Siamo condannati all’ottimismo, a proposito delle prossime scadenze sindacali, di Paolo Luparello

Febbraio 3, 2019 in Prima Pagina, Sindacato

Le prossime settimane potrebbero essere importanti per i dirigenti della Regione Siciliana. Potrebbero partire due importanti tavoli di confronto, uno sul rinnovo contrattuale atteso da circa 14 anni e un altro sulla riorganizzazione degli uffici dei dipartimenti regionali.

L’auspicio è che non si ripeta quanto è successo per il confronto sul sistema di misurazione e valutazione della performance, sistema attraverso il quale dirigenti e non dirigenti si vedranno valutati al fine di poter accedere al salario accessorio legato alla performance, alias i risultati raggiunti dagli uffici. Nonostante l’impegno profuso dalle organizzazioni sindacali, con in testa la Cisl-Fp, nel tentativo di rendere il sistema meno astruso e più facile da applicare, le osservazioni rappresentate al tavolo sono state tradotte dal Governo in una richiesta di mera semplificazione senza tenere conto delle osservazioni di merito che avrebbero semplificato si il sistema ma che lo avrebbero anche reso più comprensibile a chi sarà chiamato ad applicarlo nei diversi dipartimenti e soprattutto a chi ne subirà l’attuazione e cioè i lavoratori di ogni ordine e grado, per esempio anche gli operatori che accolgono gli utenti all’ingresso degli uffici.

Nella definizione del sistema di misurazione e di valutazione della performance non c’è stata capacità di ascolto, ci si è arroccati sulla difesa di un elaborato autoreferenziale gradito, a quanto pare, negli ambienti del controllo (CdC?) senza tenere in alcuna considerazione l’impatto sulla attività degli uffici sia in fase di programmazione e riprogrammazione, sia in fase di rendicontazione. Un sistema che non serve per migliorare ma solo per dimostrare che si fa qualcosa e dispiace che non si riesca invece a fare qualcosa che migliori realmente la performance complessiva degli uffici in termini di rapidità e di piena utilizzazione delle risorse finanziarie ricorrendo ai pochi, ma funzionanti, sistemi informativi in uso piuttosto che mettendo in campo sistemi informativi per il controllo di gestione che fanno poco e che quel poco che fanno nulla ha a che vedere con il controllo di gestione.

Sulla riorganizzazione degli uffici dei dipartimenti non ci facciamo grandi illusioni. Dalle anticipazioni dei giornali si comprende che anche questa volta si è guardato soltanto ai numeri delle strutture, quante aree e servizi e quante unità operative di base si sono tagliate.

Speriamo di essere smentiti e attendiamo con curiosità il lavoro svolto dagli uffici della Segreteria Generale. Potremmo scoprire che finalmente ogni dipartimento è stato disegnato in modo che le funzioni comuni a tutti i rami di Amministrazione siano state attribuite ad analoghe strutture, che in ogni dipartimento sia stata prevista una struttura deputata all’innovazione tecnologica in grado di dialogare fattivamente con le strutture deputate alla realizzazione della tanto agognata amministrazione digitale, che siano state previste le tanto attese economie di scala riconducendo attività comuni a tutti i diversi uffici a strutture a ciò deputate, che i servizi di “linea” siano stati chiaramente individuati non attraverso una sterile ed “ermetica” descrizione dei riferimenti normativi ma attraverso una descrizione che sia comprensibile alla diversa utenza. Potremmo scoprire che il numero delle aree, dei servizi e delle unità operative di base sia stato dettato non dalla “prolissità” della declaratoria delle funzioni ma dai dati di produzione degli stessi (numero di procedimenti o di processi e quantità di prodotti tecnico amministrativi realizzati nel recente passato e previsti per l’immediato futuro, dotazione organica degli stessi all’attualità e in un auspicato futuro, e altri “driver” del genere).

Non vorremmo trovare anche a questo tavolo incapacità di ascolto, come se da questo lato del tavolo venissero portate delle mere istanze di tutela degli orticelli di qualche iscritto e non il disegno di una Amministrazione in grado di funzionare avendo chiaro il progetto che è chiamata a realizzare. Ricordiamo che a questo tavolo non si “contratta”, cioè il sindacato non ha capacità di interdizione, ma si “concerta”, cioè al termine del confronto l’Amministrazione può riassumere la propria posizione rimanendo dell’idea che aveva prima di sedersi al tavolo, rinunciando anche a quelle idee e a quei suggerimenti che potrebbero migliorare il progetto portato al tavolo di confronto. Speriamo che non sia così.

E poi ci potrebbe essere il tanto atteso e agognato tavolo negoziale che ci dovrà portare alla sottoscrizione del contratto collettivo regionale di lavoro per il triennio 2016-2018 dopo un blocco di circa 14 anni.

Noi abbiamo le idee chiare su ciò che vogliamo, un recupero del potere d’acquisto, una ristrutturazione delle voci della retribuzione, un sitema di tutela del percorso professionale compiuto dai dirigenti, un sistema di regole trasparenti nella attribuzione degli incarichi, il riconoscimento della importanza di incarichi individuali di alta professionalità al di là della direzione di strutture di ogni ordine e grado, una durata degli incarichi dirigenziali coerente con i progetti e i programmi da realizzare unitamente alla esigenza di “ricostruire” il senso di appartenenza ai diversi uffici in cui si articola l’Amministrazione regionale.

Speriamo che dall’altro lato del tavolo si incontri una controparte in grado di interpretare una “visione” di ciò che serve per il futuro della Sicilia e che la tornata negoziale non sia vista come una mera faccenda “di conti e di 0,…”.

Siamo condannati all’ottimismo.

