174, Adotta un libro, La morte ha i capelli lunghi, di Martha Grimes, 02 marzo 2026

La morte ha i capelli lunghi, di Martha Grimes Pag.163 Nel giallo La morte ha i capelli lunghi, due giovani donne, Sheila Broome autostoppista e Ivy Childess commessa, vengono trovate strangolate con una sciarpa; entrambe hanno lunghi capelli, dettaglio che lega i delitti e alimenta l’ipotesi di un serial killer. L’indagine si muove tra Londra
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173, Adotta un libro, La scalata, di Stephen Frey, 02 marzo 2026

La scalata, di Stephen Frey Pag.360 La scalata è un thriller finanziario ambientato tra le grandi banche d’investimento di New York, dove il giovane banchiere Andrew Falcon ottiene l’incarico di guidare la più grande OPA ostile della storia di Wall Street, puntando su un compenso multimilionario per riscattare una carriera in rovina. Man mano che
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172, Adotta un libro, I delitti del mosaico, di Giulio Leoni, 02 marzo 2026

I delitti del mosaico, di Giulio Leoni Pag.300 Nel 1300, appena nominato priore di Firenze, Dante Alighieri è chiamato a indagare sulla morte di un maestro comacino, soffocato con la calce viva e abbandonato ai piedi di un enorme mosaico incompiuto, destinato a ornare la chiesa di San Giuda, futura sede dello Studium cittadino. I
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171, Adotta un libro, Si riparano bambole, di Antonio Pizzuto, 02 marzo 2026

Si riparano bambole, di Antonio Pizzuto Pag.270 La vita di Profi, funzionario di polizia, è narrata in frammenti che ne seguono il percorso dall’infanzia alla vecchiaia, come fotogrammi di un film montati in sequenze libere. Tra il paese natale e la città, tra la casa dell’infanzia e l’ufficio, la memoria ricompone episodi minuti, presenze familiari,
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170, Adotta un libro, Il fondo avvoltoio, di Stephen Frey, 02 marzo 2026

Il fondo avvoltoio, di Stephen Frey Pag.350 Mace McLain, giovane e brillante banker della potentissima Walker Price di Wall Street, viene scelto per gestire un «vulture fund» da due miliardi di dollari, destinato a speculare sul crack del mercato immobiliare di Manhattan. Ben presto si accorge che l’operazione nasconde qualcosa di oscuro: un campo paramilitare
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Personale cercasi, del 06.11.2013, mercoledì

6 Novembre 2013 in Personale cercasi

 

Quando leggo questi atti di interpello, specialmente quelli relativi a personale non dirigenziale, non riesco a non domandarmi se il dipartimento delle funzione pubblica ha esatta contezza della qualificazione professionale del proprio personale.

Nel caso dell’interpello del dipartimento energia trovo poi singolare che si cerchino indifferentemente dirigenti e funzionari, per un periodo determinato (3 mesi), offrendo ai primi un incarico di studio e ai secondi delle ore di straordinario … siamo oramai alla PA creativa!

 

Eventi, del 06.11.2013, mercoledì

6 Novembre 2013 in Eventi

 

Nel X anniversario della scomparsa di Alberto Bombace (1934-2003)

L’Assessore regionale dei beni culturali e dell’identità siciliana, Mariarita Sgarlata

Il Dirigente generale del Dipartimento dei beni culturali e dell’identità siciliana, Sergio Gelardi

Il Direttore della Biblioteca centrale della Regione “A. Bombace”, Francesco Vergara Caffarelli

invitano a partecipare alla Giornata di Studio

“Alberto Bombace e la cultura in Sicilia”

che avrà luogo l’8 novembre 2013

presso la sede della Biblioteca centrale della Regione siciliana

Corso Vittorio Emanuele 429-431 Palermo

 

Per saperne di più…  Invito per Giornata di studio su Alberto Bombace 8 novembre 2013

Per riflettere, del 05.11.2013, martedì

5 Novembre 2013 in La frase del giorno

bonatti

Un bel pomeriggio di … chiacchiere, del 05.11.2013, martedì

5 Novembre 2013 in Post ad hoc

Questo pomeriggio ho partecipato all’incontro pubblico promosso dai colleghi Lino Buscemi e Rosaria Cicala sul tema “Liberare la burocrazia dal political patronage” e del quale abbiamo dato notizia con il post … Incontro pubblco per la liberazione dal “political patronage”, del 04.11.2013, lunedì.

All’incontro sono intervenuti il prof. Antonio La Spina (ordinario di sociologia giuridica – Università degli Studi di Palermo Docente LUISS – ROMA), il prof. Alessandro Bellavista (ordinario di diritto del Lavoro – Università degli Studi di Palermo) e il prof. Lorenzo Saltari – Associato di diritto pubblico – Università degli Studi di Palermo).

A seguire sono intervenuti Lino Buscemi e vari colleghi.

Tutti i docenti relatori hanno proposto analisi che ben conosciamo sulla situazione della dirigenza regionale ma non sono emerse delle proposte concrete su come opporsi alla “disapplicazione” sistematica delle leggi e dei contratti di lavoro di fronte alla quale mi è sembrato di registrare una sostanziale apertura di braccia rinviando a ciò che deciderà la magistratura nei diversi gradi di giudizio per chi avrà i soldi, la voglia e il coraggio di adire le vie legali.

