174, Adotta un libro, La morte ha i capelli lunghi, di Martha Grimes, 02 marzo 2026

La morte ha i capelli lunghi, di Martha Grimes Pag.163 Nel giallo La morte ha i capelli lunghi, due giovani donne, Sheila Broome autostoppista e Ivy Childess commessa, vengono trovate strangolate con una sciarpa; entrambe hanno lunghi capelli, dettaglio che lega i delitti e alimenta l’ipotesi di un serial killer. L’indagine si muove tra Londra
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173, Adotta un libro, La scalata, di Stephen Frey, 02 marzo 2026

La scalata, di Stephen Frey Pag.360 La scalata è un thriller finanziario ambientato tra le grandi banche d’investimento di New York, dove il giovane banchiere Andrew Falcon ottiene l’incarico di guidare la più grande OPA ostile della storia di Wall Street, puntando su un compenso multimilionario per riscattare una carriera in rovina. Man mano che
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172, Adotta un libro, I delitti del mosaico, di Giulio Leoni, 02 marzo 2026

I delitti del mosaico, di Giulio Leoni Pag.300 Nel 1300, appena nominato priore di Firenze, Dante Alighieri è chiamato a indagare sulla morte di un maestro comacino, soffocato con la calce viva e abbandonato ai piedi di un enorme mosaico incompiuto, destinato a ornare la chiesa di San Giuda, futura sede dello Studium cittadino. I
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171, Adotta un libro, Si riparano bambole, di Antonio Pizzuto, 02 marzo 2026

Si riparano bambole, di Antonio Pizzuto Pag.270 La vita di Profi, funzionario di polizia, è narrata in frammenti che ne seguono il percorso dall’infanzia alla vecchiaia, come fotogrammi di un film montati in sequenze libere. Tra il paese natale e la città, tra la casa dell’infanzia e l’ufficio, la memoria ricompone episodi minuti, presenze familiari,
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170, Adotta un libro, Il fondo avvoltoio, di Stephen Frey, 02 marzo 2026

Il fondo avvoltoio, di Stephen Frey Pag.350 Mace McLain, giovane e brillante banker della potentissima Walker Price di Wall Street, viene scelto per gestire un «vulture fund» da due miliardi di dollari, destinato a speculare sul crack del mercato immobiliare di Manhattan. Ben presto si accorge che l’operazione nasconde qualcosa di oscuro: un campo paramilitare
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Evviva, la crisi è finita … non subito però!, del 01.11.2013, venerdì

1 Novembre 2013 in Crisi

 Una bella botta di ottimismo … Saccomanni: verso una graduale ripresa. Nel 2017 il Pil crescerà del 2% … non vi sentite già meglio? Ancora quattro anni di cinghia stretta e poi … ma dicono vero?

Stiamo imparando a vivere con poco … Crolla capacità spesa famiglie, peggio di Grecia … ma chi già viveva con poco adesso come farà?

E i simpaticoni della “Alta finanza”, anche con i nostri risparmi continuano a sperimentare metodi per trasformare le nostre vite in montagne russe … Si allarga lo scandalo delle valute. Sospensioni a raffica per i trader … ma una regolamentazione no?

Sembra strano dirlo ma non è un buon segnale … Benzina, il prezzo scende del 5% Il calo più forte da quattro anni …

Chi ha la responsabilità di tutto ciò? … Disoccupazione giovanile record: 40,4% a settembre, il dato più alto dal 1977. Occupati meno di 2 giovani su 10

A me non li hanno prestati … e a voi? … I mille miliardi di sofferenze bancarie che minacciano l’eurozona

Grande! Abbiamo l’unità di crisi per i precari!, del 01.11.2013, venerdì

1 Novembre 2013 in Post ad hoc

La sorte dei precari siciliani che lavorano negli enti locali, ma anche alla Regione, non riesce ad appassionarmi.

Al di là di quella che è la solidarietà naturale verso uomini e donne che cercano una certezza per il proprio futuro non riesco ad andare in quanto non riesco a separare il loro destino da quello delle decine di migliaia di disoccupati siciliani che non hanno neanche una lontana speranza di poter contare su un qualche cespite.

Continuo a interrogarmi sul perchè soltanto su questi lavoratori precari si concentrano le attenzioni di politici e sindacati. Così come continuo a interrogarmi su come si può stare per vent’anni a vivere di proroga in proroga fidandosi delle promesse di chi ha tutto l’interesse di tenere nel bisogno il proprio gregge.

Questi precari parlano di diritti. Mi sembra una parola grossa. Parlerei di una aspettativa che non può essere diversa da chi in possesso dei necessari requisiti ambirebbe a entrare nella Pubblica Amministrazione attraverso una procedura concorsuale.

Eppure, per loro si costituiscono unità di crisi e il presidente Crocetta, mai tenero con il pubblico impiego regionali, chiede aiuto ai sindacati, a quegli stessi sindacati con i quali non credo che abbia mai voluto affrontare il tema dei trasferimenti di massa e la violazione delle norme contrattuali e non all’insegna di una “razionalizzazione” ma di una ben più grave accusa di inefficienza e finanche corruzione diffusa.

