Diario di Fedro, 22 marzo Covid-19

22 Marzo 2020 in Post ad hoc, Prima Pagina

La città sembra ferma. Solo qualche imposta aperta dà una parvenza di vita all’interno di qualche abitazione. Nessun rumore. L’acufene riesce a sovrastare tutto come se anziché essere al mezzodì fossimo a notte inoltrata. Riscopro piccoli piaceri. Temevo che l’isolamento potesse far esplodere una fame nervosa. Invece no, riesco a rispettare quel minimo di tabella che mi sono dato e non faccio nemmeno fatica.

Sono al settimo giorno di isolamento. Il mio non è un isolamento stretto, devo continuare ad andare a lavorare, ma il numero di persone che incontro in presenza sono oramai ridotte al lumicino, le strette necessarie, tutte le altre, fortunatamente lavorano da casa.

Sto bene con me stesso, lo pensavo anche prima del Covid-19, ma adesso ne sto avendo la prova, anche se giorno dopo giorno sarà come avventurarsi in un territorio sconosciuto. Sarà un modo per conoscermi meglio.

Le emozioni che provo a seguito della notizie che giungono sono tante e mi spingono a scrivere e a interagire tramite i social. Ogni tanto mando qualche messaggio alla mia rete di contatti, è aumentato il numero di risposte, segno che non sono soltanto io a provare certe emozioni. Certe risposte mi toccano il cuore. Avverti l’ansia. l’angoscia, anche la solidarietà.

Domani inizierà una nuova settimana. Aspetteremo il famoso picco, con il suo carico di nuovi abbandoni. Si vive alla giornata.

Non mi manca nulla, ma non perchè ho tutto ma perchè sono abituato a non avere nulla!