Fedro racconta, del 12.05.2017, venerdì

Maggio 12, 2017 in Prima Pagina, Racconti

Che il ricordo possa alleviare il dolore e non esserne ulteriore fonte.

Professione? Onesto,
di Fedro

Oramai in politica ha fatto il suo debutto un nuovo professionista, l’onesto.
E io che credevo che l’onestà fosse una precondizione per poter aspirare a una carica pubblica, passando per il vaglio delle elezioni popolari.
C’è chi va ostentando la propria onestà alzando cartelli per la pubblica via, e chi professa la propria integrità con comunicati giornalieri, ma anche bi e trigiornalieri.
Ma nella società di oggi, a quale elettorato si può rivolgere l’onesto?
Quanti saranno gli elettori che privilegeranno un candidato onesto a uno che, non dichiarandolo, si iscrive di diritto al partito non dico dei disonesti ma di quelli che hanno qualcosa da nascondere?
L’onesto si stupisce di come un non onesto dichiarato possa raccogliere messe di voti, a differenza di lui, e dei candidati come lui, che invece a fatica raccoglie un consenso non certo direttamente proporzionale alla propria onestà dichiarata.
Ma la questione del consenso va affrontata dal lato del candidato, più o meno onesto, o da quello del cittadino elettore al quale invece non si chiede una pubblica dichiarazione di onestà?
In effetti dovremmo chiederci se gli elettori sono onesti. Non escludo che presto i candidati onesti chiederanno che a votare siano soltanto elettori onesti degni di poter esercitare il diritto di voto, che non può certamente essere affidato al primo sprovveduto che passa e che potrebbe affidare il bene comune a qualche non onesto dichiarato.
Un elettore che viola sistematicamente le norme del codice della strada potrà mai votare per un candidato onesto?
Un elettore che regolarmente esercita l’occupazione del suolo pubblico e la vendita abusiva potrà mai votare per un candidato onesto?
Un elettore che rilascia dichiarazioni mendaci pur di avere riconosciuto un pass, una esenzione, una pensione, un contributo pubblico, potrà mai votare per un candidato onesto?
Un elettore che si macchia di uno dei tanti altri reati che riempiono giornalmente le pagine di cronaca dei giornali, potrà mai votare per un candidato onesto?
Considerato il numero sterminato di elettori che violano regolarmente e sistematicamente una qualche norma, mi spiego il motivo per cui è nata la nuova professione di onesto.
Si è sentito il bisogno di farsi riconoscere e di attestare pubblicamente che si è onesti dichiarati e quindi tutti gli elettori che non sono dediti alla violazione della legge possono tranquillamente sapere per chi votare. Sarà poi cura dei candidati onesti certificare con i soliti comunicati giornalieri o bi o trigiornalieri il livello di onestà degli eletti, anche se non è chiaro su quale base potranno stabilire se il voto ottenuto dagli eletti è più o meno proveniente da elettori onesti.
Sembra che il voto ottenuto sarà considerato onesto se il candidato onesto avrà pubblicamente dichiarato che lui il voto dei disonesti non lo vuole e che i disonesti non si devono sognare minimamente di votarlo. Il livello di onestà del voto sarà inoltre stimato sulla base dei reati che saranno inseriti nella lista dei reati che ogni candidato dovrà puntualmente indicare per invitare chi se ne macchia a non votare per lui.
Al momento c’è un gruppo di studio che sta valutando quali reati inserire nella lista tipo e quale peso assegnare a ciascuno di loro.
Ma secondo voi quanti voti potrebbe far perdere un invito a non votare per un candidato onesto tutti coloro che non danno la precedenza? E tutti quelli che posteggiano in doppia fila? E tutti quelli che non rispettano gli orari di conferimento dei rifiuti urbani?
A Puffarandia, secondo me, hanno tempo da perdere!

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Vaffanculo!, di Fedro, del 11.04.2017, martedì

Aprile 11, 2017 in Contributo

Vaffanculo!, di Fedro

 

Era tanto che Luigi desiderava mandarla a fare in culo e finalmente era arrivato il momento di farlo. Se non l’avesse fatto gli sarebbe successo qualcosa, ne era certo!

Ci sono momenti nella vita in cui si tratta di scegliere, essere schiavo o uomo libero. Essere schiavo di una posizione e di un reddito o libero di poter rivedere le proprie priorità.

Con quel vaffanculo Luigi aveva dato sfogo a mesi e mesi di bocconi amari mandati giù a furia di calcoli, di dare e avere, di analisi costi e benefici, di ponderazioni, di traccheggiamenti che servivano soltanto a celare la realtà di quel mare della tranquillità nel quale era approdato dopo tanti anni di gavetta ma del quale non aveva valutato appieno le possibili controindicazioni.