Vedere allo stesso tavolo il presidente della Regione con i rappresentanti di Cisl-Fp, Cgil-Fp e UIL-Fps senza che a quel tavolo sia stato affrontato anche il tema delle relazioni sindacali alla Regione Siciliana mi ha molto amareggiato.

Ma tornando al tema del corretto accesso nella Pubblica Amministrazione, il dramma è che i concorsi non li vuole fare nessuno, così come non sono stati fatti nel passato … perchè dare certezze a persone che potrebbero affrancarsi dal giogo in cui sono stati costretti?

Così come nessuno si è mai voluto occupare seriamente di un autentico percorso di carriera all’interno della Regione Siciliana.

Negli ultimi vent’anni in tutti gli enti locali e in tutti gli enti e società regionali sono state fatte progressioni che hanno consentito al personale di crescere professionalmente e di assumere maggiori responsabilità. Non alla Regione Siciliana, dove se progressioni ci sono state lo sono state per tutti non permettendo a nessuno di fare cose diverse da quelle che facevano prima e senza tenere conto di diplomi, lauree e master.

Anche in questo, forse, si radica l’apatia che caratterizza tanti dipendenti che non vedono alcuno stimolo nell’impegnarsi al di là del “minimo sindacale”.

Perchè dei ventimila dipendenti regionali nessuno si occupa e tutti si occupano dei ventimila precari?

I politici sono gli stessi. I sindacati sono gli stessi.

A quando una unità di crisi per i dipendenti regionali?

Non c’è che dire, siamo un paese alla soglia della lobotomizzazione!, di Paolo Luparello, del 01.11.2013, venerdì

1 Novembre 2013 in Post ad hoc

 

Non c’è che dire, siamo un paese alla soglia della lobotomizzazione.

Un paese nel quale, a parte una sparuta minoranza che ha ancora la voglia e la forza per scendere in piazza, la maggioranza assiste spettatrice silente alle performance di governi incapaci meditando vendetta alla prossima tornata elettorale. Vendetta che dura lo spazio di qualche settimana tempo di capire che si è commesso l’ennesimo errore e quello che sembrava essere l’unto del Signore si è rivelato l’ennesimo pataccaro.

Può anche darsi che siamo un popolo maturo con un elevatissimo livello di sopportazione. Forse. Ma quanto maturo potrà continuare a essere un popolo che continua a scivolare, franare forse rende meglio, verso la povertà?

Il numero di coloro che sono scivolati al di sotto della soglia di povertà è ormai dell’ordine di milioni. I giovani disoccupati non sono mai stati così tanti. I lavoratori che continuano a perdere il lavoro continua a crescere. Il paese nel suo complesso sta perdendo posizioni nella classifica dei paesi più industrializzati … potremmo rischiare di non essere più invitati al prossimo G8.

E in tutto questo cosa fanno i governi nazionali e regionali? Cincischiano!

I problemi del paese sembrano essere l’IMU e i guai giudiziari di una anziano delinquente.

Sul fronte dell’IMU si sono riusciti a trovare i miliardi di € necessari ad abbonarla per il 2013 e per gli sfrattati a causa della crisi non si riescono a trovare che poche decine di milioni di €.

Tanta gente perde il posto di lavoro senza godere di alcun “paracadute” (cassa integrazione et similia) e i governi si preoccupano soltanto di trovare i soldi per i cassintegrati ormai storici e i precari della pubblica amministrazione.

A quanto pare così come i cittadini non sono più uguali di fronte alla legge, i cittadini non sono uguali di fronte allo Stato.

Perchè si continuano a trovare soldi e marchingegni legislativi per decine di migliaia di precari approdati alla pubblica amministrazione per le più disparate, e clientelari, vie e non si danno risposte a tutti gli altri disoccupati che avrebbero gli stessi sacrosanti diritti di partecipare a un concorso … come vorrebbe la Costituzione italiana per l’accesso alla Pubblica Amministrazione?

Vicenda che assume, come sempre, i contorni del grottesco quando arriviamo in Sicilia.

Abbiamo precari nella P.A. più di tutto il resto d’Italia.

Abbiamo operai forestali pagati dalla Regione più di ogni altra regione … probabilmente non solo italiana.

Abbiamo operatori nel settore della formazione professionale finanziata dalla Regione più di qualsiasi altra regione italiana … neanche dovessimo occuparci della formazione di tutti i paesi del bacino del Mediterraneo.

Abbiamo migliaia di lavoratori nelle cosiddette “società partecipate” della Regione senza sapere precisamente cosa questi lavoratori producano.

Lavoratori tutti che da anni se non decenni attingono alle casse della Regione.

E di fronte alla crisi che anche in Sicilia sta buttando in mezzo alla strada migliaia di piccoli e medi imprenditori, e relative maestranze, quali risposte è in grado di dare il governo regionale “rivoluzionario”? Nessuna. Al centro dell’attenzione sono sempre i soliti … per i nuovi poveri non c’è nulla.

Quanto potrà durare tutto questo?

