità in questo nuovo scenario. E’ vero che Trump potrebbe fare saltare degli equilibri geopolitici, ma è anche vero che il popolo di tanti paesi è stanco della crisi e del progressivo impoverimento. Trump dice “prima l’America”, mi piacerebbe che il nostro prossimo presidente del Consiglio dicesse “prima l’Italia”!

Donald Trump, un discorso coerente da cui prendere esempio … http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/01/21/donald-trump-un-discorso-coerente-da-cui-prendere-esempio/3331220/

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Io la penso così, di Paolo Luparello, del 20.01.2017, venerdì

Gennaio 20, 2017 in Prima Pagina, Rassegna stampa

Io la penso così, di Paolo Luparello, del 20.01.2017, venerdì

Sempre più vecchi e antiquati!
Viviamo in una società in cui il digitale ha preso il sopravvento su tutto, tranne che nella gestione di alcuni uffici pubblici! Nonostante l’età media sempre più avanzata e il personale in quiescenza non sostituito da giovani leve, i processi lavorativi vengono ancora condotti secondo le vecchie logiche della carta. Abbiamo computer, smartphone, società per l’informatizzazione, ma ancora molti operatori della Pubblica Amministrazione rimangono attaccati alla carta. Carta per produrre documenti, carta per duplicare documenti, carta per far girare documenti, carta per fare qualsiasi cosa. Se riuscissimo a eliminare la carta si potrebbe fare a meno di tantissimo personale, anche di quello che va in pensione o di quello che non abbiamo ma che vorremmo. Ma qualcuno si pone il problema di che Amministrazione sarà di qui a 5 o 10 anni senza che si prendano le giuste iniziative? La burocrazia di una Nazione è la sua colonna vertebrale, se funziona funziona tutto il Paese. Peccato che la nostra attuale classe politica preferisce a una burocrazia preparata e autonoma, una burocrazia raccogliticcia e supina. Come al solito ogni 5 anni proviamo a scorgere una luce in fondo al tunnel, viviamo di speranze cicliche. Però, a onor del vero, qualche progresso nel contenimento dell’uso della carta è stato fatto … quella dei servizi igienici!

P.a: Statali sempre più vecchi, l’età media è di 50 anni … http://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2017/01/20/p.a-rgs-eta-media-statali-50-anni_058fcf55-1227-4288-a403-95750c1f2f2d.html

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Io la penso così, di Paolo Luparello, del 19.01.2017, giovedì

Gennaio 19, 2017 in Prima Pagina, Rassegna stampa

Io la penso così, di Paolo Luparello, del 19.01.2017, giovedì

Nessuno tocchi Alessandro!
Povero Alessandro A. finito nel tritacarne mediatico per l’ingombrante parentela con un ministro della Repubblica Italiana. Vuoi vedere che lo vogliono fare passare come l’unico raccomandato d’Italia? Lui magari è stato uno studente lavoratore che con tanta determinazione è riuscito a laurearsi alla non giovanissima età di 34 anni, e per tanto sacrificio adesso viene ripagato in questo modo? Chi è senza peccato scagli la prima pietra, e a onor del vero in giro non vedo tanti lapidatori!

E se si disponesse che ogni dipendente pubblico, o di enti e società pubbliche o partecipate dal pubblico, è tenuto a dichiarare la propria parentela con uomini/donne di potere? Confido dei 5 Stelle per una norma di questo tipo!

 

Il fratello del ministro Alfano rischia il posto. E potrebbe costare all’erario mezzo milione di euro … http://www.repubblica.it/politica/2017/01/19/news/il_fratello_del_ministro_alfano_rischia_il_posto_e_costera_all_erario_mezzo_milione_di_euro-156371739/?rss

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Io la penso così, di Paolo Luparello, del 17.01.2017, martedì

Gennaio 17, 2017 in Prima Pagina, Rassegna stampa

Io la penso così, di Paolo Luparello, del 17.01.2017, martedì

Fabrizio Ferrandelli è l’uomo politico palermitano che ho deciso di sostenere nella corsa a sindaco di Palermo e in cui confido affinchè si ponga alla testa di un movimento che si candidi a una presenza significativa all’Assemblea Regionale Siciliana nelle successive elezioni regionali che seguiranno a quelle comunali nell’anno 2017.