Un vaffanculo poteva sembrare poco per vendicarsi di tutto quello che aveva subito in quel lungo lasso di tempo in cui aveva deciso di sopportare, ma la freddezza e la nettezza con la quale lo aveva profferito aveva dato il senso di tutto ciò che quel vaffanculo rappresentava. Se lo avesse ripetuto più volte, se gli avesse aggiunto una caterva di altri improperi, quel vaffanculo non avrebbe sortito l’effetto che invece aveva determinato. Non era lo sfogo stizzito di un subalterno nevrile incapace di controllare i propri nervi, era invece il distillato di una lunga riflessione a seguito della quale il sistema di equazioni che lo aveva determinato era stato accuratamente risolto e aveva dato un risultato netto e incontrovertibile … vaffanculo era il risultato e Rebecca non se lo sarebbe potuto più scrollare di dosso.

I presenti alla scena non avevano mai visto Rebecca ammutolita, incapace di rispondere, disarmata da quel tagliente vaffanculo che la poneva di fronte a una realtà di cui era conscia ma che lei riteneva di riuscire a controllare attraverso la sua capacità di inibire qualsiasi reazione, ed era proprio questo senso di potere che le dava un piacere immenso, vedere sul volto dei suoi interlocutori il desiderio di reagire che poi si trasformava in impotenza e blocco della deglutizione.

Questa volta non era andata secondo i suoi piani.

Luigi l’aveva sconfitta. Lo avrebbe voluto fulminare, coprire di insulti, prefigurargli il suo immediato futuro, ma non ne aveva avuto il tempo. Prima che si potesse riprendere dallo choc, Luigi le aveva voltato le spalle e si era incamminato verso l’uscita con passo deciso che di secondo in secondo si era tramutato in corsa. Luigi aveva guadagnato l’uscita dall’ufficio e sentiva il bisogno di continuare quello sfogo secondo la modalità che più amava, correndo a perdifiato.

Luigi corse per centinaia di metri come non faceva da anni e si fermò soltanto quando i polmoni gli sembrarono scoppiare e il sudore lo inzuppava.

Le lacrime gli inumidirono gli occhi e in breve piangeva come un bambino e tra le lacrime vedeva scorrere come in un film tutte le volte che aveva subito l’arroganza di Rebecca senza opporle alcuna resistenza. Quel tempo era finito!

Il valore di un vaffanculo al momento giusto e detto nel modo giusto non ha prezzo!

 

Buongiorno a tutti … anche a te!, del 30.04.2016, sabato

Aprile 30, 2016 in Buongiorno, La frase del giorno, Prima Pagina

2016 04 30 sabato

Per riflettere, del 16.11.2014, domenica

Novembre 16, 2014 in La frase del giorno

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Di tanto in tanto bisogna dar riposo all’animo, affinché poi sia più sveglio nel pensare

Fedro

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Dipinto di John William Godward

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godward

https://www.facebook.com/pages/Gli-aforismi-dei-filosofi/130861363667994?fref=photo

Le spigolature di Fedro, del 27.02.2014, giovedì

Febbraio 27, 2014 in Rassegna stampa

 Se siamo di fronte a un vero nuovo governo lo vedremo dalle modalità che verranno utilizzate per effettuare le nomine dei manager di Stato … Dalle Poste a Eni e Enel: quei 350 manager da nominare … un buon segnale sarebbe quello di svecchiare e rottamare i soliti noti, di adottare procedure trasparenti e partecipate per la loro selezione e soprattutto imponendo un taglio netto degli attuali trattamenti economici loro riservati … il privato faccia quello che vuole ma se si tratta di “aziende” per le quali la politica esprime il management i trattamenti economici devono essere calmierati!

Naturalmente è già partita l’operazione di tutela dei soliti noti … Manager di Stato, buonuscite milionarie se non venissero riconfermati da Renzi

Un altro tema sul quale vorremmo vedere all’opera Matteo Renzi è quello degli investimenti … Seicento opere incompiute: quei quattro miliardi sprecati per costruire l’Italia a metà … si deve trovare un sistema per cui ci deve essere uno “sponsor” per ogni progetto che dovrà pagare in prima persona se “l’opera” si rivelerà un fallimento!

Qualcuno sta cominciando a pensare che porti sfiga? … Cga sui commissari della Province: la nomina di Ingroia traballa…

pirsig

 

Anche il garagista lo sa!, del 06.12.2013, venerdì

Dicembre 6, 2013 in Contributo

Anche il garagista lo sa!, del 06.12.2013, venerdì

di Paolo Luparello “Fedro”

La mia famiglia consuma alcuni alimenti biologici. Li andiamo a comprare in un negozio che offre ai clienti che usano l’auto la possibilità di posteggiare in un garage a ore lì vicino. Come tutti i venerdì sono andato a fare la solita spesa e ho posteggiato nel garage a ore. Mentre attendevo che il garagista mi desse il ticket da far siglare al negozio di alimenti biologici convenzionato la mia attenzione è stata attratta da un cartello appeso a uno dei tanti pilastri del garage. Il cartello recita “Il successo di una organizzazione è frutto della collaborazione di tutti i suoi lavoratori”. Ho pensato … se il presidente della Regione frequentasse questo garage forse sarebbe un presidente migliore!