Ma questi governi lo comprendono che di questo passa si rischia la coesione sociale?

Probabilmente no … e non sono neanche in grado di comprenderlo affaccendati come sono alla ricerca del consenso per garantirsi un altro giro di giostra!

 

Per riflettere, del 31.10.2013, giovedì

31 Ottobre 2013 in La frase del giorno

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Da due pericoli bisogna guardarsi: dalla disperazione senza scampo e dalla speranza senza fondamento

Sant’Agostino

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Testimonianze dagli uffici … Raccontaci la tua storia, del 31.10.2013, giovedì

31 Ottobre 2013 in Contributo, Prima Pagina

 

Care amiche, cari amici,

come state? Lasciamo perdere.

Vorrei provare a smuovervi. Non tutti naturalmente. Soltanto quelli che sono un po’ stanchi di ricevere sempre bastonate nonostante svolgano il proprio lavoro con impegno e con profitto. Naturalmente parlo di bastonate virtuali, quelle che riceviamo per il solo fatto di lavorare per la Regione Siciliana.

Non sembra che siamo capaci di fare nulla di buono. Tutto quello che non va è colpa nostra. Tutto quello che invece c’è di buono è naturalmente merito di chi ve lo lascio immaginare.

Ma è proprio così?

Vi chiedo di provare a aiutarmi a dimostrare che c’è una Regione che funziona … quanto meno una parte. Fatta di uffici che erogano servizi, che producono risultati e in cui ci sono colleghi che nonostante tutto si sforzano di andare avanti … anche a costo di sacrifici personali. So di colleghi che anticipano le spese postali, le spese per la benzina, altre spese di funzionamento degli uffici, che lavorano senza guardare l’orologio anche se non c’è straordinario, e chissà cos’altro pur di fare quello che ritengono il proprio dovere.

Vi chiedo di raccontarci la vostra storia. Di raccontarci quello che di buono fa il vostro ufficio e che i più sconoscono.

Mi piacerebbe dedicare una rubrica del blog della nostra Associazione alle testimonianze dei colleghi e dagli uffici … vi va?

Se avete una storia da raccontare o se vorreste far conoscere quello che di buono ha prodotto e produce il vostro ufficio saremo lieti di poterlo fare conoscere. Se a scrivere non vi ci trovate o non avete il tempo chiamateci e ne parliamo. Inviate i vostri riferimenti all’indirizzo info@perchenosicilia.org o lasciateli chiamando al telefono dell’Associazione 0916195582 o inviando un fax al 0916197764 … saremo noi a contattarvi.

Colgo l’occasione per informarvi che abbiamo ripristinato i link del blog attraverso i quali ci si può iscrivere alla newsletter dell’Associazione o ci si può cancellare … non affollatevi però!

Legalità, tra relativismo e ortodossia … ovvero … anche i buoni devono rispettare la legge?, del 31.10.2013, mercoledì

31 Ottobre 2013 in Incontri, Prima Pagina

 

Legalità, tra relativismo e ortodossia … ovvero … anche i buoni devono rispettare la legge?

Le leggi ci sono e siamo tenuti a rispettarle. Ma il “vezzo” di dimenticarsi della legge si diffonde sempre più, anche da parte di chi del rispetto della legge ne ha fatto una ragione di vita … forse una rivoluzione!
Ma è proprio così? E se fosse così, come si può fare a ricordare allo smemorato la sua dimenticanza?
L’incontro dell’11 novembre 2013 verterà su questo tema e chi lo vorrà potrà raccontare la propria esperienza di “ordinaria illegalità” … o, se vi pare, di illegittimità.
All’incontro parteciperà l’avvocato Franco Castaldi, ex avvocato generale della Regione, al quale la nostra Associazione ha chiesto di mettere a disposizione degli iscritti i servizi del suo studio legale.

L’incontro, il terzo della serie, si terrà presso i locali della SCODAF, cooperativa di dipendenti regionali, a Palermo in via Aleardo Aleardi, n.18. L’appuntamento è per le ore 16,00 e si concluderà entro le ore 18,30.

L’incontro è aperto a tutti coloro che sono interessati ai temi affrontati dall’Associazione “Perchè no…qualcosa si muove”.

Per problemi logistici è gradita la manifestazione dell’interesse a partecipare all’incontro inviando una mail all’indirizzo info@perchenosicilia.org

Vieni a raccontarci la tua esperienza di “ordinaria illegalità”.

Chi non potesse partecipare all’incontro può inviarci, all’indirizzo  info@perchenosicilia.org , un proprio contributo specificando se lo potremo pubblicare sul blog.

 

Quello che chiedo a un dirigente generale, del 30.10.2013, mercoledì

30 Ottobre 2013 in Contributo, Prima Pagina

A un dirigente generale chiedo di fare il dirigente generale.

A un dirigente generale chiedo di fare il burocrate.

A un dirigente generale chiedo di utilizzare al meglio le risorse di cui dispone.

A un dirigente generale chiedo occuparsi dell’organizzazione cui è preposto.