Solito cahier de doleance ho registrato negli interventi dei colleghi che sono intervenuti ognuno dei quali ha finito per raccontare la propria storia di ordinaria vessazione. Raccontarsi le proprie disavventure di tanto in tanto fa bene ma non posso che essere d’accordo con l’amico Ino Genchi che ha lamentato la solitudine nella quale ha combattuto la sua personale battaglia che lo ha portato ad avvistare già tanti anni or sono quei limiti della legge di riforma che oggi viviamo diffusamente sulla nostra pelle. Ma oggi dire “io lo dicevo” non so quale soddisfazione possa dare se poi non ci si sforza di provare a trovare delle soluzioni e soprattutto delle azioni concrete per ristabilire il primato della norma.

Per motivi personali non ho potuto seguire tutto l’incontro e quindi non ho potuto sentire gli interventi a partire dalla collega Balletta in poi e non ho neanche avuto modo di intervenire.

Cosa avrei voluto dire.

Al professore La Spina avrei voluto dire che siamo stufi di controllo di gestione fantasma, di valutazione della dirigenza fine a se stessa, di ciclo della performance vissuto come mero adempimento, se poi tutto questo serve soltanto per attirarci le critiche del mondo intero che non crede ai risultati che diciamo di avere raggiunto, senza trascurare i ritardi e lo sfasamento temporale tra attività reali, momento della programmazione e valutazione dei risultati. E di tutto questo la responsabilità non è dei dirigenti e dei dipendenti ma dei vertici politici e amministrativi che non vogliono mani legate a valutazioni oggettive che poi impedirebbero il libero arbitrio di cui vogliono disporre.

Al professore Bellavista avrei voluto puntualizzare che la clausola di salvaguardia non è una norma illegittima ma una norma contrattuale vigente e che la sua esistenza non determina alcun danno erariale in quanto il budget per la contrattualizzazione dei dirigenti è fissato contrattualmente e quindi non può determinare alcun sforamento e aggravio di costi.

Dell’intervento del professor Saltari ho apprezzato la chiarezza e la sintesi oltre che la brevità … non saprei dire se il far tornare il contenzioso del lavoro per il pubblico impiego al giudice amministrativo può essere una soluzione alla illogicità di certe decisioni del giudice del lavoro attuale … avremmo soprattutto bisogno di tempi stretti, ma questo vale per tutta la giustizia in generale. Certamente un deterrente a certi comportamenti potrebbe essere la responsabilità civile del dirigente generale che dovrebbe essere lui a pagare in caso di perdita del contenzioso e non l’Amministrazione … ma non dovrebbe già essere così?

Mi sarebbe piaciuto che a un incontro così partecipato, almeno una cinquantina di presenze, si fosse provato a volare un po’ più alto … limitarsi a rivendicare pensionamenti non credo che faccia fare molta strada … e a provare a immaginare azioni concrete contro l’azione sistematica messa in atto dal governo regionale di disapplicazione di tutte le norme che sottraggono alla discrezionalità politica le decisioni.

Possibile che un governo possa sistematicamente decidere di invadere il campo della gestione dell’amministrazione che spetta alla dirigenza senza che ci sia una possibilità di denunciare tutto ciò a una qualche autorità che possa provvedere al ripristino dei ruoli?

Non sono un esperto di diritto penale ma credo che ci sia una differenza tra un singolo governante che decide di violare la legge e un intero governo che decide di fare altrettanto … possibile che i lavoratori, i sindacati, le forze politiche di opposizione, la parte “sana” delle forze politiche di maggioranza non hanno a chi rivolgersi per denunciare tutto ciò?

Mi sarebbe piaciuto che i professori avessero risposto a queste domande.

Mi sembra invece di capire che è in corso una rivoluzione e durante una rivoluzione vige una legislazione speciale nota soltanto al o ai rivoluzionari.

Prima dell’inizio dell’incontro ho avuto modo di scambiare quattro chiacchiere con diversi colleghi. Non me ne ero reso conto ma alcuni colleghi mi hanno fatto toccare con mano … sulla loro pelle … il dato di fatto che la famosa e odiatissima “clausola di salvaguardia” del contratto dirigenziale (una norma di civiltà dico io … ma non la pensa allo stesso modo una Corte dei Conti miope e forse un po’ rancorosa) viene sistematicamente “disapplicata”. Non sono pochi, e sono distribuiti in diversi dipartimenti regionali, i dirigenti ai quali nonostante non siano state mosse contestazioni per scarso rendimento o per valutazioni negative sul loro operato non sono stati proposti incarichi e non è stata garantita “la ancora vigente” clausola di salvaguardia. Trovo questo comportamento deprecabile e ritengo che, a differenza di come la pensa il professore Bellavista, i dirigenti generali stiano incorrendo, questa volta si, in un danno erariale. La recente sentenza che dopo 10 anni ha dato ragione a una collega del dipartimento territorio dovrebbe far riflettere i dirigenti generali, i direttori delle ragionerie centrali e la procura della Corte dei Conti.

Dovrebbe far riflettere i dirigenti generali perchè si stanno rendendo colpevoli della violazione di una norma contrattuale con effetti economici.

Dovrebbe far riflettere i direttori delle ragionerie centrali che spesso sono entrati nel merito di contratti sottoposti a registrazione e che adesso stanno registrando dei contratti dirigenziali senza aver verificato se il dirigente generale sta tenendo conto della norma di salvaguardia (dovrebbero acquisire una espressa rinuncia del dirigente che vanta il diritto alla clausola).

Dovrebbe far riflettere la procura della Corte dei Conti perchè sulle disastrate casse regionali si potrebbe abbattere anche questo piccolo “tsunami”.