Creazione di un network sindacale, di Paolo Luparello

Febbraio 1, 2019 in Prima Pagina, Sindacato

Cari amiche e amici,è mia intenzione continuare a tenervi informati sulla attività sindacale che svolgo quale responsabile dell’area della dirigenza per la CISL-FP Sicilia, attività che comporta in particolari giorni l’invio anche di più messaggi nel corso della stessa giornata attraverso Whatsapp.Nella considerazione che di recente ho ricevuto qualche critica di troppo , a mio modo di vedere gratuita, intendo limitare l’invio delle mie comunicazioni soltanto a chi le considera utili ed è disposto a un confronto civile e basato su argomentazioni oggettive. Chi vorrà continuare a ricevere le mie comunicazioni di carattere sindacale tramite Whatsapp è invitato a farmelo sapere (inviando il proprio numero mobile a fedro.luparello@gmail.com ), tutti gli altri saranno eliminati dalla lista di distribuzione a carattere sindacale.Faccio presente che chiunque abbia un profilo Facebook potrà comunque prendere visione di quanto comunico consultando la pagina o il gruppo  Facebook “Luparello CislFP”.Grazie a tutti per la pazienza e agli iscritti per la fiduciaCordialmente

La protesta ai tempi dei social, di Paolo Luparello, del 20 gennaio 2019, domenica

Gennaio 20, 2019 in Prima Pagina, Sindacato

Oltre che pubblicare post sui principali social (Facebook, Twitter e Linkedin) ho una lista di distribuzione di Whatsapp attraverso la quale raggiungo circa 400 colleghi dirigenti.

Naturalmente ho anche modo di incontrare di persona molti colleghi dirigenti e non, ma devo dire che le principali interazioni in materia sindacale avvengono tramite social.

In ordine di tempo l’ultimo post che ho “immesso” nel sistema social di cui sopra è “Non più di 15 minuti, poi in piazza!, di Paolo Luparello, del 19 gennaio 2019, sabato” (raggiungibile al linkhttp://www.perchenosicilia.org/2019/01/20/non-piu-di-15-minuti-poi-in-piazza-di-paolo-luparello-del-19-gennaio-2019-sabato/) con il quale invito a prepararsi a una mobilitazione per sollecitare la definizione del contratto collettivo regionale di lavoro per l’area della dirigenza.

Il post ha sortito alcune immediate risposte.

Qualcuno mi ha fatto presente che non ritiene appropriato per la categoria fare manifestazioni e mi pare di capire che ritiene che il sindacato non abbia utilizzato gli strumenti a sua disposizione per costringere la controparte al tavolo negoziale, non mi ha però scritto quali sarebbero questi strumenti, proverò a chiederglielo.

Qualcuno mi ha scritto che si sente preso per i fondelli e che verosimilmente ci saremmo dovuti incatenare da qualche parte fino a che l’Aran Sicilia non fosse stata costretta a sedersi al tavolo negoziale che si sarebbe dovuto svolgere parallelamente a quello del comparto non dirigenziale. Ho spiegato nel post sopra segnalato i motivi per cui non si è potuto procedere e ho anche scritto che adesso possiamo dire che la pazienza è finita, ma se qualcuno vorrà farmi compagnia sono anche disposto a incatenarmi.

Diversi altri hanno condiviso quanto scrivo nel post di cui sopra e ciò mi lascia ben sperare per il seguito della faccenda che ci riguarda, almeno relativamente alla condivisione del percorso che vogliamo intraprendere.

Alcune considerazioni sulle quali ognuno potrà fare le riflessioni che meglio crede.

Prima considerazione. In una nave il comandante è l’ultimo ad abbandonare la nave in caso di naufragio. Che ci piaccia o no i dirigenti sono i comandanti di questa flotta che si chiama Regione Siciliana. Da comandante di una piccola navicella di questa flotta non mi sentirei a posto se prima pensassi a me e poi a chi mi permette di svolgere la mia funzione.

Seconda considerazione. Continuando con la metafora del comandante, non è facile per chi esercita il comando dover ricorrere a manifestazioni di piazza per far valere un proprio diritto. Chi esercita il comando si aspetta che i propri bisogni siano immediatamente percepiti dalla proprietà (dal “Governo”) con la quale si lavora a diretto contatto e ci aspetterebbe che si creassero le condizioni affinchè non si costringano i propri più diretti collaboratori alla protesta. Purtroppo così non è e anche i dirigenti sono costretti alla protesta, di malavoglia.

Terza considerazione. Quale è la forma di protesta più gradita ai dirigenti?

Quella più gettonata in assoluto è la “minaccia” al sindacato del ritiro della delega. Non sono pochi quelli che credono che sia il sindacato a frapporre ostacoli alla soluzione della questione. Se ci riflettete un attimo vi rendete conto della assurdità della cosa ma così è e in un Paese di dietrologi non è facile toglierlo dalla testa a qualcuno.

Altra forma di protesta è il sit in. Non siamo ancora allo sciopero ma consente di “contarsi” e di far vedere la forza dei numeri della categoria che protesta. Soluzione cui faccio riferimento nel post sopra citato. E’ un modo per far vedere a chi si trova nelle stanze del Governo quale è il livello di insoddisfazione. Di solito ha un buon livello di partecipazione anche perchè non ci si rimette un euro.

Dopo il sit in passiamo allo sciopero. Qui si paga. Qui, cioè, ci si rimettono dei soldi. Se si ricorre allo sciopero chi protesta fa capire che si è passato il segno. Il livello di partecipazione allo sciopero dipende dal grado di insoddisfazione della categoria. Ci sono quelli che a uno sciopero di un giorno non partecipano perchè sostengono che non è efficace e che ritengono che uno sciopero efficace deve durare più giorni, fino allo sblocco della vertenza. A parte la normativa che regolamenta il diritto di sciopero, e che non permette di proclamare uno sciopero a oltranza, domanderei ai colleghi chi è in grado di perdere anche per un solo mese una parte significativa del proprio stipendio?