 

Quello che chiedo a un dirigente generale, del 30.10.2013, mercoledì

Ottobre 30, 2013 in Contributo, Prima Pagina

A un dirigente generale chiedo di fare il dirigente generale.

A un dirigente generale chiedo di fare il burocrate.

A un dirigente generale chiedo di utilizzare al meglio le risorse di cui dispone.

A un dirigente generale chiedo occuparsi dell’organizzazione cui è preposto.

Un dirigente generale è come l’allenatore di una squadra. Lui è lì per allenare la squadra e per provare a vincere il campionato. Il campionato non lo vince il dirigente generale da solo, e non lo vince nemmeno se si occupa soltanto di un settore della squadra. Se una squadra gioca con un certo numero di giocatori, ci sarà un motivo? Se decido di giocare soltanto con alcuni, anche se dei fuoriclasse, potrò vincere?

Ci sono dirigenti generali che non conoscono i lavoratori che lavorano al servizio della propria organizzazione, con i quali non hanno mai parlato e con i quali non hanno neanche la minima intenzione di parlare. Non è che un dirigente generale deve necessariamente parlare con il dipendente dell’ufficio accettazione dell’ultimo avamposto sul territorio della propria organizzazione, ma provare a far giungere anche a questi un proprio messaggio può fare la differenza. Troppi lavoratori sono “dimenticati” … è anche vero che alcuni di essi preferiscono “farsi dimenticare” … ed è ora che si provi a coinvolgere tutti nel risollevare le sorti di questa nostra Regione.

A un dirigente generale chiedo quindi di occuparsi del proprio personale. Che non consideri la questione una “camurria” e la deleghi a qualcuno dei suoi collaboratori, non sempre il più adatto e il più lungimirante, al quale delega anche il rapporto con i sindacati.

Il dirigente generale certamente non ha la possibilità di esaudire tutte le richieste che gli provengono dai lavoratori, e dai sindacati che li rappresentano, ma è pur vero che comunque gestisce risorse importanti. Non dimentichiamo che, complessivamente, il fondo per la dirigenza ammonta a circa 34 milioni di € e che quello del comparto a oltre 50 milioni di €.

Di cose con queste cifre se ne potrebbero fare, solo se si decidesse di utilizzarle con intelligenza e recuperando il ruolo di datore di lavoro nella Pubblica Amministrazione.

Ma per fare questo è necessario che il dirigente generale faccia il dirigente generale.

Il dirigente generale non è stato messo a capo di una organizzazione perchè è il massimo esperto mondiale di una qualche materia … avrebbero fatto meglio a dargli una consulenza … è stato messo a capo di una organizzazione perchè la guidi con taglio manageriale e perchè metta in campo tutte le competenze manageriali che un manager deve possedere.

A me non interessa se il dirigente generale è un “interno” o se è un “esterno”, a me interessa lavorare con un dirigente generale che conosca il proprio mestiere, che venga da esperienze nelle quali ha dato prova di saper gestire strutture complesse, che sia stato capace di raggiungere risultanti importanti, che sia capace di fare crescere professionalmente il gruppo dirigente dell’organizzazione in modo che questo faccia crescere, in cascata, tutto il resto del personale dell’organizzazione.

A un dirigente generale chiedo di essere autonomo e chiedo che per lui parli quello che sarà in grado di costruire giorno dopo giorno.

Questo è quello che chiedo a un dirigente generale … anche se viene da chiedersi se nella Regione Siciliana il nominato e il nominante abbiano contezza di tutto ciò … o sono soltanto i miei voli pindarici nel mondo di Walalla.

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Questo post lo scrissi oltre un anno fa. Lo ripropongo perchè mi sembra ancora molto attuale e sempre più onirico … dopo le gesta del governo Crocetta in materia di incarichi dirigenziali!

La frase del giorno, del 08.08.2013, giovedì

Agosto 9, 2013 in La frase del giorno

 

Molti sono indaffarati a non fare nulla

(Fedro)

Praterie sconfinate dinanzi a noi … purtroppo!, by Fedro, del 17.06.2013, lunedì

Giugno 17, 2013 in Post ad hoc, Prima Pagina

 

Già da alcuni giorni abbiamo cominciato la nostra opera di informazione. Abbiamo immaginato una serie di rubriche all’interno delle quali trovate gli articoli da noi selezionati e spesso commentati. Naturalmente non Leggi il resto di questa voce →

 

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