Perchè non si avvia un censimento di tutti i dirigenti ai quali è stata negata la clausola di salvaguardia e si comincia a capire di che cifre l’Amministrazione si dovrà fare carico quando i dirigenti vessati vinceranno le cause?

Ecco, dall’incontro di oggi mi sarei aspettato delle iniziative concrete … quelle da me qui proposte sono soltanto delle libere riflessioni di un agronomo che però le sottoporrà all’attenzione dei colleghi e dell’avvocato Franco Castaldi (già avvocato generale della Regione) nel corso del prossimo incontro della Associazione “Perchè no…qualcosa si muove” … se ne volete sapere di più vi rimando al link … Legalità, tra relativismo e ortodossia … ovvero … anche i buoni devono rispettare la legge?, del 31.10.2013, mercoledì … e vi anticipo che ci ha assicurato la sua presenza anche una vecchia conoscenza dei dipendenti della Regione … il dott. Francesco Paolo B… chi verrà vedrà!

Invito i colleghi ai quali non è stata assicurata la clausola di salvaguardia di farci sapere il nome del dirigente generale inadempiente e l’importo del contratto scaduto o rescisso … nel rispetto della “privacy” ci limiteremo a quantificare quale danno ogni dirigente generale potrebbe provocare … se poi questa attività se la volesse intestare un sindacato degno di questo nome … ne saremmo tutti più contenti! Scrivete a info@perchenosicilia.org

L’angolo di Romeo, del 05.11.2013, martedì

5 Novembre 2013 in Rassegna stampa

  1. Titanic Sicilia, quando la Regione autonoma rischiò il fallimento … e siccome siamo nel Mediterraneo, non possiamo addossarne la colpa ad iceberg vaganti …

  2. Uno sberleffo in tempo di crisi … una volta tanto non si (s)parla di dipendenti regionali (ma restiamo comunque nei “dintorni”…). Vorrei però far notare al solerte giornalista un altro clamoroso esempio di scarsa “motivazione”, nello svolgimento del compito assegnato, in campo pubblico: l’essere stati miracolosamente eletti deputati o senatori sol perchè inseriti in posti e liste blindati, non dovrebbe essere sufficiente, come “motivazione”, a tentare di perseguire al meglio l’interesse del Paese, evitando invece di curare solo il proprio?

  3. Mafialeaks.org, documenti in rete contro la criminalità … e com’è che questa pensata non l’ha avuta il nostro “presidente antimafioso”?

  4. Francesca, mamma oltre il mistero della Morte. Ai tre figli diceva: «Vado in un posto bellissimo»

  5. La sepoltura low cost al tempo della crisi … non è comunque un problema legato solo all’indigenza. C’è anche chi, pur avendo avuto la possibilità di provvedere in vita, preferisce lasciare l’incombenza agli eredi …

News istituzionali, del 05.11.2013, martedì

5 Novembre 2013 in News istituzionali

Riflessioni di Massimo Greco, del 05.11.2013, martedì

5 Novembre 2013 in Post ad hoc

Riceviamo e divulghiamo dall’amico Massimo Greco

 

“Segnalo il link di una mia riflessione ”

Massimo Greco

 

“Le vie per l’accesso alla Dirigenza pubblica non  sono infinite“

Ringrazio l’amico Massimo Greco per questa sua puntuale riflessione che dovrebbe costituire un punto di riferimento per chi vuole tutelare i propri diritti e anche per chi “amministra giustizia” … sempre che voglia operare ne rispetto della legge … se poi vuole fare altro escono certe sentenze che gridano vendetta. Il tema affrontato da Massimo Greco, e che avevo trattato in un post su questo blog, è quello relativo all’incarico di direttore dell’ERSU di Enna per il quale il giudice del lavoro, in primo grado, ha dato ragione al commissario dell’ente che ha preferito affidare l’incarico a un funzionario direttivo piuttosto che al dirigente di ruolo in servizio presso l’ERSU e che in precedenza aveva già ricoperto l’incarico.

Personale cercasi, del 05.11.2013, martedì

5 Novembre 2013 in Personale cercasi

 

Ai dipendenti della Regione Siciliana diciamo …, del 04.11.2013, lunedì

5 Novembre 2013 in Post ad hoc

In occasione della pubblicazione di alcuni articoli che prendono di mira i dipendenti della Regione Siciliana mi pervengono, così come mi pervenivano quando svolgevo attività sindacale, delle sollecitazioni a prendere carta e penna e scrivere “una vibrante” lettera di protesta contro il giornalista di turno (quasi sempre lo stesso che si è oramai specializzato sull’argomento).

Ho provato a scrivere, a commentare, ma non sembra che le voci a difesa della categoria siano ben accette.

Cosa fare?

Bella domanda.

Se fossimo una categoria coesa e avessimo un forte senso di appartenenza probabilmente la nostra reazione potrebbe essere efficace. Potremmo mettere in atto azioni di boicottaggio nei confronti di quella o quelle testate che mettendosi sotto i piedi, se lo hanno, il codice deontologico si sbizzariscono a scrivere, prendendo spunto da alcune notizie periodiche (ipotesi di rinnovi contrattuali, tassi di assenza, piano assistenziale, accordi sul salario accessorio), una serie di inesattezze finalizzate regolarmente a mettere alla berlina i dipendenti della Regione Siciliana e sollecitare nell’opinione pubblica dei sentimenti di astio e di disprezzo.

Ma siccome non siamo una categoria coesa e soltanto in pochi sentiamo un senso di appartenenza a questa Regione, la maggioranza dei dipendenti della Regione si comporta come il “Peppino” di quell’aneddoto in cui non ricordo se Totò o altro comico prendeva un sacco di sberle e continuava a ridere e che alla domanda della “spalla” su come mai ridesse nonostante le sberle quello gli rispondeva … “mica mi chiamo Peppino”!