Un dirigente generale è come l’allenatore di una squadra. Lui è lì per allenare la squadra e per provare a vincere il campionato. Il campionato non lo vince il dirigente generale da solo, e non lo vince nemmeno se si occupa soltanto di un settore della squadra. Se una squadra gioca con un certo numero di giocatori, ci sarà un motivo? Se decido di giocare soltanto con alcuni, anche se dei fuoriclasse, potrò vincere?

Ci sono dirigenti generali che non conoscono i lavoratori che lavorano al servizio della propria organizzazione, con i quali non hanno mai parlato e con i quali non hanno neanche la minima intenzione di parlare. Non è che un dirigente generale deve necessariamente parlare con il dipendente dell’ufficio accettazione dell’ultimo avamposto sul territorio della propria organizzazione, ma provare a far giungere anche a questi un proprio messaggio può fare la differenza. Troppi lavoratori sono “dimenticati” … è anche vero che alcuni di essi preferiscono “farsi dimenticare” … ed è ora che si provi a coinvolgere tutti nel risollevare le sorti di questa nostra Regione.

A un dirigente generale chiedo quindi di occuparsi del proprio personale. Che non consideri la questione una “camurria” e la deleghi a qualcuno dei suoi collaboratori, non sempre il più adatto e il più lungimirante, al quale delega anche il rapporto con i sindacati.

Il dirigente generale certamente non ha la possibilità di esaudire tutte le richieste che gli provengono dai lavoratori, e dai sindacati che li rappresentano, ma è pur vero che comunque gestisce risorse importanti. Non dimentichiamo che, complessivamente, il fondo per la dirigenza ammonta a circa 34 milioni di € e che quello del comparto a oltre 50 milioni di €.

Di cose con queste cifre se ne potrebbero fare, solo se si decidesse di utilizzarle con intelligenza e recuperando il ruolo di datore di lavoro nella Pubblica Amministrazione.

Ma per fare questo è necessario che il dirigente generale faccia il dirigente generale.

Il dirigente generale non è stato messo a capo di una organizzazione perchè è il massimo esperto mondiale di una qualche materia … avrebbero fatto meglio a dargli una consulenza … è stato messo a capo di una organizzazione perchè la guidi con taglio manageriale e perchè metta in campo tutte le competenze manageriali che un manager deve possedere.

A me non interessa se il dirigente generale è un “interno” o se è un “esterno”, a me interessa lavorare con un dirigente generale che conosca il proprio mestiere, che venga da esperienze nelle quali ha dato prova di saper gestire strutture complesse, che sia stato capace di raggiungere risultanti importanti, che sia capace di fare crescere professionalmente il gruppo dirigente dell’organizzazione in modo che questo faccia crescere, in cascata, tutto il resto del personale dell’organizzazione.

A un dirigente generale chiedo di essere autonomo e chiedo che per lui parli quello che sarà in grado di costruire giorno dopo giorno.

Questo è quello che chiedo a un dirigente generale … anche se viene da chiedersi se nella Regione Siciliana il nominato e il nominante abbiano contezza di tutto ciò … o sono soltanto i miei voli pindarici nel mondo di Walalla.

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Questo post lo scrissi oltre un anno fa. Lo ripropongo perchè mi sembra ancora molto attuale e sempre più onirico … dopo le gesta del governo Crocetta in materia di incarichi dirigenziali!

Forse abbiamo capito dove stiamo sbagliando!, del 30.10.2013, mercoledì

30 Ottobre 2013 in Post ad hoc, Prima Pagina

In questi giorni sto leggendo un saggio di Henri Laborit dal titolo “Elogio della fuga”. Mi sto trattenendo dal finirlo subito perchè ogni capitolo è come un distillato che va assaporato centellinandolo. Probabilmente l’autore non scopre nulla di nuovo ma la sua esposizione e il parallelismo con il sistema nervoso umano è certamente una vista originale e intrigante.

Una frase mi ha particolarmente colpito e da qui il motivo per cui scrivo queste poche righe.

Laborit scrive “Si cade nel razzismo spesso mascherato da ciò che potrebbe sembrare antirazzismo, ancor più pericoloso perchè approfitta della cattiva coscienza degli altri.”

Chissà perchè in questa frase ho immaginato di trovare la risposta alla difficoltà che stiamo incontrando come associazione ad aggregare la parte sana della nostra Regione e della nostra Sicilia.

Forse sarò più chiaro se la riscrivo come l’ho letta io … “Si cade nella mafia spesso mascherata da ciò che potrebbe sembrare antimafia, ancor più pericolosa perchè approfitta della cattiva coscienza degli altri.” … mi rendo conto che di questi tempi è ancora più difficile dare ascolto alla coscienza … noi, purtroppo, non sappiamo fare diversamente.

E tu?