Mentre riflettevo su queste considerazioni mi è venuta in mente un’altra forma di protesta, silenziosa ma che potrebbe arrivare direttamente a chi ha responsabilità di governo. Potremmo indossare durante il nostro tempo di lavoro un distintivo con su riportato “2008”, l’anno dal quale siamo senza contratto collettivo. Sarebbe un modo per far notare a presidenti, assessori, dirigenti generali, deputati regionali, utenza e umanità varia, che i dirigenti della Regione Siciliana attendono qualcosa e la attendono da troppo tempo.

E tu, a che categoria di “protestante” appartieni?

Non più di 15 minuti, poi in piazza!, di Paolo Luparello, del 19 gennaio 2019, sabato

Gennaio 20, 2019 in Prima Pagina, Sindacato

Non più di 15 minuti, poi in piazza!, di Paolo Luparello

Il contratto collettivo regionale di lavoro per il triennio 2016-2018 del personale del comparto non dirigenziale della Regione Siciliana è in dirittura di arrivo. Probabilmente mancano ancora uno o due incontri e verosimilmente si potrà giungere alla firma. Il contratto non riuscirà a risolvere tutte le questioni poste sul tappeto ma le affronterà nelle cosiddette “code contrattuali” permettendo da un lato di dare una risposta economica ai lavoratori in linea con quanto ottenuto dal resto del pubblico impiego nazionale e dall’altro avere più tempo per affrontare le più spinose, tra le quali quella della riclassificazione.

Oserei dire “ben fatto”!

E per noi cosa c’è?

Per “noi” intendo i dirigenti, che oramai dal 2001 anche in Sicilia, alla Regione Siciliana, abbiamo una separata area di contrattazione e quindi un separato contratto collettivo di lavoro per l’area della dirigenza.

Tanti colleghi mi hanno compulsato, chiedendomi cosa fare per far muovere anche la contrattazione per l’area della dirigenza e io, in linea con le rassicurazioni della segreteria regionale della mia sigla sindacale, la CISL-FP, ho rassicurato che anche il c.c.r.l. Per l’area della dirigenza si farà. I soldi ci sono e non avvisto “criticità” in grado di rendere particolarmente difficoltosa la contrattazione.

Abbiamo atteso. Abbiamo atteso perchè all’ARAN Sicilia sono pochi e non potevano seguire due contrattazioni in parallelo (dirigenza e comparto). Abbiamo atteso perchè le direttive del Presidente della Regione indicano di ispirarsi al contratto statale, contratto che ancora non c’è ma che sembrava lì lì per arrivare. Abbiamo atteso perchè siamo una categoria di lavoratori che non ama fare le barricate.

Quanto tempo siamo disposti ad aspettare l’avvio della contrattazione per l’area della dirigenza dopo la firma del ccrl del comparto non dirigenziale?

Io penso che 15 minuti, il tempo delle strette di mano, siano più che sufficienti per chiedere una immediata convocazione del tavolo negoziale.

Dopo oltre 10 anni senza contratto collettivo credo che sia legittimo dare priorità agli aspetti economici e se ci fossero aspetti giuridici particolarmente complessi sarebbe ragionevole attendersi che possano essere affrontati in sede di “code contrattuali”.

Se le strette di mano dovessero prendere più di 15 minuti e se l’Aran Sicilia dovesse affrontare le code contrattuali del comparto non dirigenziale prima di avviare e definire il ccrl dell’area della dirigenza, credo che dovremo essere pronti a far valere i nostri diritti a partire da una prima manifestazione di insoddisfazione sotto i balconi di Palazzo d’Orleans!

Resoconto dell’incontro dell’assessore regionale alla funzione pubblica con i sindacati dell’area della dirigenza, del 06.06.2018, di Paolo Luparello

Giugno 6, 2018 in Post ad hoc, Prima Pagina

Resoconto dell’incontro dell’assessore regionale alla funzione pubblica con i sindacati dell’area della dirigenza, del 06.06.2018
di Paolo Luparello

Oggi, 6 giugno 2018, mercoledì, dalle 13,30 alle 15,00, si è tenuto l’incontro tra l’assessore regionale alla funzione pubblica e i sindacati dell’area della dirigenza per avviare la stagione contrattuale che dovrà portare a superare oltre un decennio di blocco della contrattazione e della relativa perdita economica subita dai lavoratori, siano essi dirigenti che del comparto non dirigenziale.