Ho conosciuto Fabrizio Ferrandelli nel corso dell’estate 2016 e ho deciso di sostenerlo per due ordini di motivi, mi ha fatto una buona impressione e gode della stima di persone che stimo.

La notizia che Fabrizio Ferrandelli sia indagato per voto di scambio, senza che si conosca alcun dettaglio sulla vicenda che lo vedrebbe coinvolto, non muta la mia valutazione sulla persona.

Da Fabrizio Ferrandelli mi attendo un passo indietro solo nel momento in cui dovessero venir fuori prove evidenti che abbia commesso il reato che gli viene contestato o, naturalmente, in caso di condanna.

Fino ad allora io crederò alla parola di una persona perbene e Fabrizio Ferrandelli è una persona perbene.

Forza Fabrizio, la corsa a sindaco è già dura di suo e questa accusa ti deve costringere a lottare con ancora più convinzione.

Fallo per i palermitani, per la tua famiglia e soprattutto per te stesso … non ci deludere, coraggio!

Palermo, candidato sindaco Ferrandelli indagato per voto di scambio: “Vicenda risale al 2012, sono sorpreso”http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/01/17/palermo-candidato-sindaco-ferrandelli-indagato-per-voto-di-scambio-vicenda-risale-al-2012-sono-sorpreso/3321694/

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La crisi economica può attendere, parliamo di referendum!, del 19.10.2016, mercoledì

Ottobre 19, 2016 in Politica, Prima Pagina

La crisi economica può attendere, parliamo di referendum!, del 19.10.2016, mercoledìLuparello e chinotto ai Cantieri

Fino a qualche mese fa Renzi navigava in cattive acque e gli si chiedeva conto e ragione dei mancati risultati che tutti ci aspettavamo. E invece, oggi, la priorità è il referendum. Le ricette di Renzi non hanno funzionato perché la Costituzione è vecchia e va riformata, o per meglio dire, rottamata. Quando Renzi parlava di rottamazione pensavo che si riferisse ai politici di lungo corso, si riferiva invece alla Costituzione. Nonostante tutte le leggi che hanno picconato i diritti di lavoratori e pensionati, il Governo ha bisogno di essere più veloce, di non dover perdere tempo a discutere con chicchessia, di riprendersi il governo dei territori sui quali lo Stato centrale tornerà a decidere cosa fare.

Il bello di tutta questa vicenda è che Renzi è riuscito a dividere gli italiani, i quali, come è noto, amano dividersi in fazioni, bianchi contro neri, guelfi contro ghibellini, polentoni contro terroni, e adesso sostenitori del Si e sostenitori del No. Come ha detto qualcuno, più del 90 % degli italiani non sa una mazza del merito del referendum e tantissimi di quelli che andranno a votare lo faranno per l’abilità mediatica dei sostenitori dei due schieramenti.

Da un lato si ripete a pappagallo che con il Si l’Italia decollerà verso un futuro ricco e radioso, mentre sull’altro fronte si nutrono seri timori sul destino che ci attende con una minoranza nel Paese che vincendo le elezioni diventa maggioranza in Parlamento con assoluta libertà legislativa senza dover perdere troppo tempo nel dibattito parlamentare.

Non sapevo che gli italiani avessero individuato nel bicameralismo perfetto l’origine di tutti i mali che hanno zavorrato l’Italia in tutti questi anni. Origine di tutti i mali che invece non è sfuggita ai Paesi stranieri, primi fra tutti Stati Uniti d’America, Paesi della UE, senza trascurare i grandi colossi della finanza internazionale. Abbiamo quindi un 90 % di italiani che non si farà una propria idea del quesito referendario per manifesta ignoranza, mentre dall’altra abbiamo mezzo mondo che sa esattamente cosa è bene per l’Italia e che apparentemente sembra sostenere la riforma Renzi-Boschi.

Mentre in Italia siamo quasi spaccati in due schieramenti del 50% circa ciascuno, gli altri Paesi sembrano unanimi nel loro giudizio. Ma mi domando, quale è l’interesse di mezzo mondo a suggerire all’Italia cosa è bene per l’Italia? E’ innegabile che non tanto i Paesi, quanto piuttosto gli investitori internazionali vogliono interlocutori forti con i quali si possano fare patti chiari (tra di loro) e lunghe amicizie. Degli interessi degli italiani non c’è traccia.