Molti di noi sono convinti che in quegli articoli non si parli di noi ma degli altri regionali, quelli che non vogliono fare nulla, che si assentano un giorno si e l’altro pure.

Purtroppo in quegli articoli si parla di tutti noi perchè di fronte alle generalizzazioni di certi articoli l’opinione pubblica non distingue e fa di tutta l’erba un fascio, e la prova la si ha quando gli utenti si meravigliano quando incontrano nei nostri uffici dei funzionari solerti che forniscono le risposte che questi si attendono.

Naturalmente anche noi sappiamo che ci sono “colleghi” dai quali siamo lontani anni luce per modo di intendere il nostro ruolo di dipendente pubblico e di spirito di servizio ma questo non vuol dire che si possono accettare le generalizzazioni sommarie e ci si aspetterebbe che dei giornalisti degni di questo nome facessero nomi e cognomi e indicassero gli uffici in cui si registrano certi malcostumi … ma questo significherebbe fare un giornalismo d’inchiesta mentre questi non sanno andare oltre i luoghi comuni e i classici “discorsi da caffè”!

Vale quindi la pena replicare a questi “studiosi del costume”?

Proviamo a vedere chi potrebbe rispondere.

Potremmo rispondere noi dell’Associazione “Perchè no…qualcosa si muove”, ma su quali basi potremmo replicare? Noi personalmente conosciamo tanti colleghi ma non certo tutti quelli della Regione Siciliana. La nostra difesa potrebbe apparire una difesa d’ufficio dove alle generalizzazioni negative della stampa opporremmo le nostre generalizzazioni positive. Potremmo semplicemente contestare le eventuali inesattezze e stigmatizzare le generalizzazioni. Probabilmente riscuoteremmo il plauso di chi segue il nostro blog ma i lettori delle testate che ci denigrano non vedrebbero mai le nostre repliche su quelle testate perchè non le pubblicheranno mai … avete mai visto un giornale che ammette la propria superficialità e parzialità?

Potrebbero rispondere i sindacati. Ai sindacati sono iscritti la maggioranza dei dipendenti regionali. I sindacati dovrebbero conoscere tutta la popolazione dei lavoratori della Regione. Sarebbero quindi i soggetti che potrebbero argomentare meglio le qualità dei lavoratori della Regione. Purtroppo anche loro non godono di molto credito … avete mai visto una replica dei sindacati alle accuse di certi quotidiani? Avranno sicuramente scritto ma delle loro repliche chi ha visto qualcosa?

Potrebbero rispondere i vertici istituzionali, parlo dell’assessore alla funzione pubblica e al dirigente generale della funzione pubblica. Ma il loro silenzio è semplicemente assordante. Il loro silenzio di fronte alla faziosità di certi articoli e alla imprecisione degli stessi è un avallo a quanto in essi affermato. E dire che loro dispongono di dati e informazioni inoppugnabili … sono o non sono la funzione pubblica della Regione Siciliana o dobbiamo credere alle malelingue che hanno battezzato quell’assessorato “alla finzione pubblica”? E questa è storia vecchia. Mi aiutate a ricordare quale è stato l’ultimo presidente, assessore o dirigente generale che ha contestato la veridicità di certi articoli e ha invitato a un maggior rispetto nei confronti dei lavoratori della Regione Siciliana?

Prima o poi spero di assistere alle gesta di un presidente, di un assessore e di un dirigente generale che prendano in mano le sorti di questo esercito allo sbando e finalmente lo organizzino per affrontare quelle battaglie che potremmo vincere ma che qualcuno dimentica di combattere preferendo un più rilassante deserto dei tartari!

Detto questo vi invito a scrivere a noi quello che vorreste vedere pubblicato contro certi articoli.

Vi invito inoltre a non commentare quelle notizie sulle testate “on line”, lasciate che sia quella cricca di commentatori anonimi repressi e biliosi, peraltro molto contenuta, a movimentare quei post … sempre che dietro quei “nickname” improponibili non si celino degli addetti ai lavori … con la disoccupazione che c’è tra i pennivendoli!

Incontro pubblco per la liberazione dal “political patronage”, del 04.11.2013, lunedì

4 Novembre 2013 in Eventi

Ricevo dall’amica Rosaria Cicala e divulgo

“Gentile Collega,

ti confermo che domani Martedì 5 novembre 2013 –alle ore 15.30 –  si terrà presso l’Istituto P. Arrupe  sito in Via Franz Lehar, n.6 Palermo l’incontro pubblico

<Liberare la burocrazia dal political patronage>

 nel corso del quale interverranno autorevoli esponenti del mondo accademico e professionale.

Obiettivo dell’incontro è la legalità  delle Istituzioni pubbliche attraverso il rispetto delle leggi e delle regole che disciplinano la dirigenza pubblica ed il conferimento degli incarichi dirigenziali, nonché la valutazione della dirigenza stessa  per una reale meritocrazia, come prioritario impegno per la prevenzione della corruzione e per garantire il buon andamento e l’imparzialità di una Regione al servizio dei cittadini Siciliani e  per lo sviluppo socio economico dell’isola.