L’angolo di Romeo, del 30.10.2013, mercoledì

30 Ottobre 2013 in Rassegna stampa

  1. Le nomine dei dirigenti esterni. Scagionato Russo, Lombardo no … staremo a vedere …

  2. Commedia in tre atti. O magari una farsa … o forse una tragedia …

  3. Sì del Consiglio al piano traffico ma il via slitta a data da destinarsi … altri balzelli in vista?

  4. Istanbul, apre il tunnel sotto il Bosforo: la via della seta 2.0 … Mamma! Li turchi!

  5. Adesso è tutto chiaro. Crocetta: “Ecco quanto guadagno” … ma voi, lo avete capito, quanto guadagna?

Per riflettere, del 29.10.2013, martedì

30 Ottobre 2013 in La frase del giorno

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Alcuni vivono per la politica, molti della politica

Max Weber

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Crocetta l’ha sfangata!, del 29.10.2013, martedì

30 Ottobre 2013 in Cronache dal Governo

La crisi economica imperversa e ci si mette pure quella politica, ma più che una tragedia oggi sono state le comiche … siamo pur sempre la terra di Pirandello!

Dal Corriere.it … “Il grillino, relatore della mozione, ha citato il condottiero e politico inglese, Oliver Cromwell, facendo un salto indietro nel tempo, nientemeno al 1653. «È tempo per me di fare qualcosa che avrei dovuto fare molto tempo fa: mettere fine alla vostra permanenza in questo posto. Siete un gruppo fazioso, nemici del buon governo, banda di miserabili mercenari, scambiereste il vostro Paese con Esau’ per un piatto di lenticchie». E ancora: «Siete diventati intollerabilmente odiosi, portate via la vostra chincaglieria luccicante e chiudete le porte a chiave, in nome di Dio». Perché «questa sfiducia», ha incalzato, «l’hanno firmata i precari, i disoccupati, le famiglie, le imprese, quelle piccole e quelle medie, gli agricoltori, gli allevatori, i giovani e gli anziani: la rivoluzione di Crocetta non ha portato a niente».” … tratto da … Sicilia, Assemblea respinge la sfiducia a Crocetta, gelo con i Cinque Stelle

e qualcuno sta lì a tenere il conto delle cose che ha fatto (o non ha fatto) realmente … Crocetta, un anno dopo Un Rosario di annunci

Crocetta e la sfiducia dei grillini “Sono loro che vivono solo di spot” … il signore si che se ne intende!

Crocetta ottavo nella classifica dei governatori più amati … ma la posizione di Crocetta non va cercata nelle classifiche nazionali … ma in quelle internazionali … ormai ha più spazio nelle testate anglosassoni (il MUOS c’entra qualcosa?)!

Crocetta e il ‘giallo’ sul viaggio della Stancheris … avete mai sentito dire “un elefante in una cristalleria”? Ecco … questa immagine rende bene la delicatezza e l’eleganza di quest’uomo!

Questa è fantastica … ““Gli assessori non saranno delle cime, però sono persone perbene”. E non lo ha detto uno dell’opposizione ma … leggi l’articolo …Commedia in tre atti O magari una farsa

E c’è chi la butta in sentimenti … Sicilia, l’amore finito tra Crocetta e i grillini

Questa è bene che ce la segniamo! … Musumeci a Crocetta: “Lei affetto da isteria autoreferenziale, ecco le sue nomine ispirate al merito”

Ma che c’entrano i siciliani? … Crocetta in aula per la sfiducia “Questa mozione è schiaffo ai siciliani”

LA MISURA DEL BENESSERE DAL PIL (PRODOTTO INTERNO LORDO) ALLA FIL (FELICITA’ INTERNA LORDA), del 29.10.2013, martedì

29 Ottobre 2013 in Eventi

Ricevo e volentieri divulgo … con ancora negli occhi la stupenda fiction della RAI sulla figura di Adriano Olivetti … un uomo del quale essere orgogliosi.

Zo Centro Culture Contemporanee, The Hub Sicilia e Sicanex sono lieti di invitarvi al 1° Festival della Felicità Interna Lorda

FIL FEST CATANIA
LA MISURA DEL BENESSERE DAL PIL (PRODOTTO INTERNO LORDO) ALLA FIL (FELICITA’ INTERNA LORDA), ISPIRANDOSI ALLA STORIA DI ADRIANO OLIVETTI
Tre giorni di dibattiti, incontri, workshop, momenti culturali, spettacoli
Dal 5 al 7 novembre, Zo Centro Culture Contemporanee

Superare la logica del Pil (Prodotto interno lordo) come indicatore di benessere non più adeguato e adottare quella della Fil (Felicità interna lorda). Sarà questo il tema del primo FIL FEST di Catania, dal 5 al 7 novembre, ospitato da Zo Centro Culture Contemporanee e organizzato e autoprodotto da Hub, Sicanex e Zo con il patrocinio del Comune di Catania – Assessorato ai Saperi e alla Bellezza Condivisa e della Regione Siciliana, con la collaborazione dell’Università di Catania e della Fondazione Adriano Olivetti.