Per l’Amministrazione sono stati presenti l’assessore Bernadette Grasso, il suo capo di gabinetto Antonella Bullara e la dirigente generale del dipartimento della funzione pubblica Rosalia Pipia.
Sul fronte sindacale presenti tutte le sigle e per la Cisl-FP Paolo Montera, segretario regionale, Fabrizio Lercara e Paolo Luparello.
Per la Cisl-FP hanno parlato Paolo Montera e Paolo Luparello.
Paolo Montera ha ricordato all’assessore che la dirigenza regionale sconta un “ritardo” contrattuale di due bienni economici rispetto alla dirigenza nazionale dei diversi comparti di contrattazione e che è improcrastinabile avviare la stagione contrattuale che deve svolgersi parallelamente a quello del comparto senza che si possano determinare priorità di un contratto sull’altro ma che si proceda celermente senza che le eventuali “criticità” di un tavolo negoziale possano interferire su quelle dell’altro. In tal senso ha chiesto che la direttiva per il rinnovo contrattuale possa vedere la luce in tempi brevi, prevedendo tutte le tematiche che da anni attendono di essere affrontate, anche attraverso un riallineamento degli aspetti giuridici alla dirigenza del resto d’Italia. Parallelamente alla stagione del rinnovo contrattuale, Paolo Montera ha chiesto l’avvio di un tavolo di confronto nel quale discutere della riforma dell’Amministrazione regionale attraverso il superamento delle parti che meno hanno funzionato della l.r.10/2000 e di quegli interventi normativi che si sono succeduti negli anni sottraendo alla sede contrattuale importanti aspetti del rapporto di lavoro nel pubblico impiego della Regione Siciliana.
Paolo Luparello, coordinatore dell’area della dirigenza, ha rappresentato innanzitutto che la Cisl-FP provvederà alla elaborazione di una propria piattaforma contrattuale che sarà costruita attraverso il confronto con tutti i propri iscritti e che una volta approvata nelle sedi a ciò deputate, verrà presentata all’ARAN Sicilia, oggi in fase di ricostituzione dei suoi vertici. Ha chiesto che il governo si faccia carico del superamento della oramai superata articolazione della dirigenza regionale in tre fasce dirigenziali che oramai si sono ridotte soltanto a quella della terza fascia, ritenendo comunque improponibile che a distanza di 18 anni dalla legge 10/2000 si possa ancora immaginare che l’attuale dirigenza possa essere sottoposta a procedure concorsuali o paraconcorsuali per poter approdare a una “nuova” dirigenza e relengandone una parte a un nuovo “limbo” di cui nessuno sente il bisogno, atteso anche che oramai il numero dei dirigenti si è significativamente ridotto e che nel giro dei prossimi 5 anni potrebbe ulteriormente dimezzarsi.
E’ stato chiesto di rivedere le norme che hanno bloccato la possibilità di istituire le unità operative di base, ridando ai dirigenti generali uno strumento di flessibilità organizzativa che non può essere quello dello strumento regolamento attualmente vigente e che prevede anche la soppressione di quelle articolazioni organizzative di qualsiasi livello (strutture intermedie e unità operative di base) relativamente alle quali il dirigente responsabile viene posto in quiescenza anticipatamente.
E’ stato chiesto che l’Amministrazione regionale si dia dei tempi certi nella attribuzione degli incarichi dirigenziali, che non possono essere lasciati in sospeso nelle more che gli “sponsor” possano suggerire a taluni dirigenti generali i candidati prescelti. Procedure di conferimento degli incarichi che devono essere avviate prima della scadenza dei contratti individuali in modo da garantire la continuità amministrativa e il passaggio fisiologico di consegne.

Altra questione che andrà affrontata è quella relativa alla individuazione di uno strumento contrattuale che non sia la “cessata” clausola di salvaguardia ma che permetta, attraverso una forma di “galleggiamento”, di salvaguardare economicamente il percorso seguito da un dirigente che incarico dopo incarico, valutato positivamente, deve poter contare su di una soglia minima crescente di indennità variabile in funzione degli incarichi e delle relative indennità percepite.

Si è chiesto che eventuali proposte di riorganizzazione dei dipartimenti non siano forme camuffate di “spoil system” ma che vadano adeguatamente motivate oltre che centellinate nel tempo, anche al fine di non determinare quegli episodi di discontinuità amministrativa che si sono verificati nel recente passato.

Ancora si è chiesto di prevedere una semplificazione e accelerazione delle procedure di valutazione della dirigenza, che deve essere tenuta distinta da quella del comparto non dirigenziale, anche se in un quadro coerente di complementarietà atteso che la funzione dirigenziale nel perseguire gli obiettivi dell’Amministrazione utilizza quale principale e preponderante risorsa quella costituità dai lavoratori.

Infine è stato chiesto all’Assessore di avviare una stagione nuova per l’Amministrazione regionale. Una nuova Amministrazione, con nuovi strumenti, principalmente quelli della digitalizzazione delle procedure, nella quale dare spazio all’attuale dotazione organica di personale che al suo interno ha ancora una importante quota di uomini e donne che vogliono essere messi alla prova e ai quali andrebbe data l’opportunità di crescere, crescere professionalmente, crescere nella qualifica, crescere economicamente, una volta tanto vorremmo che il Governo considerasse il personale regionale tutto la propria squadra e non l’avversario.

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Il sindacato è preoccupato … forse ci siamo!, del 19.12.2014, venerdì

Dicembre 19, 2014 in Noi non facciamo sindacato, Prima Pagina

Oggi ho ricevuto un comunicato congiunto delle federazioni del pubblico impiego di Cgil, Cisl e Uil … scrivono di essere stanche di essere prese in giro dal presidente Crocetta e proclamano lo stato di agitazione del comparto dei dipendenti della Regione Siciliana e minacciano di proclamare lo sciopero!1943-Sciopero-per-pace-e-pane

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Sindacati … primi segni di risveglio?, del 17.11.2014, lunedì

Novembre 17, 2014 in Noi non facciamo sindacato

Sono passati appena 7 giorni dalla pubblicazione del nostro post … Riforma della Regione targata Crocetta? Io non voglio subirla … e tu?, di Paolo Luparello … e qualche sindacato sembra aver maturato la stessa sensazione.1943-Sciopero-per-pace-e-pane

Non posso che complimentarmi con gli estensori dei due documenti che di seguito segnalo, sia per aver preso l’iniziativa su due tematiche che si stanno rivelando sensibili per molti dipendenti della Regione (e degli Enti controllati no?) sia per aver utilizzato un modello espositivo che certamente anche il presidente della Regione riuscirà a comprendere attesa la “tecnicalità” della materia. Su qualche argomento utilizzato a supporto delle tesi esposte avrei qualcosa da ridire ma ritengo che non sia opportuno fornire “frecce” all’arco della controparte … che dire … speriamo che oltre lo sforzo espositivo si riesca a smuovere le acque e avviare il confronto!