Gli italiani devono diventare competitivi con i Paesi che vantano uno stato sociale meno generoso e con trattamenti salariali più bassi.

No, non credo nelle politiche di questo governo Renzi e non credo alla sua affabulazione e ancora meno credo alla bontà della sua riforma costituzionale, visto che è costretto a ricorrere a trucchetti comunicativi e a marchette in legge di stabilità pur di portare dalla sua parte ampie fette della popolazione.

No, non credo nelle ragioni del Si, anche perché il messaggio che si vuole far passare non è esattamente quello dei contenuti della riforma costituzionale. La riforma di Renzi della Costituzione  è una brutta riforma e non accetto di passare per conservatore solo perché non condivido una riforma che viene definita dai suoi stessi estensori come un “meglio che niente”, come se una qualsiasi riforma potrà portare chissà quali vantaggi agli italiani, quando serve soltanto a far passare il messaggio che adesso in Italia c’è un uomo forte.

Ognuno si faccia gli affari di casa propria, ci si concentri su una legge elettorale costituzionalmente sostenibile e poi si vada dritti al voto e quel che deve succedere succeda.

Non dimentichiamo quello che è successo in Belgio e più recentemente in Spagna. Non hanno governi addirittura da anni, ma non per questo cambiano le costituzioni o modificano le leggi elettorali, o quantomeno noi non ne sappiamo nulla, invece qualcuno pensa che all’estero si sappia esattamente tutto su cosa sta succedendo in Italia. Ma ci facciano il piacere!

Qualcuno, tra i pochi lettori di queste righe, si domanderà a quale mulino porto acqua con il mio No al referendum. Sinceramente non lo so, penso soltanto che ogni cittadino dovrebbe fare quanto è nelle proprie possibilità per portare avanti il bene comune e in questo momento il bene comune è rappresentato dalla difesa della nostra Carta Costituzionale, ci vogliate credere ma questo è il mio libero convincimento.Vai a votare

Un riforma al giorno … gabba il cittadino, e altri commenti, del 11.10.2016, martedì

Ottobre 11, 2016 in Politica, Prima Pagina

Un riforma al giorno … gabba il cittadino, e altri commenti, del 11.10.2016, martedìLuparello e chinotto ai Cantieri

E dopo aver letto questo circostanziato articolo qualcuno mi sa spiegare quale sarà l’effetto della riforma costituzionale sugli investimenti pubblici, atteso che la riforma renziana sembra la panacea di tutti i mali?
Investimenti pubblici, motore da rilanciare … 

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Troppi compiti? Ma che cavolo dice!, e altri commenti, del 10.10.2016, lunedì

Ottobre 10, 2016 in Politica, Prima Pagina

Troppi compiti? Ma che cavolo dice!, e altri commenti, del 10.10.2016, lunedìLuparello e chinotto ai Cantieri

Io sono uno di quei genitori che quando c’è stato da scegliere in quali sezioni iscrivere i propri figli ha scelto sempre quelle con i professori più esigenti. Ho visto e vedo le mie figlie stare nelle loro stanze e studiare ore e ore. Non mi sognerei mai di chiedere ai loro professori di ridurre il loro carico di lavoro. Questo è il periodo della loro vita in cui si formano al sacrificio e in cui devono imparare a conciliare impegno e tempo libero. Leggere che gli alunni vengono massacrati di compiti mi lascia esterrefatto. Ma come si fa a dire e scrivere cose del genere? Poi ci si lamenta che abbiamo delle nuove generazioni di apatici e svogliati, ma se sono i genitori che preferirebbero tenere i propri figli in un bel guscio protetto da ogni stress piuttosto che vederli impegnati nella palestra della vita.
Alunni massacrati dai compiti Carissimi prof, ma perché…. … 

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Abolire lo Statuto regionale, dice lui!, e altri commenti, del 09.10.2016, domenica

Ottobre 9, 2016 in Politica, Prima Pagina

Abolire lo Statuto regionale, dice lui!, e altri commenti, del 09.10.2016, domenica
Luparello e chinotto ai Cantieri