Per tre giorni – traendo ispirazione dalla figura di Adriano Olivetti  e dalla sua straordinaria idea d’impresa applicata alla celeberrima fabbrica di Ivrea, in Piemonte – il FIL FEST per la prima volta in Sicilia sarà un momento non-stop di aggregazione e riflessione partecipata sulle modalità con cui possiamo cogliere le opportunità di felicità a cui di fatto la crisi ci spinge. Incontri, dibattiti, workshop, spettacoli, performance e laboratori per i più piccoli, per sviluppare un ragionamento corale su come orientarsi verso una contrazione degli stili di consumo di beni di comfort in favore di un’espansione dei beni di esperienza (le arti, il sapere, il ballo, lo sport, ecc.), su come proporre la salvaguardia di uomo e ambiente come traguardi dello sviluppo, su come rivalutare stili di vita che privilegiano la cura dei rapporti umani prima di quelli di mercato. In sostanza, valutare l’adozione di parametri quali il BES (Benessere Equo e Sostenibile) proposto da CNEL e ISTAT, segno di come il nostro Paese sia stato fra i primi a recepire la necessità di definire nuove dimensioni del benessere che non tengano conto solo del numero di beni prodotti e consumati ma di molteplici dimensioni legate alla qualità della vita, all’accesso ai servizi, alla qualità dell’ambiente, dei luoghi e delle condizioni del lavoro.

Sei le sezioni tematiche del FIL FEST (Economia, Cultura, Sociale, Ambiente, Fun, Nice), tutte legate dalla “filosofia” dell’impresa come bene sociale e collettivo di Adriano Olivetti. Alla figura dell’imprenditore piemontese sono infatti dedicati:

–         lo spettacolo di musica e teatro, Direction Home. Un viaggio nell’’Italia di Adriano Olivetti (Compagnia le Voci del Tempo), martedì 5 novembre;

–         l’incontro Progetto di comunità: Adriano Olivetti, autore del futuro, con Beniamino De Liguori (Edizioni di Comunità), nipote dell’imprenditore scomparso e Giampietro Pizzo (Microfinanza.it) e la proiezione del documentario Città dell’’Uomo (di Andrea De Sica, produzione Rai-Fondazione Olivetti), entrambi mercoledì 6 novembre.

Il programma del FIL FEST (filfest.org) è ricco anche di molti altri appuntamenti. Tra questi:

Martedì 5 novembre, l’’incontro con l’’economista dell’’Università di Cagliari Vittorio Pelligra sul tema Fioritura umana: basi civili per la crescita economica, poi la presentazione della ricerca sulla responsabilità sociale d’impresa a Catania,  Impresa che crea valore, a cura del Centro Servizi Volontariato Europeo e il focus su Erogazioni liberali: 100% di sgravi fiscali con Michele Trimarchi (Università della Magna Grecia di Catanzaro), Ivan Lo Bello (Confindustria), Antonio Perdichizzi Gaetano Mancini (Confcoperative) (Confindustria Giovani Catania).

Mercoledì 6 novembre, si riprende con due incontri con gli studenti universitari (validi per ottenere crediti formativi), ma aperti al pubblico: Oltre la crisi con Michele Trimarchi e Finanza e democrazia: le condizioni per un binomio possibile con Giampietro Pizzo (Microfinanza).

Giovedì 7 novembre si apre con Che cosa accade all’’uscita di un museo? Il contributo delle arti nella vita di tutti i giorni con Camilla Bettiga (Art for Business), quindi l’’incontro-dibattito Come sono le politiche per il Sud al tempo della loro insostenibilità economica? (interviene Carlo Borgomeo, Fondazione con il Sud); a seguire si parla di informazione e Good News con Giorgio Simonetti (Report – Rai3). Infine, djset e party finale.

Il programma integrale in allegato e su http://filfest.org e su FB https://www.facebook.com/events/160540857487117/

Diretta radio: Radio Lab (www.radiolab.it e FM 101,00) ogni pomeriggio.

Diretta Twitter: #filfest

Video corner a cura di Filippo Tantillo

Video interviste sulla felicità a cura di Stefano Scialotti, direttore artistico di Artefacta

La locandina dell’evento  Pieghevole programma FILFEST

Grazie “colleghe” Valenti e Giammanco!, del 29.10.2013, martedì

29 Ottobre 2013 in Vergognatevi

Ottimo lavoro Assessora Valenti e dirigente generale Giammanco!

Droga, mazzette, pure il doppio lavoro: alla Regione 300 i dipendenti indagati … e figuriamoci!

E’ importante essere i primi della classe. Non avevo letto ancora nessun rapporto così puntuale su una Pubblica Amministrazione. Non saremo stati i primi naturalmente. Chissà se è stato fatto un benchmark con altre Amministrazioni analoghe. Sarebbe interessante capire se alla Regione abbiamo più delinquenti che in altre. Chissà se possiamo vantare qualche primato.

Naturalmente l’assessora e la dirigente generale avranno guadagnato qualche altra stelletta agli occhi del presidente Crocetta fresco di fiducia all’ARS.

Che tristezza!

Ci voleva molto a immaginare quale sarebbe stato il tenore che i giornalisti avrebbero dato a questa notizia? Addirittura 300 provvedimenti disciplinari in meno di un anno! Si stenta a crederci … ma siamo proprio sicuri?

Se qualcuno sbaglia è giusto che paghi … ma che senso ha dare in pasto alla stampa queste notizie? Non lo si sa che poi il fango viene buttato addosso a tutti noi? Con quale coraggio potremo protestare se poi nei nostri uffici verranno assegnati precari con precedenti penali?

