Quale sindacato?, del 08.09.2013, domenica
8 Settembre 2013 in Post ad hoc
Non ricordo negli oramai circa vent’anni di lavoro alla Regione un periodo di maggiore tranquillità sul fronte sindacale. Sindacati che fino a ieri, con Cuffaro e con Lombardo, vergavano comunicati di fuoco con frequenza giornaliera oggi latitano dalle bacheche sindacali. E’ pur vero che oramai siamo nell’era del web e gli iscritti godono di siti dedicati, di newsletter puntuali, di sms tempestivi, mentre chi è fuori dal circolo (non iscritto) non riesce a percepire l’intenso lavorio dei tanti rappresentanti sindacali che laboriosamente ogni giorno curano le difese del nostro esercito di dipendenti.
Probabilmente il presidente Crocetta Rosario è riuscito a entrare nella giusta sintonia con i sindacati e i sindacati hanno capito il momento e la tensione rivoluzionaria del Crocetta Rosario e si fidano di quello che questi ha in mente per i dipendenti della Regione.
Archiviata quindi questa legislatura durante la quale il dialogo tra presidente e sindacati permetterà ai dipendenti regionali di ottenere tutto ciò che i tempi che stiamo vivendo possono permettere, proiettiamoci nel futuro quando l’esperienza del Crocetta Rosario terminerà, perchè come tutte le cose avrà un termine.
Il sindacato come lo conosciamo oggi è destinato a rimanere immutato?
Un sindacato al quale puoi dire tutto quello che vuoi ma che alla fine fa quello che solo alcuni vogliono.
Un sindacato che non riesce ad affrontare le famose questioni di principio (carriera, merito, condizioni di lavoro) ma al quale puoi solo chiedere trasferimenti, incarichi, indennità … ma non per tutti naturalmente.
Un sindacato chiuso al confronto con chicchessia eccetto che con gli iscritti, normalmente portatori di interessi particolari.
Un sindacato nel quale non è facile raggiungere ruoli decisionali se non si è in linea con il pensiero unico dei fondatori … si perchè alcuni sindacati sembrano proprio delle associazioni private chiuse al ricambio.
Ma, in effetti, come fa un sindacato così a riuscire ancora a fare iscritti e a tenerseli?
Perchè comunque il sindacato ha un ruolo, sempre più formale, e tanti dipendenti non negano una delega considerandola una forma di assicurazione contro gli eventi sfortunati. Il sindacato infatti non sempre riesce a farti ottenere quello che vorresti ma evita che ti possano succedere delle cose. C’era un sindacalista specializzato nella drammatizzazione. Quando aveva bisogno di deleghe diffondeva liste di trasferimenti, con la connivenza del dirigente generale di turno, e tutti quelli inseriti nelle liste subito si attivano per essere coperti dall’ala protettrice di quel sindacalista … cose d’altri tempi!
Ma al di là del folklore (chiamiamolo così) è accettabile che un sindacato che ha un ruolo e che dispone di strumenti per far valere le ragioni dei lavoratori sia ancora improntato a vecchie regole, le stesse regole che applica la politica contro la quale alziamo le nostre critiche da lavoratori?
I lavoratori hanno bisogno di un sindacato che ne faccia realmente gli interessi. Un lavoratore di un comparto non può pagare, senza che lui lo voglia, gli oneri di altri comparti di lavoro immolando i propri diritti sull’altare di una falsa solidarietà.
I lavoratori hanno bisogno di democrazia e nei luoghi di lavoro devono essere rappresentati da chi è in grado di rappresentarne le istanze e da chi viene eletto da tutti i lavoratori, al di là delle appartenenze alle diverse sigle. Quando vedremo anche alla Regione Siciliana le Rappresentanze Sindacali Unitarie (RSU) elette da tutti i lavoratori e non soltanto dagli iscritti al sindacato?
I lavoratori hanno bisogno di sindacati che ai livelli superiori a quelli dei luoghi di lavoro portino avanti le istanze dei lavoratori e non quelli personali e delle proprie parrocchie.
Ma probabilmente un sindacato così ognuno di noi lo ha già … non me ne ero accorto!
Tags: Sindacato
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