Il “buon” Ichino in questo caso si limita soltanto a rilanciare un articolo comparso su “Linkiesta”. La ricetta del bravo giornalista è quella di eliminare lo Statuto regionale, fonte di sperperi e di assistenzialismo becero, e di mettersi sotto la salda guida dello Stato centrale. I soldi che non verrebbero spesi in regalie varie a politici, lavoratori e cittadini siciliani potrebbero essere destinati alla costruzione di ponti, dell’alta velocità e di altre mirabolanti idee proposte nell’articolo. Ci sono giornalisti che quando ne hanno l’occasione non fanno le domande giuste nelle conferenze stampa e giornalisti che acchiappano quattro dati e costruiscono teoremi funzionali a progetti chiari soltanto a loro. Questo è il caso in questione. Io non posso dirmi un autonomista convinto ma non rinuncerò mai alle potenzialità del nostro Statuto soltanto perché una classe di politici indegna non è stata in grado di fare gli interessi dei siciliani. Qualcuno dovrebbe anche spiegare al bravo giornalista che i numeri che da li dovrebbe esaminare e comprendere meglio, come li comprendono le agenzie di rating che continuano a dare fiducia alla Sicilia e loro, forse, ne sanno qualcosa di più del giornalista superficiale che dovrebbe anche spiegare che cosa c’entra la situazione dei Comuni siciliani con lo Statuto regionale.
PER LO SVILUPPO DELLA SICILIA: PRIMO, RIDURRE L’AUTONOMIA DELLA REGIONE … http://www.pietroichino.it/?p=42129

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Il senso di Crocetta per l’Expo, e altri commenti, del 07.10.2016, venerdì

Ottobre 7, 2016 in Politica, Prima Pagina

Il senso di Crocetta per l’Expo, e altri commenti, del 07.10.2016, venerdìLuparello e chinotto ai Cantieri

Fantastico Crocetta! Sull’onda del successo milanese all’Expo 2015 ci riprova e vuole fare una Expo tutta sua. Meraviglioso il mandato dato a due dirigenti generali di trovare le risorse per sostenere i costi. Ci dobbiamo preparare per una raccolta fondi? Ma non poteva utilizzare i fondi riservati del Presidente?
Crocetta ci riprova: “Faremo un Expo siciliano per il G7 a Taormina” … 

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Tra olimpiadi mancate e ponti sospesi, e altri commenti, del 06.10.2016, giovedì

Ottobre 6, 2016 in Politica, Prima Pagina

Tra olimpiadi mancate e ponti sospesi, e altri commenti, del 06.10.2016, giovedìLuparello e chinotto ai Cantieri

Lo scetticismo in cui mi ha fatto piombare questa politica tutta lustrini e chiacchiere, deve avermi costretto a vivere in un mondo parallelo in cui la parola d’ordine è no e si critica a prescindere. E invece esiste un mondo reale nel quale il ponte sullo stretto lo si fa in 7 anni, se non in meno, e in cui i miliardi per fare i ponti piovono dal cielo del governo Renzi. Segnate questa data 31 dicembre 2023. Tutti in coda per passare sul ponte sullo stretto di Messina!
Faraone e il Ponte sullo Stretto: “Possibile nel 2023” … 

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Renzi sempre meno popolare, e altri commenti, del 04.10.2016, martedì

Ottobre 5, 2016 in Politica, Prima Pagina

Renzi sempre meno popolare, e altri commenti, del 04.10.2016, martedìLuparello e chinotto ai Cantieri

Perchè? Cosa dovrebbe fregarne qualcosa a Obama, prossimo al “pensionamento”, del calo di popolarità di Renzi? Il solito modesto! È bello sapere che ogni mattina c’è qualcuno che si fa un bagno di umiltà
Renzi: “Mio calo di popolarità? Fisiologico, ne ho parlato anche con Obama” … 

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Il senso delle regole per Renzi, e altri commenti, del 03.10.2016, lunedì

Ottobre 4, 2016 in Politica, Prima Pagina

Il senso delle regole per Renzi, e altri commenti, del 03.10.2016, lunedìLuparello e chinotto ai Cantieri

E questo lo fa senza modifiche alla Costituzione. Chissà di cosa saranno capaci i nuovi governanti con governi stabili ed efficienti!
Consiglio di Stato, magistrati amministrativi contro Renzi: “Forzata la legge per nominare la Manzione” … 

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Lavoratori italiani offresi, e altri commenti, del 02.10.2016, domenica