Per la riduzione del costo della dirigenza, sarà trattato il tema dell’effettiva riduzione del numero di dirigenti in servizio e del prepensionamento dei più anziani in  possesso dei requisiti previsti dalle leggi sulla  spending review ( art.2 D.L. n.95 del 2012- riduzione organico dirigenti 20%)

Programma

ore 15.30

Introduzione lavori  ai quali  interverranno:

  • Prof. Antonio La Spina – ordinario di sociologia giuridica-   Università degli Studi di Palermo Docente LUISS – ROMA

  • Prof. Alessandro Bellavista – ordinario di diritto del Lavoro -’Università degli Studi di Palermo

  • Prof. Lorenzo Saltari  –  Associato di diritto pubblico  ’Università degli Studi di Palermo

Dopo l’intervento dei relatori  seguirà il dibattito e  la elaborazione di documento conclusivo da inoltrare al Governo regionale.

L’incontro pubblico di intellettuali,professionisti e dirigenti destinato a far assumere alla classe politica ogni responsabilità correlata alla gestione della dirigenza nella Regione Siciliana, anche come impegno per la prevenzione della corruzione.

L’iniziativa nasce dall’apprezzamento degli autorevoli interventi del Prof. Alessandro Bellavista –ordinario di diritto del Lavoro nell’Università di Palermo  (6 settembre 2013 su La Repubblica Palermo) che colgono  con chiarezza il bisogno di legalità  delle Istituzioni pubbliche attraverso le regole che disciplinano la dirigenza pubblica ed il conferimento degli incarichi dirigenziali nel rispetto delle regole e della meritocrazia, come prioritario impegno per la prevenzione della corruzione e per garantire il buon andamento e l’imparzialità di un’Amministrazione al servizio dei Siciliani.

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Spero di poter prendere parte all’incontro … anche se sto diventando un po’ refrattario alle iniziative solo per dirigenti! Paolo Luparello

 

L’angolo di Romeo, del 04.11.2013, lunedì

4 Novembre 2013 in Rassegna stampa

  1. Monterosso: “Stop ai finanziamenti agli enti, o faccio causa a Corsello e Regione” … hai capito, la “volpona”! …

  2. Il paese che perde i suoi giovani … è un Paese senza futuro?

  3. I Pupi Siciliani diventano patrimonio dell’Unesco … dei “pupari”, però, è meglio non parlare …

  4. Regione, domani a Palermo convegno sui dirigenti … per chi è interessato …

  5. Sel e i costi di fabbricazione dell’euro: “Per fare un centesimo ne spendiamo quattro” … è inutile, con i conti non ci sappiamo proprio fare …

News istituzionali, del 04.11.2013, lunedì

4 Novembre 2013 in News istituzionali

  • Una selezione dalla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana del 31 ottobre 2013, giovedì

  • Una selezione dalla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana  n. 254 del 29 ottobre 2013

  • Una selezione dalla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana  n. 255 del 30 ottobre 2013

  • Una selezione dalla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana  n. 256 del 31 ottobre 2013

  • PA.net – novità lunedì 4 novembre 2013

  • Newsletter PAQ – Numero 57 – Ottobre 2013

  Leggi il resto di questa voce →

Per riflettere, del 03.11.2013, domenica

3 Novembre 2013 in La frase del giorno

shakespeareDa Facebook, postato da Luisa Balsamo

Lui ha festeggiato un anno di rivoluzione … noi di bile!, del 03.11.2013, domenica

3 Novembre 2013 in Cronache dal Governo

 

E’ stato un anno di tanti annunci … fatti un po’ meno … e qualcuno si prende la briga di tenere aggiornato il conto … Crocetta, un anno dopo Un Rosario di annunci … chissà cosa ci riservano i prossimi 4 anni! Perchè dopo la “provo di forza” del voto sulla mozione di sfiducia che gli ha consegnato una “solida” maggioranza … 46 … e tanti altri potenziali “sostenitori” … Chi mancava alla sfiducia? Ecco gli assenti a Sala d’Ercole … il presidente Crocetta navigherà spedito verso la meta della fine naturale della legislatura … sempre che non perda qualche coccio per strada … Tra Udc e Articolo 4 è scontro totale Per Crocetta si apre un altro fronte …

A proposito di crisi … ma non per tutti!, del 03.11.2013, domenica

3 Novembre 2013 in Crisi

 

Mentre il Paese va in malora e non si sa dove trovare i soldi per nulla che cosa ti inventa qualcuno?

Lo “scivolo” per i militari … e che scivolo! … Dieci anni di stipendio senza lavoro Lo «scivolo d’oro» dei militari italiani

Come fa un Governo a essere credibile se dice che ti abbassa le tasse e poi qualcuno fa i conti e scopre che … Legge di stabilità, Cgia: “Nel 2014 pagheremo 1,1 miliardi di tasse in più” … ma il Governo insiste … Legge di stabilità, il Tesoro promette: “Un miliardo di tasse in meno per le famiglie” … a chi dobbiamo credere?

E poi si scopre pure che … Fondi Ue a rischio: Italia in ritardo sui progetti per il Sud

Ma la crisi continua a colpire e gli italiani in qualche modo devono pur quadrare i bilanci familiari e … A causa della crisi uno su tre rinuncia al dentista

E si arriva anche a chiedere … Caro Gino Strada, apri un ospedale in Calabria … e se gli affidassimo il Ministero della Salute per i prossimi 10 anni?

Ma almeno una nota positiva sembra esserci … La scuola assumerà in tre anni 69mila insegnanti

Meno male che il sindacato difende i lavoratori … alcuni un po’ meno …

… Il blocco degli stipendi della PA … e se ci facessimo rappresentare dai sindacati dei militari che hanno partorito lo “scivolo d’oro”?