Per leggere i due documenti clicca sui link che seguono …

Un po’ più di nicchia l’intervento di un’altra sigla sindacale che così scrive ai propri iscritti …

“Caro Collega, ti informiamo che a seguito dell’attivazione delle procedure di raffreddamento e di conciliazione di cui alla Legge 146/90 il Dirigente Generale del Dipartimento BB.CC. e I.S. ci ha convocato per il giorno 13/11/2014 alle ore 16,00. Durante l’incontro l’ing. Salvatore Giglione ci ha fornito assicurazioni sulla sollecita definizione delle procedure per la sottoscrizione dei contratti individuali di lavoro della Dirigenza del Dipartimento (sede centrale ed uffici periferici). Ha dichiarato, altresì, che i tempi entro i quali saranno stipulati i contratti non potranno superare il corrente mese di novembre nel rispetto dei termini contenuti nella Circolare prot.n. 134123 del 27/10/2014 del Dipartimento Funzione Pubblica e del Personale. La DIRSI continuerà a monitorare la situazione fino alla stipula dei contratti individuali di tutti i dirigenti del Dipartimento BBCC. Ti preghiamo di comunicarci l’eventuale mancata stipula del tuo contratto entro la data del 22/11/2014 per sollecitarne la procedura. Continua nel frattempo il bombardamento mediatico contro la Dirigenza regionale che ieri, domenica ed a livello nazionale, ha investito, forse non a caso, proprio la Dirigenza dei Beni Culturali, e per cui domani incontreremo il quotidiano La Repubblica. Spiace certamente avere letto le dichiarazioni, virgolettate, dell’ing Salvatore Giglione evidentemente dimentico del fatto che prima che essere un Dirigente Generale, è un dirigente regionale inserito anche lui fin dalla sua costituzione, 17 maggio 2000, nello stesso RUD – Ruolo Unico della Dirigenza previsto da quella legge regionale che “in una notte del 2000” avrebbe “promosso mille funzionari a dirigenti ” (!!??!!). Nessuno dei 2490 dirigenti regionali in servizio alla data di entrata in vigore della L.R. 10/2000 e per ciò inquadrato nel RUD, è mai stato un funzionario, neanche il nostro ineffabile ing. Salvatore Giglione.”

Cosa aggiungere? Buon monitoraggio e speriamo che i ritardi nella stipula dei contratti non diventi materia di studio dell’assessorato … che in materia di archeologia qualche competenza la ha … magari non in quella “amministrativa”!

 

 

Vertenza Regione, Il governo non riceve i confederali!, del 18.02.2014, martedì

Febbraio 18, 2014 in Noi non facciamo sindacato

 

“SALTA L’INCONTRO CON IL GOVERNO REGIONALE SUI TAGLI IN FINANZIARIA, FP CGIL – CISL FP – UIL FPL: “RISPOSTE SUBITO O SARA’ MOBILITAZIONE”.” è il titolo del comunicato congiunto dei sindacati confederali sulla mancata convocazione da parte del presidente Crocetta. Fanno quasi tenerezza … pensavano realmente di essere convocati e soprattutto di ottenere qualcosa. Quello che invece fa meno tenerezza è un passaggio del comunicato … “…  I lavoratori della Regione e degli enti, dei Comuni, delle Province e delle partecipate aspettano risposte adeguate che diano garanzie sul loro futuro lavorativo e retributivo: già adesso molti enti non sono in condizione di garantire il regolare pagamento degli stipendi e la prosecuzione delle attività. …”  … ci si continua ad accomunare alle altre categorie di lavoratori del pubblico impiego sapendo bene che invece siamo una categoria, quella dei dipendenti della Regione Siciliana, di serie B rispetto a tutti gli altri che sembrano avere molta più considerazione di noi. Siamo noi che non abbiamo avuto il rinnovo contrattuale 2006-2009, siamo noi che vediamo continuamente decurtato il salario accessorio, siamo noi che veniamo costantemente offesi e dileggiati … a quando delle iniziative dei e per i “regionali”?

Se siete proprio curiosi il comunicato congiunto … 20140217_unitario_salta_incontro_presidente_regione

 

 

Che fortunati questi “regionali”!, del 19.11.2013, martedì

Novembre 19, 2013 in Post ad hoc

Grazie alla tenacia di una classe sindacale che non molla mai la presa una natale d’oro attende i dipendenti della Regione.

Alle amiche e agli amici del comparto non dirigenziale arriveranno i soldi del “piano di lavoro” che avrebbero dovuto realizzare nel corso del 2013 ma del quale vedranno soltanto il compenso … peccato … ci tenevano a fare bene! Ma a dicembre non ci sarà certo da riposarsi … una valanga di progetti obiettivo si sta abbattendo su alcuni dipartimenti! Si medita già di fermare le lancette prima della mezzanotte del 31 dicembre in modo che l’ultimo giorno dell’anno possa durare almeno 96 ore … se non di più!

Ma anche per la dirigenza ci sarà una “happy end”.

Dopo aver pasticciato per mesi mettendo qui e levando là, i dirigenti saranno finalmente contrattualizzati e dopo la “Madonna” e prima del “Natale” riceveranno i soldi dei tanto agognati contratti individuali … forse prenderanno anche la indennità di risultato degli anni passati!

Del recapito degli assegni si occuperà il presidente in persona!

Di sogni si trattava … forse di incubi … anche se qualcuno avrebbe volentieri sopportano l’incubo piuttosto che il direttore della banca dietro la porta. A lui delle promesse del presidente non importa un fico secco … conosce soltanto i biglietti della Zecca!

 

Abbiamo il FAMP … buona la seconda?, del 12.11.2013, martedì

Novembre 12, 2013 in Post ad hoc

Grandi squilli di tromba … i sindacati esultano per il secondo accordo sul FAMP nel giro di poche settimane … e siamo già al 12 novembre!

Ma è questo quello che serve agli amici del comparto?

  • La dichiarazione della Cisl-Fp

“Come anticipato, oggi siamo stati all’Aran per definire l’accordo sul FAMP 2013, cosa puntualmente avvenuta con la sottoscrizione di tutti gli attori…

Ancora una volta, la Cisl ha spinto per recuperare, RESPONSABILMENTE, il tempo perso da altri: dai sindacati autonomi, all’Assessore alla funzione pubblica, al dipartimento del bilancio ed alla giunta di governo.