Devo leggere con attenzione questa legge in base alla quale le pubbliche amministrazioni sono tenute a pubblicare il TDI … che cos’è il TDI … chiedetelo all’Assessora e alla dirigente generale!

 

L’angolo di Romeo, del 29.10.2013, martedì

29 Ottobre 2013 in Rassegna stampa

  1. Nullo il preliminare di vendita se l’immobile è irregolare dal punto di vista urbanistico

  2. Etna, Templi, Egadi: “Splendori di Sicilia” … che non riusciamo a sfruttare in maniera adeguata …

  3. Legambiente: “Città siciliane invivibili”. Palermo e Catania ultime per smog e rifiuti … chissà perchè, ma ce lo aspettavamo …

  4. «Gadget truccati in regalo ai leader. Così Putin voleva spiare l’Europa» … anche lui!

  5. Paris 13, il paradiso dei graffiti … e, da noi, “vergogne” da coprire ce ne sarebbero tante …

  6. «L’Italia ti spezza il cuore». L’articolo che divide gli Usa … ammesso che ci sia ancora qualcuno che abbia a cuore l’Italia …

  7. Se la speranza viaggia sulla valigia di cartone … e … Poi un giorno ti accorgi che detesti la tua città … a proposito di luoghi comuni …

  8. Per rilanciare la crescita in Italia, la Bce deve convincere gli italiani ad avere più immigrati e fare più bambini … sul primo punto, stiamo già provvedendo e, sul secondo, gli immigrati stessi ci stanno “aiutando” …

  9. Crocetta ottavo nella classifica dei governatori più amati … ma come l’hanno fatta, questa classifica?

 

Resoconto sul tema “Quale Regione per quale Sicilia”, del 28.10.2013, lunedì

29 Ottobre 2013 in Noi la pensiamo così

 

Oggi pomeriggio, dalle 16,00 alle 19,15, si è tenuto il secondo incontro a tema dell’Associazione “Perchè no…qualcosa si muove”. Sul tema “Quale Regione per quale Sicilia” ci siamo confrontati in 8. Partendo dal contributo da me prodotto (Quale Regione per quale Sicilia, di Paolo Luparello, del 27.10.2013, domenica) ognuno ha sviluppato il tema secondo la propria sensibilità ed esperienza e ne è venuto fuori un confronto che personalmente mi ha arricchito e che spero abbia arricchito anche gli altri.

Riguardo alla Sicilia che vorremmo, che vorremmo per i nostri figli e per le generazioni future, si è condiviso che l’attuale modello di sviluppo (inesistente) basato sulla spesa di ingenti risorse per opere faraoniche dovrebbe essere accantonato a favore di tutta una serie di interventi che dovrebbero mirare a dare un minimo di servizi viari alle aree peggio servite e che principalmente dovrebbero mettere in sicurezza il territorio e rinaturalizzare quelle aree nelle quali la politica siciliana, e non solo, ha compiuto autentici scempi.

Accanto alle suggestioni del mio contributo, per buona parte apprezzate dai partecipanti all’incontro, è stato indicato che in un progetto di Sicilia che vorremmo un posto di rilievo dovrebbe essere affidato al mare e a tutta la fascia costiera.

Più colleghi hanno anche evidenziato che una Sicilia che vuole creare ricchezza non può prescindere da una significativa componente industriale. Non si sono azzardate ipotesi e credo che farebbe bene anche la politica a non azzardarne dopo decenni di cattedrali nel deserto e di Regione-imprenditrice per la gioia di politicanti e partner privati.

Personalmente credo che come si fa in altre regioni del mondo, si dovrebbe rendere appetibile venirsi a impiantare in Sicilia attraverso la messa a disposizione di aree di insediamento dotate di tutte le moderne infrastrutture e servizi di zero-burocrazia in grado di svolgere celermente e in tempi certi tutti quegli adempimenti che distraggono l’imprenditore dal suo lavoro.

Un’altra proposta che provo a rielaborare è stata quella che bisogna dare trasparenza ai bilanci delle Pubbliche amministrazioni e, in tempi di carenza di risorse, concentrarsi soltanto su alcune priorità, in particolare quelle in grado di attivare flussi finanziari di ritorno attraverso il turismo per poi utilizzarli nell’ampliamento delle aree di intervento.

Si è anche parlato di quale Regione potrebbe essere servente rispetto a questo progetto. Una Regione certamente più snella in capo alla quale intestare le classiche funzioni di pianificazione, programmazione e controllo, senza trascurare la possibilità di realizzare strutture di supporto alla progettualità sub regionale.

Si è convenuto che i siciliani hanno bisogno di sapere se qualcuno ha in mente una idea di futuro e quali sono i tasselli di questo futuro. Soltanto attraverso una visione sistemica si può far comprendere il perchè di certi investimenti e il perchè di certi sacrifici che si potrebbero chiedere a chi vorrebbe continuare a rimanere attaccato alla mammella di una puerpera oramai esausta.