… Corte dei Conti: Governo severo su pubblico impiego, rischio “degrado dei servizi” … ci difendono anche i magistrati della Corte dei Conti, tranne quelli della Sicilia … naturalmente,

Per la politica invece la crisi non esiste e si capisce perchè … Dai consulenti ai portaborse, più di un milione di persone vivono di politica … ma se si tornasse ai tempi di Atene?

 

Lettera aperta a Pippo Russo di “Io mi arruolo”, del 03.11.2013, domenica

3 Novembre 2013 in Post ad hoc

Lettera aperta a Pippo Russo del movimento “Io mi arruolo”

Caro Pippo,

non ti nascondo che seguo con curiosità la tua iniziativa che non spero sia solo la tua. Mi spiego. E’ sempre necessario che ci sia qualcuno che faccia da promotore e da aggregatore, ma è anche opportuno che dietro di lui, ma meglio accanto a lui, ci siano altri uomini e donne con i quali condivide il progetto.

In questi giorni viviamo sulla nostra pelle il pericolo di un uomo solo al comando. Pericolo che è ben noto sin dalla antichità.

In questi giorni sto leggendo un libro dal quale traggo il seguente passo …

“Secondo me, disse, è auspicabile che non ci sia più un solo uomo a governarci; essere governati da un uomo solo non è né giusto né piacevole. Guardate fino a che punto è giunta la tirannia di Cambise. Come si può considerare la monarchia equilibrata, se permette a un uomo di fare ciò che vuole senza dover rispondere delle proprie azioni? Tale licenza è sufficiente per corrompere il più degno degli uomini. Date a una sola persona questo potere e subito le sue innumerevoli doti lo gonfieranno di superbia, mentre l’invidia, che è così naturale negli uomini, non potrà che crescere in lui. Superbia e invidia insieme racchiudono tutti i mali, ed entrambe portano ad atti di violenza. E’ vero che i re, possedendo tutto ciò che il cuore possa desiderare, dovrebbero essere privi d’invidia, ma nella loro condotta si vede il contrario. Sono gelosi dei più virtuosi tra i loro sudditi e ne desiderano la morte, mentre si compiacciono di quelli tra loro che sono più vili e meschini, con l’orecchio sempre ben disposto ad ascoltare le maldicenze. Un re, inoltre, non è coerente con se stesso più di ogni altro uomo. Fategli la corte con moderazione, e si arrabbierà perchè non gli mostrate abbastanza rispetto; mostrategli grande rispetto, e si offenderà di nuovo, perchè, dice lui, cercate di adularlo. Ma la cosa peggiore di tutte è che non rispetta le leggi del paese, fa uccidere gli uomini senza processo e sottopone le donne a violenza. La legge dei molti, al contrario, tanto per cominciare ha il nome più bello, ovvero democrazia; inoltre è priva di tutte le atrocità che i re commettono fin troppo spesso. In una democrazia le cariche sono estratte a sorte, i magistrati rispondono per le proprie azioni e i provvedimenti sono presi dalla comunità. Propongo pertanto di sbarazzarci della monarchia e di innalzare il popolo al potere. Perchè il popolo è tutto.”

Oggi le “violenze” dell’uomo solo al comando sono diverse da quelle dell’antichità ma non per questo fanno meno male a chi subisce l’arbitrio e la maldicenza.

Tornando al movimento di cui ti sei fatto promotore, mi piacerebbe sapere come esso intende gestire due tematiche alle quali “alcuni” di noi dipendenti regionali guardiamo con un po’ di preoccupazione.

La prima tematica riguarda l’affidamento di qualsiasi incarico alla Regione Siciliana come in qualsiasi altro ente locale. Sia che si tratti di un incarico dirigenziale sia che si tratti di una consulenza o un ruolo all’interno di Enti e società. Non pensi che sarebbe opportuno che qualsiasi incarico di competenza del governo, e dell’ente in generale, fosse preceduto da un avviso pubblico e da una valutazione delle candidature presentate?

La seconda tematica riguarda tutte le forme di precariato. Mi domando sempre più spesso perchè la collettività si debba fare carico di decine e decine di migliaia di precari di diversa estrazione e non si debba occupare di tutto il restante mondo della disoccupazione con altrettanta attenzione? Senza dimenticare che eventuali accessi alla Pubblica Amministrazione, come da più parti si vorrebbe risolvere il problema del precariato, lederebbe il diritto di generazioni di siciliani costretti a cercare altrove un futuro?

Come Associazione proveremo a seguire tutti quei movimenti che partendo dal basso provano a far rinascere la speranza che una politica giusta sia ancora possibile.

In questo contesto ci piacerebbe ospitarti in un prossimo incontro della nostra Associazione nel corso della quale ci potresti parlare sia dei temi che ti ho sottoposto sia degli altri che ritieni che possano interessare chi vorrebbe provare a svegliare dall’apatia il mondo dei dipendenti della nostra Regione Siciliana.