Un seppur minimo risultato? L’aggiunta di altri 2/12 di acconto della quota del piano di lavoro che dai 7/12 passa adesso ai 9/12,

anche se un’altra occasione è andata comunque perduta e BEN DUE MESI di tempo si sono persi.

Nel merito, ad ulteriore conferma del tempo perso ed a garanzia del mantenimento degli standard retributivi del piano di lavoro degli anni precedenti, abbiamo preteso che i saldi dei fondi da estrapolare a monte  rimanessero invariati.

Abbiamo, inoltre sollecitato alcune dichiarazioni congiunte, OO.SS. Aran, per impegnare il governo ad unificare il fondo, per definire immediatamente tutte le contrattazioni decentrate integrative e per scongiurare che le risorse tra quelle attribuite ai dipartimenti non spese potessero andare in economia e quindi andare perse.

In allegato l’accordo e le dichiarazioni congiunte e di parte sindacale.”

  • La dichiarazione del Sadirs

“11 novembre 2013 – Firmato nel tardo pomeriggio, presso l’Aran, l’accordo definitivo sul Famp 2013 con le piccole rettifiche richieste dalla Giunta. Entro mercoledi la ratifica. Ottenuto, in piú, l’aumento dell’anticipazione del piano di lavoro a 9/12. Seguirá comunicato.”

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Il testo dell’accordo …  Ipotesi accordo FAMP 2013_11 novembre 2013

Cenone e mutuo lo paga il sindacato quest’anno!, del 10.11.2013, domenica

Novembre 10, 2013 in Post ad hoc

Per la serie “La dirigenza non sta bene … ma “mancu u cumpartu babbia””!

Ho sempre avuto il sospetto che al personale del comparto il sindacato dedicasse un po’ più di attenzione. Ammetto di essere stato malpensante.

Stop al premio per i regionali “Rispettare il Patto di stabilità”

Nella dirigenza abbiamo dirigenti che non vengono valutati da anni, ai quali non vengono rinnovati i contratti, ai quali vengono sospese le indennità legate agli incarichi, e non si tratta di casi isolati ma situazioni che interessano buona parte dei circa 1.700 dirigenti in servizio alla Regione. In tutto questo non ho notizia su cosa faccia il sindacato e quali azioni concrete metta in campo. Forse con lo stop ai rinnovi contrattuali collettivi sono stati anche sospesi i diritti sindacali?

Ma se il sindacato non si occupa della dirigenza avevo motivo di supporre che si occupasse almeno del resto del personale. A quanto pare, se lo fa, lo fa con scarsi risultati.

Il FAMP, fondo di amministrazione per il miglioramento della performance, è lo strumento attraverso il quale vengono erogate le risorse per la produttività che si realizza tramite la programmazione delle attività lavorative con i piani di lavoro e non solo. Con il FAMP si pagano anche quel po’ di straordinario che ancora si fa in alcuni uffici, alcune indennità (informatica, rischio, turnazione, consegnatario, cassiere, e qualche altra ancora). E sempre con il FAMP si pagano i progetti obiettivo. Gran parte di queste indennità sono relative allo svolgimento di prestazioni che vengono svolte nel corso dell’anno e sarebbe legittimo aspettarsi che a fronte di una prestazione resa venisse pagato il dovuto. Così come per il piano di lavoro si dovrebbe programmare all’inizio dell’anno il risultato da raggiungere in funzione del quale verrà erogata la “produttività”.

Detto ciò, come è tollerabile che si giunga praticamente a fine anno (tra meno di un mese tutti i mandati dovranno andare alla “cassa”) e ancora non si ha certezza sulle risorse che si hanno a disposizione? E’ tutta colpa dell’Amministrazione? E’ colpa dell’ARAN Sicilia? E i sindacati che cosa hanno fatto per impedire di arrivare a questo punto? Ci sono dipendenti che dal salario accessorio del FAMP traggono una parte del proprio reddito necessaria per far quadrare il magro bilancio familiare e si va dal migliaio e poco più di euro delle categorie più basse fino ad alcune migliaia di euro dei funzionari direttivi (se destinatari di indennità aggiuntive rispetto al piano di lavoro o di prestazioni in plus orario).

Si tratta dei soldi dei lavoratori che sono stati accantonati dai rinnovi contrattuali … perchè si deve arrivare all’ultimo minuto con il rischio concreto di dover aspettare il prossimo anno (non prima di maggio se come è probabile si andrà ancora una volta all’esercizio provvisorio) per percepirli?

O forse il Governo occhiuto e la ancora più occhiuta Ragioneria Generale della Regione (grazie alla quale siamo l’unico comparto di lavoratori pubblici ai quali non è stato riconosciuto il contratto collettivo di lavoro 2006-2009) hanno messo gli occhi sulle risorse della dirigenza e del comparto (complessivamente circa 80 milioni di euro) per cavare qualche castagna dal fuoco a un governo assillato dall’emergenza “pseudo-sociale”?

Naturalmente i sindacati vigilano … e mutuo e cenone ce lo pagano loro quest’anno!

P.S. Hanno ancora senso le risorse accantonate per i progetti obiettivo a favore di alcuni dipartimenti, sottraendole a tutto il personale, considerato che si avrà meno di un mese per realizzarli e quindi non ci sarà il tempo materiale per svolgere le ore di lavoro necessarie?

Il sindacato si agita … e che è successo?, del 07.11.2013, giovedì

Novembre 7, 2013 in Post ad hoc

Dopo una lunga fase di riflessione il sindacato è esploso.

C’è chi ha già indetto sit-in di protesta (con permesso per assemblea sindacale?) e chi accusa i sindacati autonomi di aver voluto tirare troppo la corda.

Morale della favola, siamo al 7 novembre e ancora di risorse del FAMP non si vede traccia.

Mi piacerebbe capire anche che fine faranno i soldi accantonati (si fa per dire) per i progetti obiettivo estrapolati a monte a favore di diversi dipartimenti … materialmente non c’è più il tempo per utilizzare tutte le risorse a disposizione (tranne che non si applichi una maggiorazione del 200% della remunerazione dell’ora di straordinario e che non si tengano aperti gli uffici di sabato e domenica … anche nel periodo natalizio … un modo per sviluppare il senso di appartenenza!).