Ho sicuramente tralasciato e “infiocchettato” qualche passaggio dell’incontro ma piuttosto che prendere appunti ho preferito godermi l’ascolto di ciò che alcune amiche e amici hanno voluto socializzare.

Chi lo vorrà potrà far pervenire un proprio contributo … anche chi non ha potuto prendere parte all’incontro.

Ancora un grazie alle amiche e agli amici che hanno partecipato.

Il tema per l’incontro dell’11 novembre non lo abbiamo ancora definito ma avrà a che fare con la necessità che la Regione si doti delle professionalità che le servono e che rinverdisca i propri organici in particolare nei settori in cui c’è bisogno di gioventù!

Il sindaco con “esperienza dirigenziale” soffia l’incarico al dirigente!, del 28.10.2013, lunedì

29 Ottobre 2013 in Contributo

Non so se queste cose succedano soltanto in Sicilia … ma se ci si mette in mezzo anche la magistratura siamo senza speranza!

Un collega mi ha fatto pervenire l’ordinanza di un giudice del lavoro che boccia il suo ricorso avverso la nomina di un direttore in un ERSU. La cosa singolare è che il ricorrente è un dirigente, l’unico dirigente in servizio, mentre il “neo” direttore è un funzionario direttivo.

E’ pur vero che il fatto di essere l’unico dirigente in servizio non obbliga l’Amministrazione, nella fattispecie il vicepresidente dell’ERSU (ma è proprio a lui che spetta l’affidamento dell’incarico di direttore o al dirigente generale del dipartimento competente?), a conferirgli l’incarico di direttore dell’ERSU, incarico che ha ricoperto fino alla nomina del “funzionario direttivo”, ma il buon senso così vorrebbe.

E che cosa è andato a escogitare il giudice del lavoro per giustificare la nomina di un funzionario direttivo al quale si contesta di non avere la qualifica dirigenziale? Il giudice si rifà alla legge regionale 19 del 1997 secondo la quale l’essere stato sindaco di un comune con popolazione superiore a 15 mila abitanti per almeno 4 anni equivale a “esperienza dirigenziale” e quindi giustifica l’operato del vicepresidente dell’ERSU.

Anche a un povero agronomo quale io sono, questa ordinanza lascia tante perplessità che forse tra qualche anno sarà la Procura della Corte dei Conti a fugare … sempre che il vice presidente dell’ERSU giunga alla contrattualizzazione del funzionario … ma nel frattempo l’ex sindaco con esperienza dirigenziale godrà dell’incarico dirigenziale.

Oramai gli incarichi dirigenziali non saranno più soltanto alla mercè degli amici e degli amici degli amici … dopo questa ordinanza anche dei trombati della politica … ma forse soltanto entro i confini di una sola provincia siciliana!

News istituzionali, del 28.10.2013, lunedì

28 Ottobre 2013 in News istituzionali

  • Una selezione dalla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana, Serie speciale concorsi del 25 ottobre 2013, venerdì

  • Una selezione dalla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana  n. 251 del 25 ottobre 2013

  • Sommario news da www.regioni.it n. 2370 – venerdì 25 ottobre 2013

  • PA.net – novità lunedì 28 ottobre 2013 Leggi il resto di questa voce →

Personale cercasi, del 28.10.2013, lunedì

28 Ottobre 2013 in Personale cercasi

 

  • Dipartimento Regionale dell’Acqua e dei Rifiuti – Atto di interpello n. 40/2013  … si cerca personale del comparto, funzionari, istruttori e collaboratori … 24 in totale … 20 secondo la Funzione pubblica

  • Dipartimento Regionale Tecnico  – Atto di interpello n. 41/2013 … cercano “soltanto” 70 tra funzionari, istruttori e collaboratori … a quando i concorsi alla Regione?

 

Per riflettere, del 27.10.2013, domenica

27 Ottobre 2013 in La frase del giorno

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Non è stato un martello a rendere le rocce così perfette, ma l’acqua, con la sua dolcezza, la sua danza e il suo suono. Dove la forza può solo distruggere, la gentilezza può scolpire

Rabindranath Tagore

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L’angolo di Romeo, del 27.10.2013, domenica

27 Ottobre 2013 in Rassegna stampa

 

  1. Addio a Matteo Graziano: fu presidente della Regione

  2. “Pasta e formaggio per comprare voti”. Inchiesta sulle ultime elezioni a Palermo … “vox populi” l’ha sempre sostenuto…del resto, c’è chi compra deputati e senatori…

  3. Lascia l’auto in doppia fila: condannato a 2 mesi di carcere … d’ora in avanti, maggiore attenzione a “come” parcheggiamo…

  4. Svolta alle Poste: arriva il semaforo elimina-code “Mai lunedì alle 10, meglio giovedì dopo le 14” … si da il caso, però, che gli uffici postali aperti anche il pomeriggio siano la minoranza…

  5. Lega Nord, un referendum per vietare i concorsi pubblici agli extracomunitari … ma nella domanda di assunzione nei concorsi pubblici non si deve già dichiarare di essere cittadini italiani?

 

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