La risposta di Pippo Russo tramite Facebook

Caro Paolo, intanto ti ringrazio per questa tua lettera aperta, segno di attenzione e di voglia di fare, per il bene comune. Sai perchè non c’è il minimo rischio che io possa anche solo immaginare di fare tutto da solo con IO MI ARRUOLO? Perchè per mia formazione personale, fin dai tempi in cui operavo con passione nel volontariato cattolico, ho maturato in me quasi la “sacralità” del gioco di squadra. Già a 14 anni mi impegnai a creare con altri amici della mia età un gruppo all’interno della scuola; sono cresciuto dentro la dimensione comunitaria, figlia dei venti conciliari nella Chiesa rinnovata, che mi investirono in pieno dall’adolescenza fino alla matura giovinezza. Da soli non si va da nessuna parte, tanto meno in politica se intendi e pratichi la politica come un insieme di valori alti e di amore per le sorti della collettività, a cominciare dai più deboli. In più, sono circondato da giovani e meno giovani, donne e uomini, che hanno condiviso con me l’avventura straordinaria delle scorse elezioni regionali e che hanno deciso di continuare accanto a me, dici bene, un percorso complicato ma affascinante. Nessuna scelta faccio senza di loro e con loro mi confronto continuamente perchè non devo e non voglio decidere da solo. Altri si potranno aggiungere ovviamente, la squadra è aperta non chiusa. Le elezioni regionali in cui mi sono candidato, ottenendo 3.271 voti, il più votato della lista Idv (ora non sono più in quel partito) del collegio di Palermo, hanno rappresentato un punto di non ritorno. Voti ottenuti in un contesto difficilissimo senza precedenti storici, come la paurosa quota di astensione e la valanga grillina, e senza avere mai gestito potere non avendo mai rivestito cariche istituzionali, di governo o di sottogoverno; solo promettendo buona politica. In piena campagna elettorale costituimmo (ma quale candidato lo fa?) ben otto gruppi di lavoro programmatici, su vari temi d’interesse generale, che produsse numerose proposte e piste di lavoro. Sarebbero servite a me se eletto, ma non intendiamo lo stesso perdere quanto fu elaborato con sacrificio ma anche con entusiasmo. Da lì è ripartita l’avventura, dalla consapevolezza, cioè, che si può ottenere consenso pulito promettendo solo buona politica e non favori personali o creando clientele. Il passaggio successivo è stato mettere su IO MI ARRUOLO, spazio di buona politica, senza bandiere di partito ma interessato a parlare di politica e a tornare ad elaborare proposte concrete sulla vita cittadina, regionale e nazionale. IO MI ARRUOLO nell’esercito delle persone per bene, non di un uomo solo, che non vogliono più delegare e che vogliono promuovere partecipazione attiva. IO MI ARRUOLO, nel senso che “ci sono”, “sono qui”, “mi assumo le mie responsabilita” per perseguire insieme il bene comune. IO MI ARRUOLO, per dire NO alla rassegnazione, all’astensionismo, alla protesta sterile, seppur sacrosanta e legittima. Il primo incontro lo abbiamo celebrato il 20 ottobre scorso ed è venuta tanta gente. Il prossimo sarà per e con i giovani, di cui nessuno si occupa mentre li stiamo perdendo. Ne seguiranno altri. Il tema della funzionalità e della trasparenza della macchina regionale, e delle questioni dolenti che riguardano i dipendenti regionali, è una delle priorità. Per non essere eccessivamente lungo, anzi mi scuso per esserlo stato, non posso illustrare qua ciò che penso. Sarò ben lieto, però, di farlo in uno degli incontri in cui mi inviterai. Potremo, se volete, concordare azioni comuni. Sempre per il bene comune e per l’interesse collettivo. Un abbraccio.

Buttafuoco e Pappagone, del 02.11.2013, sabato

2 Novembre 2013 in Rassegna stampa

 

Povera e buttanissima (senza offesa) Sicilia … in questo articolo di Pietrangelo Buttafuoco una puntuale descrizione di ciò che sta vivendo la Sicilia nell’era dell’autodefinitosi “migliore Governo dal dopoguerra” (praticamente da sempre … ma non dubitiamo che prima o poi si qualificherà migliore anche dello “Stupor mundi”).

Chissà cosa ci riservano i prossimi 4 anni!

Siamo nelle mani degli eredi dell’Incapacistan!, del 02.11.2013, sabato

2 Novembre 2013 in Post ad hoc, Prima Pagina

Prendo spunto da “L’angolo di Romeo” di oggi per una riflessione sulla pochezza di alcune testate e dalla altrettanta pochezza di certe firme che firmano sempre gli stessi articoli che leggiamo da anni … ma le testate pagano la stessa cifra per articoli ciclici sui quali i giornalisti si limitano a un “maquillage” temporale?

Mi riferisco a … “… Dipendenti regionali, c’è l’intesa su straordinario e premi … e … Regionali, premi a tutti ma nessuno controlla … non mancano i soliti beceri commenti … I governi passano ma i vizi restano … e le meditate riflessioni del solerte giornalista di turno … Ma, a proposito, nelle redazioni dei giornali “tutti” i cronisti assicurano il medesimo impegno e garantiscono “tutti” la stessa soglia di produttività? Non c’è proprio nessuno tra di loro che, ogni tanto, ma solo ogni tanto…..spara qualche minc….a? E se come Associazione scrivessimo sull’argomento “E dàgli al regionale….”, una volta per tutte, una bella lettera aperta al Giornale di Sicilia?”

Se fossimo in una Regione normale l’assessora alla funzione pubblica si dovrebbe prendere la briga, una volta tanto, di prendere carta e penna e scrivere alla testata in questione chiedendo la rettifica delle inesattezze riportate negli articoli sopra segnalati.

Personalmente non so quanta gente continui a comprare questo giornale ma quando finalmente verrà abolito il finanziamento pubblico alla stampa non credo che proverò nessun dispiacere per la sorte di “professionisti” che hanno appeso la propria intelligenza al chiodo del gusto del peggior lettore.

Romeo propone di scrivere al giornale in questione ma ritengo la cosa tempo perso, anche se sono convinto che gli articoli di questo giornale vengono utilizzati come fonte di informazione da parte del nostro attuale governo al quale non sembra vero ricevere queste notizie di presunti sprechi.