Ma, a questo punto, non sarebbe meglio rimetterli sul piano di lavoro e distribuirli tra tutti i dipendenti?

Se il comparto non dirigenziale piange quello dirigenziale non è da meno.

Ancora non si ha notizia della contrattualizzazione dei dirigenti di tanti dipartimenti e a quelli che un contratto ce l’hanno sembra che verrà bloccata l’indennità fino a data da destinarsi.

Non c’è che dire … ci aspetta un magnifico Natale … ma non è che qualcuno ha pensato bene di farci fare la parte del tacchino per il pranzo di Natale? 50 milioni di € di Famp del comparto e una trentina di milioni di € per i contratti della dirigenza fanno nel complesso 80 milioni circa … chissà cosa ci farebbe (o ci farà) “l’animalista” che non vuole fare macelleria sociale!

Perchè il sindacato del comparto si sta svegliando soltanto adesso?

Perchè il sindacato della dirigenza continua a dormire sonni tranquilli?

Ma nel 2014 sarà tutto diverso … scadono i contratti di tanti dirigenti generali … e il sindacato ci stupirà con effetti speciali … persi i precari (per come sono messe le cose ci vorrà un miracolo!) forse si dedicheranno ai dipendenti di ruolo … sempre che siano rimasti iscritti dopo tanta trascuratezza!

Il sindacato vigila … meno male!, del 17.10.2013, giovedì

Ottobre 18, 2013 in Rassegna stampa

La Commissione europea contro l’Italia sulle pensioni … ora ci si mette anche la UE

Lazio, M5S: “Assunti troppi dirigenti”. La Regione: “Tutto regolare” … da Zingaretti non me lo aspettavo … ma almeno fa i bandi pubblici per reclutarli!

Manovra, sindacati pronti allo sciopero Il governo spiega le misure – Guarda … ottimo! Una vibrante protesta … quando ci vuole ci vuole … e chi sciopererà?

Il governo colpisce le pensioni d’oro … ma se sono d’oro queste, quelle dell’ARS come sono?

La legge di stabilità blocca stipendi e straordinari degli statali … e noi naturalmente seguiremo a ruota!

Quale sindacato?, del 08.09.2013, domenica

Settembre 8, 2013 in Post ad hoc

 

Non ricordo negli oramai circa vent’anni di lavoro alla Regione un periodo di maggiore tranquillità sul fronte sindacale. Sindacati che fino a ieri, con Cuffaro e con Lombardo, vergavano comunicati di fuoco con frequenza giornaliera oggi latitano dalle bacheche sindacali. E’ pur vero che oramai siamo nell’era del web e gli iscritti godono di siti dedicati, di newsletter puntuali, di sms tempestivi, mentre chi è fuori dal circolo (non iscritto) non riesce a percepire l’intenso lavorio dei tanti rappresentanti sindacali che laboriosamente ogni giorno curano le difese del nostro esercito di dipendenti.

Probabilmente il presidente Crocetta Rosario è riuscito a entrare nella giusta sintonia con i sindacati e i sindacati hanno capito il momento e la tensione rivoluzionaria del Crocetta Rosario e si fidano di quello che questi ha in mente per i dipendenti della Regione.

Archiviata quindi questa legislatura durante la quale il dialogo tra presidente e sindacati permetterà ai dipendenti regionali di ottenere tutto ciò che i tempi che stiamo vivendo possono permettere, proiettiamoci nel futuro quando l’esperienza del Crocetta Rosario terminerà, perchè come tutte le cose avrà un termine.

Il sindacato come lo conosciamo oggi è destinato a rimanere immutato?

Un sindacato al quale puoi dire tutto quello che vuoi ma che alla fine fa quello che solo alcuni vogliono.

Un sindacato che non riesce ad affrontare le famose questioni di principio (carriera, merito, condizioni di lavoro) ma al quale puoi solo chiedere trasferimenti, incarichi, indennità … ma non per tutti naturalmente.

Un sindacato chiuso al confronto con chicchessia eccetto che con gli iscritti, normalmente portatori di interessi particolari.

Un sindacato nel quale non è facile raggiungere ruoli decisionali se non si è in linea con il pensiero unico dei fondatori … si perchè alcuni sindacati sembrano proprio delle associazioni private chiuse al ricambio.

Ma, in effetti, come fa un sindacato così a riuscire ancora a fare iscritti e a tenerseli?

Perchè comunque il sindacato ha un ruolo, sempre più formale, e tanti dipendenti non negano una delega considerandola una forma di assicurazione contro gli eventi sfortunati. Il sindacato infatti non sempre riesce a farti ottenere quello che vorresti ma evita che ti possano succedere delle cose. C’era un sindacalista specializzato nella drammatizzazione. Quando aveva bisogno di deleghe diffondeva liste di trasferimenti, con la connivenza del dirigente generale di turno, e tutti quelli inseriti nelle liste subito si attivano per essere coperti dall’ala protettrice di quel sindacalista … cose d’altri tempi!

Ma al di là del folklore (chiamiamolo così) è accettabile che un sindacato che ha un ruolo e che dispone di strumenti per far valere le ragioni dei lavoratori sia ancora improntato a vecchie regole, le stesse regole che applica la politica contro la quale alziamo le nostre critiche da lavoratori?

I lavoratori hanno bisogno di un sindacato che ne faccia realmente gli interessi. Un lavoratore di un comparto non può pagare, senza che lui lo voglia, gli oneri di altri comparti di lavoro immolando i propri diritti sull’altare di una falsa solidarietà.