Ottobre 2, 2016 in Politica, Prima Pagina

Lavoratori italiani offresi, e altri commenti, del 02.10.2016, domenicaLuparello e chinotto ai Cantieri

E io che pensavo che la riforma costituzionale avrebbe attirato a iosa i capitali esteri in Italia. Avrà sicuramente il suo peso, così sembrano pensarla Renzi e Napolitano tra i tanti, ma il Ministero dello Sviluppo Economico pensa che ci sono altri temi che possono attrarre gli investitori, per esempio il costo del lavoro. Il Ministero ci tiene a far sapere che un ingegnere in Italia costerà 10 mila euro lordi annui in meno rispetto a quello di un altro Paese europeo del calibro della Francia o della Germania. Il Ministero ci tiene anche a far sapere che la dinamica salariale negli ultimi anni è stata molto contenuta.

Leggere queste cose di un Paese in via di sviluppo ci sta, leggerlo di una delle 7 economie più sviluppate del Pianeta lascia basiti, per di più da italiano. Dovremmo andare a caccia di investitori stranieri dimostrando che abbiamo infrastrutture efficienti, soprattutto nel campo dei trasporti e della connettività web (banda larga e ultralarga), che i tempi della burocrazia e della giustizia sono rapidi, che la sicurezza è offerta da Forze dell’Ordine sulle quali non si lesina in investimenti sia in capitale umano sia in nuove tecnologie,  e tante altre cose che interessano chi investe e invece gli diciamo che noi costiamo meno. Effetti della globalizzazione. Non sono gli altri che devono raggiungere i nostri livelli ma siamo noi che dobbiamo adeguarci a livelli più bassi, altrimenti come farà la ricchezza mondiale ad accumularsi sempre di più nelle tasche di quella quota esigua di persone che ne possiede la maggior quota?
Lavoro, la gaffe del governo sugli stipendi “Investite qui, gli italiani costano meno” … 

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Sugli spacconi, sui coerenti, e altri commenti, del 01.10.2016, sabato

Ottobre 2, 2016 in Politica, Prima Pagina

Sugli spacconi, sui coerenti, e altri commenti, del 01.10.2016, sabatoLuparello e chinotto ai Cantieri

Ieri sera è andato in scena su La7 un confronto sulle ragioni del si e quelle del no al referendum per la modifica della Costituzione, da un lato Renzi, per il Si, e dall’altro il prof. Zagrebelsky, per il No.

Tra Renzi e Zagrebelsky naturalmente non c’è confronto, purtroppo, sul piano della efficacia della comunicazione.

Quanti hanno colto i rilievi che Zagrebelsky ha posto sulla selezione dei nuovi senatori, per esempio?

Troppi italiani sono stati bromurizzati, se arrivano a scambiare il modo posato di ragionare di un ex giudice costituzionale con rincoglionimento.

Il massimo è stato quando Renzi ha invitato Zagrebelsky a non fissarsi sugli articoli … il lavoro della Corte!

Sarebbe stato più opportuno che le ragioni del Si non venissero affidate, in un confronto tecnico, a un politico, quanto piuttosto a un costituzionalista che condivide la riforma voluta dalla Boschi.

Non avrebbe certamente fatto share la trasmissione, ma quantomeno non avremmo assistito a un brutto spettacolo di uno spaccone che dice quel che la gente, di questi tempi, si vuol sentire dire e che sta tentando di usare il referendum per uscire dalla curva discendente che sembra abbia intrapreso la sua stella politica.

Continuo a pensare che il Governo deve far funzionare le leggi e le istituzioni che ci sono, piuttosto che provare a cambiare le regole con effetti che soltanto gli addetti ai lavori, e chi non ha deciso di affidare la propria carriera alla appartenenza a cerchi e chiesti magici, vedono con chiarezza.

Zagrebelsky non avrebbe dovuto accettare il confronto con un politico che vive di immagine e che conosce le regole della comunicazione. Quello che Renzi non ha voluto capire è che la “sua” riforma ha tanti punti sui quali la Corte Costituzionale potrà essere chiamata a esprimersi e Zagrebelsky è riuscito ad anticipargliene alcuni. Ma per Renzi tutti quelli che non la pensano come lui sono gufi e parrucconi. Vedremo.
Renzi vs. Zagrebelsky, la clava imbonitoria contro l’argomentare indifeso … 

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