Lo stesso Governo che da un anno blocca una legge che avrebbe finalmente sottratto (forse) alle paturnie della politica la valutazione della performance della Regione Siciliana attraverso l’attivazione dell’Organismo Indipendente di Valutazione … ma di questo non si parla. Si dà addosso ai lavoratori della Regione dimenticando di chi sono le responsabilità.

Ma a questo proposito voglio lanciare una provocazione.

Aboliamo ogni forma di valutazione alla Regione Siciliana.

Destiniamo le risorse finanziarie alle attività lavorative in plus orario (straordinario e progetti obiettivo) e smettiamola con questa farsa dei piani di lavoro e con gli obiettivi della dirigenza.

Strumenti che non fanno altro che farci perdere un sacco di tempo, che sono un autentico esercizio di presa in giro e che non danno alcuna certezza sui tempi di erogazione delle somme spettanti.

Strumenti la cui valutazione non serve nemmeno a possibili progressioni di carriera per il comparto o per l’attribuzione di nuovi incarichi ai dirigenti (vedere come vengono affidati gli incarichi sotto il “regno” di Saro da Gela!).

Strumenti che poi ci espongono alla derisione di qualche pennivendolo che non conosce nulla delle dinamiche contrattuali e della complessità organizzativa di una organizzazione come la Regione e senza che nessuno ci difenda!

Voglio proprio vedere cosa scriveranno i sindacati, ai quali dobbiamo certi risultati!

Voglio proprio vedere cosa scriveranno l’assessore e il dirigente generale alla funzione pubblica … ma loro saranno probabilmente impegnate a distinguersi da quelle “centinaia e centinaia” (sapremo mai quanti realmente sono?) di dipendenti regionali che si macchiano dei più efferati delitti contro la P.A. dimentiche che ci sono altre migliaia e migliaia di dipendenti onesti e perbene … checchè ne dica il presidente Crocetta … che gradirebbero il rispetto e la considerazione da parte dei vertici della propria Amministrazione.

Mi sa che è tempo di un generale ripensamento del lavoro alla Regione Siciliana e una volta tanto dovremmo provare a sfruttare la nostra autonomia per fare quel che realmente serve (non promozioni di massa tanto care ai sindacati) senza limitarci a scimmiottare le grandi riforme che lo Stato tenta di propinarci.

Finiamola con questi pessimi rappresentati neanche degni dell’ultima bocciofila dell’Incapacistan!

L’angolo di Romeo, del 02.11.2013, sabato

2 Novembre 2013 in Rassegna stampa

 

Natale in casa Cuffaro … c’è un po’ di tutto …

Dipendenti regionali, c’è l’intesa su straordinario e premi … e … Regionali, premi a tutti ma nessuno controlla … non mancano i soliti beceri commenti … I governi passano ma i vizi restano … e le meditate riflessioni del solerte giornalista di turno … Ma, a proposito, nelle redazioni dei giornali “tutti” i cronisti assicurano il medesimo impegno e garantiscono “tutti” la stessa soglia di produttività? Non c’è proprio nessuno tra di loro che, ogni tanto, ma solo ogni tanto…..spara qualche minc….a? E se come Associazione scrivessimo sull’argomento “E dàgli al regionale….”, una volta per tutte, una bella lettera aperta al Giornale di Sicilia?

Selinunte, templi chiusi e turisti amareggiati … colpa del Famp o di una mancata seria programmazione delle turnazioni? E del disservizio chi ne risponde?

Netturbini senza stipendio, protestano le mogli a Butera … ricordate la canzone di Celentano? “Chi non lavora….”

Lo abbiamo e ce lo dobbiamo tenere … Crocetta!, del 01.11.2013, venerdì

1 Novembre 2013 in Cronache dal Governo

Non so voi ma il presidente ci sta prendendo per stanchezza. Seguire le sue gesta è oramai un continuo dejà vu. Anche chi dovrebbe non riesce più a star dietro alle sue iperboli. Qualche domanda però ti costringe a fartela … che naturalmente resterà senza risposta.

Sfiducia, Crocetta va avanti “La gente è ancora con me” … l’articolo è breve e la parte relativa all’intervento in aula del presidente Crocetta è brevissima, ma in pochissime righe si riesce a cogliere la cifra del personaggio.

Sostiene di percepire soltanto 7.500 euro netti e domanda all’aula se vorrebbe che guadagnasse meno di un operaio del petrolchimico … ma quanto guadagna un operaio del petrolchimico?

Dice di avere presentato 30 denunce alle procure … ne prendiamo atto … i risultati delle denunce a quando?

Dice di avere salvato la Sicilia dal default. Come? Ha fatto qualcosa di diverso da ciò che avrebbe dovuto fare qualsiasi altro presidente?

Dice “Ho annunciato un taglio di 200 milioni per la spesa dei farmaci e ridotto la spesa per comunicazione da 180 a 3 milioni,” … a occhio e croce la prima è una pia intenzione, per la seconda si tratta realmente di una spesa strutturata che risparmieremo tutti gli anni?

Ha tirato in ballo il viaggio negli USA del suo assessore Stancheris dicendo che vi è andata per curare una grave malattia. Se la notizia è vera non può che dispiacere ma gli articoli che ho letto sull’argomento parlavano di un viaggio di lavoro e l’assessore dichiarava che aveva incontrato tanti operatori con i quali avviare future iniziative. Insomma, è stato un viaggio privato o di servizio?

 

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