I lavoratori hanno bisogno di democrazia e nei luoghi di lavoro devono essere rappresentati da chi è in grado di rappresentarne le istanze e da chi viene eletto da tutti i lavoratori, al di là delle appartenenze alle diverse sigle. Quando vedremo anche alla Regione Siciliana le Rappresentanze Sindacali Unitarie (RSU) elette da tutti i lavoratori e non soltanto dagli iscritti al sindacato?

I lavoratori hanno bisogno di sindacati che ai livelli superiori a quelli dei luoghi di lavoro portino avanti le istanze dei lavoratori e non quelli personali e delle proprie parrocchie.

Ma probabilmente un sindacato così ognuno di noi lo ha già … non me ne ero accorto!

La rassegna stampa di Perchè no…, del 02.09.2013, lunedì

Settembre 3, 2013 in Rassegna stampa

 

Notiziona

  1. Ue a Italia, su fondi stop troppa influenza politica … ma che dicono mai questi “Soloni” della UE … influenza politica? Ma se non fosse proprio per la politica chissà cosa combinerebbero quei pasticcioni dei burocrati regionali … gli devono spiegare tutto … parola per parola, beneficiario per beneficiario, territorio per territorio … chissà cosa riuscirebbero a combinare se lasciati soli???

Dubbi amletici

  1. Addio allo Ial Sicilia: revocato l’accreditamento Dipendenti trasferiti al Ciapi di Priolo … ma si può fare? Quando c’è di mezzo Crocetta Rosario abbiamo capito che tutto è possibile, ma per i più “tignosi” quando conosceremo le motivazioni amministrative della revoca e la norma in base alla quale i dipendenti di un Ente passano armi e bagagli a un altro Ente?

Sindacato

  1. I docenti delle scuole siciliane al contrattacco: oggi a Palermo assemblea contro il blocco degli stipendi e contro lo sfascio del settore … e chissà cosa staranno organizzando i dipendenti della Regione! Sarà un autunno caldissimo … praticamente un freezer!!!

Cronache della crisi

  1. Visco: “Tagli recessivi, ma abbiamo evitato il peggio” … dobbiamo ringraziare anche se non sappiamo perchè!

  2. Con la stretta sulle polizze vita sale l’Irpef: sei milioni pagheranno 200 euro in più l’annoSaranno le polizze vita a pagare il conto della cancellazione dell’Imu … ma sta levata r’IMU quanto ni custerà?

  3. Esodati, andare in pensione prima si può: ecco le regole dell’Inps

  4. Ocse: Europa si stabilizza, ‘modesta ripresa’ in 2013 … si parla dell’Europa … Italia non pervenuta … Sicilia non partita!

  5. Benzina verso i 2 euro, rincari per 4 milioni di italiani in vacanza … l’avete voluta la vacanza settembrina? E quelli che restano a casa avranno lo sconto?

  6. Grecia e disoccupazione, serviranno 20 anni per tornare ai livelli pre-crisi … e da noi quanti secoli?

Governo

  1. Eolie, lo scandalo acqua che prosciuga i cittadini … a quando una conferenza stampa del presidente Crocetta Rosario? Magari direttamente dalle sale di qualche procura?

  2. Forestali/ Piove? Servizio antincendi dimezzato. Di notte, a Siracusa e dintorni, tutti a casa. E se nel buio spunterà un fuocherello… … la stampa si dovrebbe mettere d’accordo con se stessa. Una volta che quelli dell’anti-incendio vengono mandati a casa perchè piove criticano pure? Risparmiare qualche euro, che non c’è, non è possibile?

  3. Palermo, presentato programma triennale delle opere pubbliche … qualcuno che ha un programma almeno c’è!

  4. “Sindaco di Bergamo” Crocetta lancia la Stancheris … il fatto che gli abitanti di Bergamo siano “orobici” non vuol dire che hanno problemi di vista o disturbi della personalità. Sapranno quindi tenere nella dovuta considerazione “l’endorsement” del Crocetta Rosario!

Buono a sapersi

  1. Long drink/ In esclusiva i requisiti per entrare nell’Albo delle nomine di sottogoverno: essere stati candidati nel Megafono o raccomandati da Confindustria Sicilia…

  2. Bellini, Alessandra Diliberto s’insedia tra i “veleni” … sui dipendenti della Regione il presidente Crocetta Rosario non spende mai una parola buona però se c’è da affrontare che affare spinoso …

  3. Durc: da oggi arriva solo tramite Pec

Non siamo un sindacato, ma …, del 11.06.2013, martedì

Giugno 11, 2013 in Post ad hoc, Prima Pagina

Come abbiamo già avuto modo di scrivere, questi primi giorni del blog dell’Associazione servono per rodare il funzionamento dello staff che cura la produzione e la pubblicazione dei post. Forse non troverete molto interessanti i contenuti fino a oggi pubblicati e speriamo presto di arricchire l’offerta informativa con post dedicati alla realtà lavorativa in cui viviamo. E qui sarà fondamentale il contributo dei tanti colleghi che ci seguono che ci dovranno far pervenire notizie che ci daranno lo spunto per affrontare i temi che ci verranno segnalati.

Certo, non potremo mai competere con l’offerta informativa che le tante sigle sindacali dei dipendenti regionali offrono quotidianamente, con comunicati e resoconti sulle attività poste in essere e sui risultati raggiunti che vengono costantemente pubblicati sui siti web ufficiali e sui diversi social network presso i quali hanno attivato pagine dedicate … senza parlare di mail ed sms … grandi sindacati!.

Ricordo sempre che noi dell’Associazione non godiamo di aspettative sindacali ne di permessi sindacali e quindi quel poco che riusciremo a fare lo faremo togliendo un po’ di tempo alle nostre famiglie e ai nostri hobbies.

C’è da dire, però, che per noi fare questo lavoro è un piacere … per i sindacati è un dovere!

In effetti una riflessione sul ruolo del sindacato nell’era del web e soprattutto di quello 2.0 andrebbe fatta! Vogliamo istituire un premio per il sindacato più online?

 

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