5 Aprile 2014 in Post ad hoc, Prima Pagina
La lotta alla mafia e alla corruzione, ma anche l’educazione al rispetto delle regole (tutte le regole … da quelle di condominio a quelle previste da leggi e regolamenti), non possono essere “l’unico” programma di chi si propone alla guida di una città o di una regione o del Paese. E non può nemmeno essere l’unico metro attraverso il quale misurare la competenza di amministratori e professionisti ai quali affidare incarichi in società e uffici pubblici.
L’impegno civile è sicuramente un valore aggiunto ma non può sostituire la competenza e il merito.
Quello al quale, invece, si sta assistendo da un anno e passa in Sicilia ha assunto i caratteri del grottesco.
Due casi, a mio parere eclatanti, danno il senso del grottesco cui ho fatto cenno.
Un governatore che si definisce rivoluzionario mette a capo di un assessorato un magistrato che opera nel rispetto delle norme in una materia estremamente spinosa. Questo assessore si dimostra persona competente e animata dal senso del fare. Ma anziché questo magistrato essere difeso a spada tratta viene invitato dallo stesso governatore a farsi da parte per fare posto a un altro magistrato che ha preferito lasciare la lotta alla mafia, quella che si fa con le indagini e con i processi, per entrare nell’agone politico … per essere sconfitto alle elezioni e premiato con incarichi vari. Il subentrante garantirà un maggiore tensione antimafiosa? Il precedente non la garantiva abbastanza?
C’è aria di elezioni europee. L’eurodeputato Sonia Alfano è la presidente della Commissione del P.E. per la lotta alla mafia che ha contribuito a far istituire. Un incarico che sembra fatto apposta per l’incarnazione dell’antimafia in Sicilia, il sen. Lumia. Sia la Alfano sia il Lumia non sembrano però avere un partito che li possa o voglia mettere in lista. Nel PD comincia una estenuante partita a scacchi. A fianco di Lumia scende in campo Crocetta, presidente della regione siciliana, e non sappiamo chi altri … si, anche tal Cardinale da Caltanissetta, ma gli “endorsement” e l’etichetta “antimafia” non sembrano sortire l’effetto sperato. Il lunghissimo corso del sen. Lumia si scontra con le nuove regole che vogliono un avvicendamento nelle assemblee elettive, e non solo. Per uscire dall’empasse salta fuori il nome della dott.ssa Chinnici, magistrato e già assessore nei governi Lombardo. Ma al nome della dott.ssa Chinnici, proposto dagli ambienti siciliani del PD, sembra contrapporsi un nome proposto da ambienti romani del PD, quello di Sonia Alfano … e pensate che Lumia si sia messo il cuore in pace? Tutti nomi all’insegna dell’impegno antimafia … naturalmente! Prima o poi sapremo come andrà a finire!
Queste vicende, ma ce ne sono tante altre, mettono in luce il rischio che “l’antimafia” non venga più colta come un importante valore dietro al quale schierarsi e lottare per una società veramente libera da condizionamenti di ogni sorta ma una etichetta che serve per far carriera o per fare “marketing” elettorale.
Certi nomi devono appartenere a tutti, al di là delle ideologie e dei partiti, e non è detto che essere stati figli o parenti di vittime delle atrocità commesse dalla mafia o essersi opposti alle sue “pretese” sia di per sé un viatico per ricoprire incarichi politici o di amministrazione.
Questa antimafia al governo della Regione Siciliana rischia di fare solo danni alla lotta alla mafia stessa perchè rischia di farla percepire non come un valore assoluto ma come un’altra fazione politica e carrieristica.
A scanso di equivoci, la mafia è un cancro che ha diffuso le sue metastasi in tutta la società non soltanto siciliana e l’antimafia va perseguita tutti i giorni con il rispetto delle regole e dei diritti e senza inutili proclami … a partire da chi sta al vertice.
Sarebbe bello infine che il Governo della Regione si rendesse conto che oltre all’importante fronte della denuncia di tutte le illegalità si dovrebbe occupare anche di tante altre cose che nel loro insieme aiutano i cittadini a vivere e a fare impresa … a quando qualche risultato “concreto”? Perchè di antimafia qualcuno sembra poterci vivere … ma il resto della popolazione ha bisogno di una economia che funzioni!

Tags: Antimafia, Elezioni europee
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